Direttiva IDD: cosa cambia per gli assicuratori e i clienti

Direttiva IDD: cosa cambia per gli assicuratori e i clienti
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di | 26-09-2019 | Assicurazioni

L’abolizione del tacito rinnovo ha facilitato i compiti dell’utente quando deve stipulare l’assicurazione, ma non tutti sono a conoscenza di come la Direttiva IDD (Insurance Distribution Directive) entrata in vigore a partire dal 1° ottobre 2018 su decisione dell’Unione Europea abbia contribuito a modificare ulteriormente il settore. Il provvedimento ha introdotto nuovi obblighi per chi opera con un ruolo di distributore dei prodotti assicurativi con l’obiettivo di rendere le offerte più trasparenti a tutto vantaggio dei clienti che decidono di sottoscrivere una polizza.

Sommario

Direttiva IDD: cambia la prospettiva per clienti e addetti ai lavori

Ogni possessore di un veicolo a motore è tenuto, a norma di legge, a sottoscrivere una polizza che possa garantirgli di sentirsi tutelato qualora dovesse essere coinvolto in un incidente. Ogni utente ha comunque la possibilità di pensare a una copertura ad hoc anche per altri ambiti, quali ad esempio eventuali infortuni, la salute, la casa o anche sulla propria vita o quella di un familiare. Trattandosi dell’adesione a un contratto, è raccomandabile prestare la massima attenzione all’accordo a cui si decide di aderire: è quindi fondamentale valutare non solo l’entità del premio che si chiamati a pagare, ma anche le tutele che con esso vengono garantite. A volte, infatti, se si desiderano avere clausole ad hoc il costo è inevitabilmente destinato a salire.

In un settore come quello assicurativo, però, la cautela non è mai troppa. Nonostante i numerosi controlli da parte dell’IVASS (Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni), chiamato a mettere in evidenza eventuali irregolarità, sono ancora diverse le proposte a cui è facile abboccare ma che in realtà hanno ben poco di legale.

Ora, però, i consumatori possono contare su una tutela in più da non sottovalutare. A partire dal 1° ottobre 2018 è infatti entrata in vigore la Direttiva IDD (Insurance Distribution Directive) valida per tutti gli Stati Membri dell’Unione Europea, pensata proprio per far sì che i clienti non possano avvertire la sensazione di non fare un salto nel buio prima di siglare l’accordo. I distributori finali del settore assicurativo, categoria entro cui rientrano agenti, intermediari e consulenti sono infatti chiamati a sottostare ad obblighi predeterminati con l’obiettivo di agire con il massimo della trasparenza.

Direttiva IDD – Significato e principi della normativa

Ma nello specifico l’IDD cos’è? Il principio base che ha portato alla stesura del provvedimento è davvero importante: l’obiettivo che si vuole perseguire è infatti quello di mettere i bisogni del cliente al centro di tutto. Quando un agente assicurativo andrà a rivolgersi a lui per proporgli una o più soluzioni queste dovranno essere il più possibile in linea con quello che lui sta effettivamente cercando. Troppo spesso le compagnie assicurative predispongono una serie di pacchetti, che però solo in parte rappresentano l’esigenza manifestata dall’utente. Questa idea potrebbe essere sintetizzata con una frase piuttosto semplice: meno fronzoli ma più sostanza. Perché infatti dover pagare di più per qualche clausola di cui in realtà non si ha bisogno?

L’attenzione nei confronti della persona che andrà a stipulare l’accordo dovrà essere massima. Gli addetti ai lavori non dovranno infatti limitarsi a dare una proposta commerciale e ripresentarsi solo in prossimità della scadenza per valutare se si voglia rinnovare. Il “lavoro” dell’assicuratore o intermediario proseguirà successivamente per seguire ogni eventuale necessità manifestata durante tutto il periodo dell’adesione, oltre a capire se il livello di soddisfazione sia rimasto lo stesso.

È quindi bene provare a stringere, se possibile, un rapporto che possa essere anche confidenziale. Non si disdegna un contatto saltuario tra le parti nel corso del tempo per verificare se i bisogni del cliente possano mutare e necessitare quindi anche di un cambiamento nella convenzione.

Prima di arrivare a stipulare un contratto, il distributore dovrà necessariamente informare in modo chiaro, completo e senza secondi fini l’interlocutore.

Come cambia il lavoro degli intermediari assicurativi

Alcune compagnie già prima dell’approvazione del provvedimento avevano modificato il loro modo di agire cercando di mettere in evidenza quanto un approccio sul piano digitale possa rispondere appieno a questa esigenza. Non si esclude che anche i prodotti offerti possano subire qualche modifica per cercare di rivolgersi il più possibile ai bisogni manifestati dal target di riferimento.

L’operatore dovrà inoltre presentare al cliente due documenti prima che si possa arrivare alla sottoscrizione dell’accordo:

  • il DIP o Documento informativo standard per i prodotti non vita: qui vengono riportate una serie di indicazioni per indirizzare meglio il cliente sul tipo di prodotto che potrebbe andare a sottoscrivere in caso di adesione;
  • la Raccomandazione Personalizzata: deve essere interpretata come un “consiglio” proprio perché si vanno a sottolineare una serie di motivazioni che possono rendere un prodotto assicurativo più allettante rispetto a un altro.

Questi obblighi si applicano per tutti i tipi di prodotti assicurativi e devono essere rispettati anche dalle società che offrono assicurazioni online, un genere di proposta ormai sempre più diffusa da chi è alla ricerca della convenienza ma senza rinunciare all’affidabilità pur non avendo la possibilità di dover comunicare (se non in caso di necessità) con un intermediario.

È inoltre prevista la necessità di monitorare il gradimento degli utenti nei confronti di ogni prodotto assicurativo. Solo prendendo coscienza delle risposte del mercato si potrà capire quanto le polizze in sé siano adatte a rispondere a quanto stanno ricercando i consumatori. In caso di risposta negativa potrebbe essere opportuno agire per modificare almeno parzialmente la propria proposta.

Elementi quali la raccolta e l’analisi dei dati diventeranno fondamentali se si vorrà mantenere il polso della situazione in tutto il periodo di adesione da parte del cliente. Una mossa di questo tipo non si rivela adeguata solo a un pubblico più giovane, ma anche ad utenti di tutte le età, ormai sempre più attenti a informarsi per capire quello che offre il mercato e valutare se sia disponibile qualcosa di più allettante rispetto alla soluzione attuale.

 

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