Acea contatore elettronico guasto: cosa fare

Acea contatore elettronico guasto: cosa fare
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di | 18-04-2018 | ACEA, Energia

Ritrovarsi con il contatore elettronico guasto può essere un problema non da poco. Non riuscire a compiere azioni semplici quali accendere la luce o utilizzare elettrodomestici ormai fondamentali per ogni famiglia quali forno, frigorifero e lavatrice diventa infatti quasi impossibile. Una sensazione iniziale di smarrimento, per chi ormai è dipendente dalla tecnologia, può quindi essere più che naturale. Può quindi essere molto utile sapere come muoversi in questi casi per ridurre il più possibile i disagi e e correre ai ripari senza troppa difficoltà.

Sommario

Acea contatore elettrico guasto: come accorgersi del problema

Rendersi conto in modo tempestivo di un problema al contatore elettrico può aiutare a ridurre i disagi. Quando si iniziano a riscontrare casi di malfunzionamento, anche se temporanei, è innanzitutto necessario verificare che l’impianto presente in casa funzioni in maniera adeguata. In alcuni casi i disservizi possono essere legati a una bolletta non saldata o pagata in ritardo, ma se da questo punto di vista la situazione risulta regolare l’origine del problema deve essere ricercata altrove.

A questo punto l’ipotesi che il contatore possa essere guasto è più che concreta. Quali sono i segnali che ci devono mettere in allarme? Sono tre le situazioni che dobbiamo verificare personalmente. L’assenza di corrente nei vari locali è certamente il primo indizio, ma non l’unico. Successivamente dobbiamo verificare che il display del contatore sia regolarmente acceso e soprattutto che non evidenzi la presenza di spie inusuali.

Una volta effettuato questo, è bene non mettere mano personalmente al dispositivo per evitare di danneggiarlo ulteriormente. Ogni utente è così chiamato a contattare telefonicamente il proprio gestore, un momento indispensabile per aprire una chiamata e richiedere così l’intervento di un tecnico specializzato. In alternativa, l’intestatario del servizio può inviare una comunicazione scritta all’operatore (con il rischio però di allungare le tempistiche per la riparazione) o recarsi personalmente presso uno dei centri dedicati presenti sul territorio.

Contatore elettrico guasto: tempistiche di intervento

Uno degli aspetti che preoccupa maggiormente gli utenti quando si ha a che fare con un guasto riguarda ovviamente il tempo necessario per risolvere il problema. Pensare di restare per più giorni senza elettricità in casa può sembrare infatti quasi un dramma.

Il fornitore entro due giorni lavorativi deve segnalare il problema al distributore, che dovrà presentarsi sul posto entro un massimo di 15 giorni per riparare o sostituire il contatore. Una volta che l’intervento è stato portato a termine, è necessario richiedere un verbale in cui viene certificato il tipo di lavoro effettuato dall’addetto. Qui dovranno essere inseriti anche i consumi rilevati al momento della sostituzione.

Costi e rimborsi a cui il cliente a diritto

Un’altra nota dolente quando si deve gestire un guasto in casa può riguardare i costi. C’è infatti il timore in molti di dover mettere le mani al portafoglio per l’ennesima spesa imprevista. Fortunatamente non sempre è così.

In caso di ritardo nelle tempistiche di intervento, il cliente ha infatti diritto a un indennizzo. Non si tratta di cifre elevate, ma possono comunque compensare almeno in parte i disagi subiti. Il rimborso va infatti da 35 a 105 euro per un arrivo posticipato superiore ai 45 giorni. L’importo scende invece a 30 euro nel caso di problemi al contatore del gas.

Il rischio in queste situazioni è però dietro l’angolo. Il tecnico, al momento dell’intervento, è tenuto a controllare anche l’origine del malfunzionamento. Qualora non dovessero esserci malfunzionamenti specifici e la presenza dell’addetto dovesse essere inutile, a dover pagare sarà l’intestatario della bolletta. In questo caso viene richiesto un saldo pari a circa 49 euro.

Contatore guasto: modalità di conteggio dei consumi

Gli utenti non sono ovviamente totalmente esenti dalle spese per i consumi elettrici durante il periodo di malfunzionamento del contatore. In questi casi spetta al gestore effettuare una ricostruzione tenendo presenti i comportamenti tenuti nei mesi precedenti.

Tutto dipende dalla data in cui il guasto è effettivamente avvenuto. Se abbiamo certezza di questo,  si prende come periodo di riferimento quello compreso tra il momento della rottura e quello in  cui il distributore provvede a sostituire oppure a riparare il contatore. Se invece dovessero esserci dei dubbi, la ricostruzione avviene partendo al massimo da un anno prima rispetto al giorno in cui è stata effettuata la verifica del contatore.

L’intestatario avrà la possibilità di tenere sotto controllo la situazione in tempi brevi. La bolletta verrà infatti inviata direttamente a casa entro un massimo di due mesi. Oltre al conto da pagare, è presente anche una documentazione atta a giustificare la cifra richiesta. La trasparenza è massima: vengono indicate anche le modalità di determinazione del momento del guasto, le stime dettagliate e la metodologia di stima utilizzata.

Nel caso in cui si ritenga di essere di fronte a una richiesta troppo elevata, è possibile presentare un reclamo entro 30 giorni dal momento in cui ne riceve la comunicazione scritta dei risultati della ricostruzione. Il cliente ha facoltà di allegare informazioni aggiuntive relative ad eventuali variazioni nei consumi. In attesa che la situazione venga chiarita, non ci sono rischi di sospensione del servizio.

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