Assicurazioni auto: il futuro del bonus malus

Assicurazioni auto: il futuro del bonus malus
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di | 11-05-2018 | Assicurazioni

Si va verso una vera e propria rivoluzione nel sistema di calcolo dell’importo previsto per l’RC auto. L’IVASS, l’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni, ha infatti intenzione di avviare un tavolo di lavoro a cui prenderanno parte le compagnie più importanti del settore per discutere sulla possibilità di abolire il meccanismo attuale di “bonus malus“. Il sistema in vigore attualmente resiste ormai da 40 anni ed è legato in maniera specifica alla residenza dell’intestatario della polizza e al veicolo assicurato. Questa procedura non sembra però in grado di valorizzare al meglio la condotta di guida degli automobilisti più virtuosi.

Si punta così a introdurre una nuova soluzione in grado di tenere maggiormente conto del comportamento di chi è alla guida. Chi va incontro a meno incidenti merita infatti di essere valorizzato anche dalla propria compagnia. Il cambiamento non avverrà comunque con tempistiche immediate. Un cambiamento di questo tipo si preannuncia certamente rivoluzionario e merita così di essere valutato con consapevolezza da tutte le parti in causa, ma senza danneggiare gli utenti, già tartassati da diverse spese.

Assicurazioni auto: il bonus malus non funziona più

Attualmente l’importo dell’assicurazione auto viene determinato da quasi tutte le compagnie sulla base del meccanismo bonus-malus, che consente di attribuire la classe di merito dell’intestatario della polizza. Il premio da versare decresce di anno in anno se il conducente non è stato coinvolto in alcun incidente. Al contrario, ad ogni sinistro di cui l’utente è ritenuto colpevole il premio sale. Sono previste 18 classi di merito: la numero uno è quella con la tariffa più economica, mentre la 18esima ha il costo più elevato.

Il meccanismo bonus-malus è stato pensato proprio per spingere chi si mette alla guida a mantenere un atteggiamento il più possibile virtuoso e responsabile. Rispettare il Codice della Strada, oltre alla consultazione più o meno costante delle varie proposte disponibili, rappresenta quindi il metodo migliore per ridurre le spese per l’RC auto.

Bonus Malus: l’addio sembra vicino

Può capitare che un’auto sia guidata da un altro componente della famiglia rispetto all’intestatario della polizza e, in caso di incidente, diventa problematico capire come gestire la classe di merito. Questo è uno dei motivi che sta spingendo l’IVASS, l’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni, a pensare di introdurre un sistema alternativo. L’obiettivo resta comunque sempre lo stesso: valorizzare il più possibile chi si comporta in modo corretto al volante. A prescindere dal mezzo guidato, che può ovviamente variare a seconda delle esigenze e delle situazioni di ognuno.

Inizialmente si è pensato di verificare chi si trovasse effettivamente alla guida attraverso lo smartphone. Una schiera di opposizioni si è però sollevata fin sa subito: un modo di agire di questo tipo va contro la tutela della privacy di ogni persona.

In alternativa, si è ipotizzato di usufruire del supporto della Motorizzazione Civile, dove è presente un archivio delle patenti a livello nazionale. Qui vengono custodite anche eventuali segnalazioni relative ai sinistri commessi. Anche questo meccanismo è però difficile da mettere in atto: la documentazione può spesso risultare imperfetta e quindi poco attendibile. Inevitabilmente, il sistema sarebbe sembrato troppo personalizzato: chi ha una sola vettura in famiglia sarebbe stato quasi del tutto costretto a sottoscrivere una polizza a testa, soluzione quindi poco economica.

Assicurazioni auto: cosa potrebbe accadere

L’IVASS non ha ancora preso una decisione definitiva sul sistema che potrebbe sostituire il bonus malus. L’Istituto vorrebbe cercare di trovare una soluzione in grado di soddisfare tutti gli addetti ai lavori del settore.

Già nei prossimi mesi sarà così organizzato un tavolo di lavoro a cui prenderanno parte i rappresentanti delle principali compagnie che avranno la facoltà di presentare possibili proposte.

Dopo quarant’anni in cui la classe di merito è diventata praticamente un’ossessione per chi guida, ora si è deciso quasi inaspettatamente di fare dietrofront. La maggior parte degli assicurati si trova infatti nelle classi migliori, pur senza avere particolari meriti alla guida. Come può succedere questo? È cresciuto il numero di automobilisti che si sono fatti “furbi” e arrivano a denunciare un sinistro in ritardo, il tempo necessario per attuare il malus. A quel punto arriva, in modo quasi automatico il cambiamento di compagnia con l’obiettivo di ottenere i vantaggi riservati dalla società ai nuovi clienti.

Non è però finita qui. È già stata programmata, a partire dal mese di agosto, l’introduzione di un sistema antifrode pensato per diminuire i comportamneti irregolari. Anche in caso di passaggio a un nuovo gestore la retrocessione a una classe peggiore verrà comunque applicata grazie a un meccanismo di controllo più attento ai comportamenti di ogni persona. Da chiarire anche la gestione delle auto di famiglia, quelle guidate da più componenti, ma la cui polizza è solitamente intestata alla persona che vanta più anni di esperienza alla guida.

Piuttosto complessa anche la situazione di una cessione in conto vendita a un commerciante. In caso di diffcoltà nella rivendita del mezzo questa torna a proprietario ptecedente, che ha diritto a mantenere la classe pur avendo magari già acquistato un altro veicolo.  Lo stesso vale quando si subisce un furto con successivo ritrovamento del bene.

La strada che ci attende è ancora quindi piuttosto lunga e difficile da decrifrare. L’obiettivo è comunque quello di venire in aiuto degli utenti e semplificare la gestione dell’RC auto. Questa non deve essere più considerata come un “intralcio” o come l’ennesima tassa da pagare, ma come uno strumento che ci può venire in aiuto in caso di difficoltà, ma allo stesso tempo valorizzare lo stile di guida di chi si comporta in modo corretto.

 

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