Airbag moto cosa sono, come funzionano

di | 12-06-2020 | Assicurazioni
Airbag moto cosa sono, come funzionano

Sulle due ruote, si cerca di fare sempre qualcosa in tema sicurezza. Questo perché, motociclisti e scooteristi sono considerati utenti deboli della strada. Il perché è presto detto: in caso di impatto con terzi, possa essere un’auto od un oggetto, chi ha la peggio è sempre l’utente su due ruote. “Intorno”, non c’è nulla a proteggere, al contrario di una automobile ove non solo c’è la carrozzeria con le barre anti-intrusione, ma anche airbag ed altro. Esistono gli Airbag per le moto? Come funzionano? Scopriamolo insieme…

Sommario

Obbligatorio? Purtroppo, solo il casco…

Procediamo sull’argomento protezioni. La legge italiana, prevede l’obbligo del solo casco. Peggio ancora, questo non deve essere integrale, ma jet. Questo significa che di protetto, alla fine, c’è solo la scatola cranica. Davvero poco! Basta farsi un giro in pronto soccorso e parlare con un chirurgo maxillofacciale per convincersi di quanto asserito sopra. In caso di impatto frontale, il volto è esposto, così come se si perde il controllo del mezzo e si tocca l’asfalto…

A conti fatti dunque, gli arti sono più che esposti, così come la spina dorsale. Il Codice della Strada, dunque, non tutela assolutamente il motociclista, che, deve affidarsi al suo solo ed unico buonsenso. Guidare una moto o uno scooter dunque, non è una cosa banale, perché ci si può fare del male. Ecco perché, oltre al casco, sarebbe il casco di rendere obbligatorio almeno il paraschiena, che andrebbe a diminuire i traumi spinali.

L’abbigliamento tecnico

Quando si parla di due ruote e sicurezza, si deve forzatamente parlare di abbigliamento tecnico. Oltre al casco, abbiamo già parlato del paraschiena. Non dovrebbero però nemmeno mancare guanti e calzature protettive, così come giacca e pantaloni tecnici. Questi ultimi, infatti, prevedono delle protezioni che devono essere omologate CE su spalle e gomiti per i primi, e su ginocchia e fianchi per i secondi. Se state già iniziando a trovare scuse per il caldo, sappiate che esiste l’abbigliamento traforato per l’estate. Inoltre, cambiarsi sul posto di lavoro, richiede 5 minuti appena arrivati e 5 minuti prima di andare via. Pensate che 10 minuti possano valere una mano o l’articolazione di un ginocchio?

Il livello successivo? L’Airbag da moto

I più esperti, sanno benissimo che l’Airbag è in grado di proteggere il pilota ed il passeggero in caso di caduta e di impatto, più di ogni altra cosa. Le stime parlano di una protezione di oltre sette volte (avete letto bene, 7!) di più, su una media, rispetto ad un tradizionale paraschiena. Questo significa che si possono prevenire i traumi spinali per gli Airbag che riparano la zona posteriore. Attenzione però, perché ne esistono di più protettivi, che riescono a salvaguardare anche il collo, il torace e la parte delle spalle.

Oltre a questo, forse non tutti sanno che, esistono degli Airbag anche per le moto, molto simili a quelli delle auto. La moto che prevede l’Airbag, è infatti la Honda GoldWing (GL1800), una gigantesca moto da turismo. Il cuscino trova spazio esattamente tra il manubrio ed il passeggero. Come per le auto, grazie a dei sensori, “esplode” e va a mettersi tra il pilota (arriva fino ad altezza casco) e la moto. Certo, il tutto richiede spazio, ed è per questo che solo la GoldWing lo possiede (senza considerare il costo…). La stessa Honda, ha poi depositato qualche settimana fa un ulteriore brevetto per degli Airbag laterali che troverebbero spazio nella parte posteriore della moto. Il futuro? Molto probabilmente… sì!

Cos’è l’Airbag?

In sostanza dunque, l’Airbag altro non è che un sistema di sicurezza che, grazie ad un cuscino, previene i traumi al corpo del pilota e del conducente. Al momento, oltre al casco, è il sistema di sicurezza migliore, in grado di salvaguardare la vita e alcune parti del corpo. I piloti di MotoGP e Superbike, tanto per capirsi, lo indossano da anni…

Airbag: come funziona?

Esistono diversi tipi di Airbag. I più semplici sono quelli a funzionamento meccanico, che trovano spazio nei gilet appositi. I più complicati e tecnologici, sono invece quelli elettronici, che richiedono più attenzione. In ogni caso, gli airbag sono dispositivi chiamati ad attivarsi entro pochi millisecondi dall’urto, così da tutelare il possessore. Sono dunque composti da una sacca contenuta in un gilet moto che si indossa, o integrati nella giacca.

Airbag meccanico

Gli Airbag meccanici, funzionano appunto, meccanicamente. Tramite un cordino, l’airbag è agganciato alla moto. Quando si viene disarcionati dal mezzo, il sistema scatta e permette alla sacca di gonfiarsi. I pro, sono il prezzo contenuto e la possibilità di indossarlo su qualsiasi mezzo. I contro, se siete legati al mezzo, scendete dalla moto e questa cade dal cavalletto, beh sappiate che l’Airbag… si gonfierà. Azienda leader, è la Motoairbag, ma non mancano altri costruttori come Bering ed altri.

Airbag elettronico

Quelli elettronici, sono decisamente più complicati e costosi, oltre al fatto che spesso possono essere utilizzati solo con la moto allestita con i sensori (contro). Come pro, sono però più sicuri nel funzionamento (se cade la moto dal cavalletto, non si gonfiano…) e grazie al sistema “stand alone”, riconoscono la dinamica di un incidente, attivandosi senza sistemi meccanici. Leader assoluto è Dainese, seguita da Alpinestars.

Come per le auto, è un gas che gonfia il sacchetto. Il gas, è naturalmente sotto pressione, e se nel meccanico viene attivato perché la bomboletta viene bucata da un chiodo, in quello elettronico le cose si fanno più complicate. Abbiamo infatti dei sensori, come gps, accelerometro e giroscopio, che decidono quando intervenire e far scattare la molla che fa partire il chiodo (chiaramente le cose variano a seconda del modello di Airbag moto). Tutto questo in base ad algoritmi preimpostati dall’azienda costruttrice.

In ogni caso, ricordatevi che gli Airbag richiedono della manutenzione. Ogni costruttore ha le sue tempistiche, ma in ogni caso spesso e volentieri vanno revisionati dopo l’esplosione della carica, così da assicurare sempre il 100% di sicurezza. Quelli elettronici poi, sono dotati di batteria, quindi bisogna ricordarsi di ricaricarle.

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