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Cos’è il conducente abituale nell’assicurazione auto?
di Erika | 11-10-2019 | News Assicurazioni, News Assicurazioni Auto[""}

Hai sentito parlare di conducente abituale ma non sai cosa vuol dire e che effetti potrebbe avere sull’importo del premio assicurativo o sulle garanzie della tua polizza auto? Se hai letto la nostra guida sulla differenza tra conducente e assicurato oppure quella sui diversi soggetti della RC Auto, allora saprai già che, quando si stipula un’assicurazione auto, la legge italiana prevede la possibilità di intestare la polizza a una persona diversa dal proprietario del veicolo. Allo stesso modo, il conducente dell’auto può essere una persona diversa dall’intestatario del contratto di assicurazione. Ci sono tuttavia alcune eccezioni a cui occorre fare attenzione quando si stipula una polizza auto. Nella guida che segue vedremo cosa si intende per conducente abituale; quando è obbligatorio comunicarne l’utilizzo alla Motorizzazione; quali effetti può avere l’indicazione del conducente nel contratto sull’importo del premio e quali conseguenze possono esserci sulla copertura assicurativa.
Sommario
Cosa si intende per conducente abituale?
Con conducente abituale si intende, in senso divulgativo, la persona che guida il veicolo assicurato con maggiore frequenza. Dal punto di vista normativo, invece, è più corretto parlare di utilizzatore abituale o temporaneo del veicolo nei casi previsti dalla legge, in particolare quando una persona diversa dall’intestatario ne ha la disponibilità per un periodo prolungato.
Un esempio tipico è quello di un’auto intestata a un marito, ma utilizzata principalmente dalla moglie o da un figlio. Un altro caso frequente è quello di un veicolo aziendale guidato stabilmente da un dipendente.
La legge italiana consente di guidare un veicolo intestato ad altri, purché il conducente abbia una patente valida e il mezzo sia coperto da assicurazione RC Auto. Non è necessario indicare alcun conducente sulla carta di circolazione nella maggior parte dei casi: l’obbligo scatta solo quando una persona diversa dall’intestatario ha la disponibilità continuativa del veicolo per un periodo superiore a 30 giorni, nei casi previsti dalla normativa.
Quando è obbligatorio inserire il conducente abituale nella carta di circolazione?
L’obbligo di comunicazione alla Motorizzazione riguarda i casi in cui un veicolo viene concesso in uso a una persona diversa dall’intestatario per più di 30 giorni. È il caso, ad esempio, del comodato d’uso: il proprietario concede l’auto a un’altra persona, anche con accordo verbale, e questa la utilizza stabilmente per un periodo superiore a 30 giorni.
In questa situazione, chi riceve il veicolo in comodato deve comunicare l’utilizzo all’Ufficio Motorizzazione Civile, in modo da aggiornare il documento di circolazione o l’Archivio Nazionale dei Veicoli.
Sono invece esentati dall’obbligo i componenti del nucleo familiare convivente. Questo significa che, se il veicolo viene usato stabilmente da un familiare convivente, l’aggiornamento non è obbligatorio.
Diverso è il discorso della polizza con formula di guida esclusiva. In questo caso si tratta di una clausola assicurativa e non di un obbligo di legge relativo alla carta di circolazione. La guida esclusiva prevede che il veicolo possa essere guidato da un solo conducente, indicato nel contratto di assicurazione. Questa formula può ridurre il premio, ma è più vincolante: se il veicolo viene guidato da una persona diversa da quella prevista in polizza e si verifica un sinistro, la compagnia risarcisce comunque il terzo danneggiato, ma può esercitare il diritto di rivalsa nei confronti dell’assicurato, se previsto dal contratto e nei limiti stabiliti.
Cosa si rischia
Se il veicolo viene concesso in uso a una persona diversa dall’intestatario per più di 30 giorni e non viene effettuata la comunicazione prevista, si rischia una sanzione amministrativa. L’art. 94 del Codice della Strada prevede, per l’omessa comunicazione, una multa da 727 euro a 3.629 euro.
A questo si aggiunge il possibile rischio assicurativo. Se la polizza prevede una formula di guida esclusiva o guida esperta e il veicolo viene guidato da una persona non autorizzata dalle condizioni contrattuali, in caso di incidente la compagnia risarcisce il terzo danneggiato ma può chiedere al contraente la restituzione totale o parziale di quanto pagato, secondo quanto previsto dalle condizioni di polizza.
Come procedere all’aggiornamento della carta di circolazione
Per aggiornare il documento di circolazione con l’indicazione dell’utilizzatore del veicolo, occorre presentare la richiesta all’Ufficio Motorizzazione Civile competente, anche tramite un’agenzia di pratiche auto.
L’obbligo riguarda chi utilizza un veicolo intestato ad altri per un periodo superiore a 30 giorni. La comunicazione deve essere effettuata entro 30 giorni e, nel caso del comodato, ricade sul comodatario, cioè su chi riceve il veicolo in uso.
Per la richiesta sono normalmente necessari il modulo previsto dalla Motorizzazione, la dichiarazione del proprietario che attesta la concessione del veicolo in comodato, i documenti di identità e codice fiscale delle parti e la carta di circolazione o Documento Unico. I costi vivi sono pari a 10,20 euro di diritti e 16 euro di imposta di bollo; se ci si rivolge a un’agenzia, vanno aggiunti eventuali costi di servizio.
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