Calcolo aumento assicurazione dopo sinistro: ecco le conseguenze

Calcolo aumento assicurazione dopo sinistro: ecco le conseguenze
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di | 17-07-2019 | Assicurazioni

Durante tutto il ciclo di vita di un’auto è ovviamente fondamentale prestare la massima cautela quando si viaggia, non solo per non incorrere in sanzioni, spesso tutt’altro che leggere, ma anche per evitare possibili incidenti che possono mettere a rischio anche l’incolumità di altri guidatori. Ogni possessore di un veicolo è bene quindi che sia opportunamente informato su quanto questo possa provocare spese aggiuntive sul piano economico e influire in maniera anche determinante sull’importo da versare per l’RC auto: ecco quindi un calcolo su quanto può essere l’aumento dell’assicurazione dopo un sinistro.

Sommario

Calcolo aumento assicurazione dopo sinistro: attenzione alla classe di merito

Essere in possesso di una polizza per la propria auto è fondamentale per obblighi di legge per essere protetti qualora si fosse coinvolti in un incidente. Il contratto base copre la responsabilità civile, ovvero la cosiddetta RC auto, ma ogni automobilista può ovviamente inserire anche altre clausole ad hoc che gli permettano di sentirsi coperto anche in occasioni particolari quali la Kasko, i cristalli, il furto e incendio e gli atti vandalici (clicca qui per sapere cosa si intende).

Qualora si dovesse verificare un incidente di cui si è responsabile l’importo è però destinato a crescere. Tutto questo può avvenire secondo la formula del cosiddetto “bonus malus” (ecco qui nel dettaglio cosa si intende), pensata proprio per premiare chi si comporta in modo virtuoso quando è al volante.

Tutti i contratti, indipendente dalla compagnia a cui si decide di aderire, prevedono una serie di classi di merito (complessivamente sono diciotto), ma per i neo assicurati si parte dalla 14esima. Senza incidenti nell’arco di 12 mesi si può scalare di una classe, ma in caso di sinistro la penalizzazione è addirittura pari a due classi, con relativo aumento del premio da versare annuale. Un fenomeno di questo tipo consiste proprio nell’applicazione del malus. Per tornare alla classe precedente sarà quindi indispensabile che siano trascorsi almeno due anni senza alcun incidente.

Ma di quanto può crescere l’importo?

In linea generale vale comunque un principio che è bene tenere presente: più bassa è la classe di merito di appartenenza, minore sarà l’incremento quando si arriverà in fase di rinnovo. Il problema diventa però inevitabilmente più grave, così come la spesa da sostenere, se nell’arco di dodici mesi gli incidenti in cui si è coinvolti, e in cui si è ritenuti responsabili, sono più di uno.

In queste situazioni è possibile tenere a mente un’operazione matematica che può essere buona per tutte le compagnie assicurative. Il calcolo da fare è: X3-1 dove X è il numero di incidenti commessi in un anno. Facciamo quindi un esempio pratico per rendere la questione ancora più chiara: se l’intestatario del contratto ha generato 2 sinistri si dovrà fare (2×3)-1, ovvero 6-1, che è uguale a 5. La persona dovrà quindi mettere in conto la perdita di cinque classi di merito rispetto a quella di appartenenza.

Il tipo di danno procurato non è comunque un fattore che finirà per incidere sull’entità dell’aumento (non cambia niente quindi se la spesa sia di 200 o di 1.000 euro). Tutto finirà per dipendere infatti dalle tariffe proposte dalla compagnia a cui si è aderito nel momento in cui si dovrà effettuare il rinnovo.

Percentuale aumento assicurazione dopo incidente: attenzione al grado di responsabilità

Il fattore che deve essere preso in considerazione per capire se si può andare incontro a un aumento dell’RC auto riguarda la dinamica dell’incidente. In questo caso diventa infatti necessario ricostruire la dinamica e capire quindi se l’intestatario della polizza sia responsabile, in tutto o in parte dell’accaduto.

Se non ci sono dubbi su chi abbia la colpa del sinistro la perdita della classe di merito, e il conseguente incremento del prezzo da pagare, è inevitabile. Ben diversa è la situazione se non è ben chiaro come si siano svolti i fatti.

Avere quindi la certezza di chi abbia la colpa del sinistro è quindi determinante. In caso di controversia è necessario far valere la cosiddetta “presunzione di responsabilità”. Se entrambi i conducenti sono ritenuti responsabili alla pari (50% a testa) non sono previsti aumenti al premio assicurativo. Questo invece dovrà essere messo in conto man mano che si supera la soglia del 50%.

Cambio assicurazione dopo sinistro: ecco cosa accade

L’idea di poter essere penalizzati per un incidente nel contributo annuale da versare per l’RC auto potrebbe spingere qualcuno a pensare di cambiare compagnia. Questo non porterebbe però un vantaggio significativo.

Il preventivo relativo all’importo da pagare viene infatti stilato sulla base dell’attestato di rischio, una documentazione che certifica il livello di affidabilità alla guida dell’intestatario della polizza. Si tratta di un elemento davvero fondamentale e relativo alla situazione del conducente fino a 60 giorni prima della scadenza. Se il sinistro dovesse quindi essersi verificato a ridosso del giorno in cui si deve versare l’importo questo non sarà preso in considerazione, quindi non ci sarà alcun aumento. La perdita della classe di merito non sarà quindi indicata: questo potrebbe quindi spingere un’automobilista a passare a un’altra società e a evitare quindi il “declassamento”.

Anche in questa operazione sarà però fondamentale muoversi con il massimo della cautela. Pur essendoci concorrenza tra una compagnia assicurativa e l’altra, è infatti possibile per loro prendere visione del registro nazionale dei sinistri, un archivio pensato proprio per tenere conto del comportamento di tutti i guidatori e capire perciò se si siano verificati episodi non ancora inseriti all’interno dell’attestato di rischio. Il pericolo, infatti, è quello di andare incontro a conseguenze sul piano normativo se si dovesse mettere in evidenza che l’intestatario non abbia detto la verità.

È possibile evitare l’aumento dell’RC auto?

Nonostante un comportamento il più possibile scrupoloso alla guida, può comunque capitare, anche solo per una semplice disattenzione, di avere procurato un incidente con un danno non solo per la propria vettura, ma anche per quella di un altro conducente. Questa situazione, inevitabilmente, porta all’applicazione del malus e quindi a un peggioramento della propria classe di merito.

Questo porta quindi a chiedersi se sia possibile fare qualcosa di concreto per evitare che questo accada.

La risposta è affermativa, anche se si tratta di una strada che non viene percorsa da tutti. Lo “stratagemma” da utilizzare in questi casi è comunque piuttosto semplice: l’automobilista responsabile del sinistro può decidere di risarcire di tasca propria, senza avvertire la compagnia assicurativa, l’altra persona. Questo ovviamente può essere comunque fatto quando la cifra necessaria per riparare la vettura non sia poi così elevata. In alternativa, se parliamo di diverse centinaia di euro, diventa più conveniente dover sottostare agli aumenti della compagnia assicurativa.

 

 

 

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