Auto a trazione posteriore: vantaggi e svantaggi

di | 01-11-2020 | Auto

Quando si parla di auto a trazione posteriore, non si può non pensare alle auto sportive. Vediamo insieme cosa cambia quando la trazione dell'auto è dietro: ecco cosa c'è da sapere

In questo redazionale andremo a vedere cosa significhi trazione posteriore, quali sono i vantaggi e quali sono gli svantaggi. Questo perché, acquistare un’auto con questo tipo di trazione, significa avere un comportamento diverso dagli autoveicoli a trazione anteriore, o integrale. Scopriamo dunque insieme tutto quello che c’è da sapere.

Sommario

Cosa significa trazione posteriore?

Quando si parla di auto a trazione posteriore, significa che andiamo ad indicare dei mezzi gommati, ove la ripartizione della potenza avviene solo esclusivamente sulle ruote posteriori (dietro). Sia chiaro, la trazione non limita il posizionamento del motore, che può essere sito sulla parte anteriore o su quella posteriore. La trazione posteriore ha ovviamente una lunga storia, ma in ogni caso il vero e proprio boom lo si è registrato negli anni ’80. Pensiamo a BMW e Mercedes-Benz, che adottavano sulle proprie auto la sola trazione posteriore. Anni ’80 a parte, ancora oggi la trazione posteriore è ancora utilizzata, soprattutto su auto di carattere sportivo e mezzi si lusso, o alta gamma.

In ogni caso, per quanto la trazione posteriore sia ancora presente nei cataloghi, è decisamente meno sfruttata, poiché si preferisce quella anteriore, che possiamo stimare in circa un 70% dei veicoli circolanti. Questo perché, la seconda, è decisamente più facile da gestire e realizzare, poiché la trazione posteriore richiede alberi di trasmissione del propulsore alle ruote dietro decisamente più lunghi, e di conseguenza pesanti.

La differenza, la fa la… curva

Quando si parla di trazione anteriore e trazione posteriore, è logico andare a cercare le differenze tra le due. Se in accelerazione e decelerazione le cose sono abbastanza simili, non si può dire la stessa cosa di quando si è in curva. Parliamo dunque della fase completa, composta da ingresso, percorrenza e uscita della curva stessa. Cerchiamo dunque di capire quali siano le differenze principali tra le due trazioni.

Percorrendo la curva con una automobile a trazione anteriore (il moto viene trasmesso alle ruote davanti), con una velocità piuttosto alta, potremo facilmente assistere al fenomeno di sottosterzo. L’auto tenderà dunque ad allargare la propria traiettoria di percorrenza. Sembra assurdo, ma con l’auto a trazione posteriore, registreremo il fenomeno opposto, ovvero il cosiddetto sovrasterzo. In questo caso, avremo dunque una percorrenza di traiettoria più stretta rispetto a quella decisa ed impostata dal pilota.

I vantaggi della trazione posteriore

Iniziamo dunque dai vantaggi della trazione posteriore. Prima cosa, i pro, sono evidenti quando c’è molto aderenza, soprattutto in accelerazione. Questo perché, in accelerazione abbiamo un trasferimento di carico verso il retrotreno, che “schiacciando” le ruote, andrà ad aumentare l’aderenza stessa. Gli interventi di manutenzione poi, risultano essere decisamente più semplici. Con l’adozione poi di un differenziale autobloccante, vengono meno i problemi di aderenza su fondi scivolosi; avremo dunque una mitigazione di questo fenomeno.

Gli svantaggi della trazione posteriore

Veniamo ora agli svantaggi della trazione posteriore. Come abbiamo detto, c’è tanta aderenza quando l’asfalto è asciutto e di qualità. Sui fondi con scarsa aderenza, come sul bagnato la trazione posteriore mostra i suoi limiti. La spinta dunque cala in accelerazione, in curva si perderà trazione ed il fenomeno del testacoda sarà la conseguenza più vicina. Certo, l’elettronica di oggi aiuta, con i vari sistemi di controllo della trazione e dello slittamento, che però non fanno miracoli. Se poi l’auto è potente… le cose si complicano.

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