Atti vandalici cosa copre: caratteristiche della polizza

Atti vandalici cosa copre: caratteristiche della polizza
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di | 10-07-2019 | Assicurazioni

Sottoscrivere l’assicurazione auto è necessario non solo per obblighi di legge, ma anche per sentrisi tutelati qualora si dovesse essere coinvolti in un incidente. Ogni automobilista ha comunque la facoltà di inserire nella polizza clausole particolari che possano permettergli di sentirsi maggiormente protetto in alcune situazioni ben determinate. È il caso, ad esempio, della copertura dagli atti vandalici, una garanzia accessoria che viene richiesta da un numero sempre maggiore di utenti e che può rivelarsi una scelta adeguata soprattutto da parte di chi ha acquistato da poco una nuova auto e vuole preservarla, ma anche da chi è in possesso di un veicolo storico che acquista valore con il passare del tempo.

Sommario

Atti vandalici cosa copre: perché è importante sottoscrivere la clausola

Al momento della sottoscrizione dell’assicurazione auto ogni possessore di un veicolo ha la possibilità di scegliere non solo la compagnia con cui firmare il contratto che lo tuteli, ma anche tutte le clausole inserite nel contratto. Nessun dettaglio deve essere sottovalutato per evitare di andare incontro a brutte sorprese nel caso in cui dovessero verificarsi sinistri e episodi spiacevoli.

Questi aspetti non sono solitamente contenuti nella polizza base e portano a un incremento dell’importo da pagare, ma spesso vale davvero la pena dover fare questo “sacrificio” perché ci si può sentire più tranquilli durante tutto il ciclo di vita della vettura. Non è un caso che rientrino proprio in una categoria predeterminata che prende il nome di “garanzie accessorie”: è infatti l’utente a decidere, sulla base delle sue esigenze e abitudini, se ritenga il caso di aderire anche a questi aspetti.

Analizzando la situazione a livello generale sono essenzialmente due le clausole presenti negli accordi. La prima è la “Garanzia Cristalli”, che consente di ricevere un risarcimento per la riparazione o sostituzione dei cristalli (parabrezza, lunotto posteriore e vetri laterali) nel caso in cui questi vengano danneggiati rotture accidentali o causate da terzi durante la circolazione. Altrettanto importante è invece la copertura dagli “atti vandalici” si impegna a risarcire l’assicurato da ogni tipo di danno causato da disturbatori che hanno avuto modo di agire nel corso di cortei, scioperi, sommosse e atti di terrorismo. Anche in questo caso diventa però fondamentale prestare particolare attenzione a ogni aspetto dell’accordo: l’indennizzo a carico dell’intestatario può infatti essere totale o parziale rispetto alla spesa effettuata per rimediare al danno subito. A preferire quest’ultima soluzione sono soprattutto gli automobilisti che vivono o lavorano in una grande città dove possono verificarsi frequentemente cortei in caso di scioperi con la presenza di partecipanti che hanno spesso atteggiamento sopra le righe o casi di microcriminalità.

Una polizza di questo tipo consente di sentirsi protetti anche quando la vettura resta ferma per diverse ore in una strada pubblica e non si ha la possibilità di controllare chi può trovarsi nelle vicinanze. A volte, infatti, anche la presenza di telecamere di sorveglianza in una data area non permette di verificare sempre cosa sia accaduto. Tra gli aspetti positivi c’è anche un altro elemento che non deve essere sottovalutato: l’intestatario del mezzo può ricevere un compenso anche se non è stato possibile individuare con assoluta certezza l’autore del gesto.

Assicurazione atti vandalici: quanto costa e quando vale

Se si è intenzionati a inserire nel proprio contratto di RC auto anche la copertura per gli atti vandalici è ovviamente fondamentale capire quanto questo potrebbe far lievitare il costo della polizza base.

È bene precisare come il prezzo della clausola accessoria non dipenda dalla compagnia a cui si decide di aderire. In linea generale, sarà un addetto della società assicurativa a valutare da vicino il veicolo e a dare una stima, ma con il principio di come questo, inevitabilmente, scenda con il trascorrere degli anni. Il valore a cui si arriverà sarà davvero fondamentale perché da qui si potrà iniziare a comprendere a quanto risalirebbe l’entità dell’indennizzo in caso di distruzione totale del mezzo. Se la vettura ha ormai diversi anni di vita alle spalle può risultare corretto rinunciare a questo elemento.  L’assicurazione atti vandalici dopo 10 anni dall’immatricolazione può risultare superflua e si può così il proprio denaro per proteggersi da altri eventi altrettanto importanti (ad esempio, Tutela Legale in caso di grave incidente, infortuni al conducente).

Sono diverse le situazioni da cui si sarà tutelati se si decide di sottoscrivere una clausola specifica per gli atti vandalici. In questa categoria rientrano i danni provocati da sommosse o da cortei violenti, oltre a quelli generati da tumulti di tipo popolare o gli atti di terrorismo.

Spesso esistono compagnie che sono pronte a offrire sconti considerevoli a chi decide di inserire una serie di garanzie accessorie nella propria polizza. L’idea nasce soprattutto dalla volontà di premiare chi è cliente da diversi anni. A volte può essere poi stabilita una franchigia: se questo accade una quota del danno subito dal veicolo rimane comunque in carico all’assicurato.

Cosa non viene coperto dall’assicurazione atti vandalici

Tra gli aspetti che non devono mai essere trascurati prima della firma di un contratto non possono mancare le situazioni che non prevedono copertura da parte della compagnia assicurativa.

Il primo aspetto che si deve prendere in considerazione prima della stipula riguarda la presenza di eventuali massimali, ovvero gli importi massimi che una compagnia erogherà come rimborso di un danno legato ad un atto di vandalismo subito dal proprio veicolo. In linea generale questi valori non raggiungono mai livelli estremamente bassi, ma ci sono situazioni in cui, a fronte di una spesa da sostenere più bassa, anche questa cifra sia inferiore. È bene quindi prestare la massima attenzione.

A volte può essere poi stabilita una franchigia: se questo accade una quota del danno subito dal veicolo rimane comunque in carico all’assicurato. Qualora questo elemento abbia un valore elevato potrebbe significare che alcune situazioni non siano coperte.

In quasi tutti gli accordi sono poi presenti anche le cosiddette “clausole di esclusione”, ovvero quelle situazioni specifiche che non prevedono alcun indennizzo a favore dell’intestatario. Praticamente tutte le aziende del settore non sono pronte ad aiutare il cliente nel caso in cui sia coinvolto in prima persona nel danno causato al veicolo stesso. La polizza non risponde nemmeno quando si verificano problemi legati al furto o incendio (per chi ha questa esigenza è prevista una clausola accessoria ad hoc, che solitamente viene sottoscritta nei primi anni di vita del mezzo).

Qualora dovesse essersi verificati problemi alla propria auto e si desidera ottenere un risarcimento è innanzitutto necessario presentare denuncia della situazione. Nella maggior parte dei casi l’esposto viene presentato contro ignoti perché diventa difficile riuscire a individuare il responsabile del fatto. Una copia della denuncia dovrà poi ovviamente essere inviata anche alla compagnia assicurativa per informarla dell’accaduto. La società assicurativa dovrà poi verificare da vicino la situazione attraverso un perito che visionerà la macchina per capire l’entità del problema. Il perito avrà anche il compito di indicare l’ammontare del risarcimento del danno. Spesso per proseguire l’iter è però necessario presentarsi presso un’officina convenzionata con la compagnia per effettuare la riparazione.

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