Auto a idrogeno: i pro e i contro dell’auto del prossimo futuro

Auto a idrogeno: i pro e i contro dell’auto del prossimo futuro
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di | 01-12-2018 | Auto

Le auto stanno subendo delle trasformazioni che fino a 20, 30 anni fa, nemmeno ci saremmo immaginati. Pensiamo al metano, al GPL, alle ibride, alle elettriche o ancora, a quelle ad idrogeno. Lo scopo è sempre lo stesso, quello di cercare di creare una mobilità ecologica ad impatto zero. Anche se dei recenti studi hanno stabilito che l’auto elettrica non è poi così green, un’altra protagonista è sicuramente quella ad idrogeno. Certo, l’idrogeno è difficile da gestire, sia per il rifornimento, che per lo stoccaggio. Le Case automobilistiche però ci credono. Perché?

Sommario

Auto a idrogeno: come funziona?

La domanda più che lecita è sul come funzioni una automobile ad idrogeno. Di base, l’idea è quella dei propulsori a combustione, anche se però, per essere più precisi, i veicoli ad idrogeno si dividono in due categorie: HICEV (Hydrogen Internal Combustion Engine Vehicle) e FCEV (Fuel Cell Electric Vehicle), tecnologie già in commercio. La prima, vede il nostro protagonista, l’idrogeno, bruciato generando una combustione che poi il motore sfrutta per generare potenza. Nella seconda, l’idrogeno è sottoposto ad una reazione con l’ossigeno (lega con quest’ultimo e libera gli elettroni). L’energia prodotta dal reattore (detto Fuel Cell), va al propulsore elettrico che aziona l’auto.

Attenzione però, perché la prima tecnologia, la HICEV, è passata in secondo piano per via delle grandi quantità di scarto prodotte. In sostanza, a causa della combustione del materiale primario, si producono troppi Co2 (anidride carbonica). Con la FCEV, invece, l’ecologia la fa da padrona, visto che non vengono emesse sostanze di scarto. Chiaramente le tecnologia ingegneristica è andata avanti e oggi, è in grado di garantire consumi bassi ed una autonomia interessante. Lo scarto poi, per quest’ultima tecnologia altro non è che vapore acqueo, assicurato da una semplice trasformazione elettrochimica della reazione delle molecole di idrogeno, divise in elettroni e protoni (generano vapore acqueo).

Pro e contro

Quali sono gli aspetti positivi, e quali i negativi dell’auto ad idrogeno? Intanto, diciamo che la combustione ad idrogeno, ha fatto passi da gigante, ad iniziare dai tempi di ricarica. Bastano infatti pochi minuti, al contrario delle automobili al 100% elettriche, che richiedono diverso tempo in proporzione. Ottima anche l’autonomia, che ormai ha raggiunto ottimi livelli. Si parla, infatti, spesso e volentieri di 1.000 Km, se non oltre, per un pieno.

Tutti vantaggi? Non proprio, non solo pro, ma anche contro, ad iniziare dal fatto che non si trovano delle stazioni di rifornimento. Il Governo, per ora, non ci pensa proprio ad implementare le strutture di rifornimento, e per i privati sarebbe un costo difficilmente sostenibile. Come detto in apertura, anche lo stoccaggio è difficoltoso, poiché è sottoposto ad altissime pressioni. Occorrono poi, di conseguenza, anche delle macchine apposite, in grado di immagazzinare l’idrogeno con una altissima pressione. Questo vale anche per le automobili stesse, che devono avere dei serbatoi molto ampi, sacrificando così il comfort e lo spazio nella vettura stessa. Infine, l’ultimo contro, è che serve molta energia per realizzare un Kg di idrogeno, circa 18,5 kWh.

Le auto ad idrogeno in Italia

Vediamo infine, quali sono le autovetture in commercio in Italia, ovviamente, ad idrogeno. Il pole position troviamo la Hyundai Nexo, seguita dalla Toyota Mirai (tecnologia Prius) e la Honda Clarity Fuel Cell. Citiamo poi la Mercedes-Benz GLC F-Cell, l’ultima arrivata sul mercato, mentre ci si attende dell’altro a breve, visto che Audi e Hyundai stanno collaborando insieme per realizzare un nuovo mezzo. Le pile a combustibile… saranno dunque il futuro?

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