Auto ibride esenzione bollo: cosa prevede la normativa in vigore

Auto ibride esenzione bollo: cosa prevede la normativa in vigore
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di | 11-06-2018 | Auto

In Italia, dopo una prima fase di riluttanza iniziale, si sta registrando una crescita del numero di persone che scelgono di pensare a motorizzazioni alternative alla benzina e al diesel. L’attenzione all’ambiente, abbinata a consumi finalmente ridotti, sono fattori che stanno contribuendo in modo decisivo a questo fenomeno. Le case automobilistiche stanno osservando con grande attenzione questo fenomeno e la possibilità di scelta diventa così sempre più ampia. Anche i prezzi, seppure ancora non bassissimi, sono diventati sempre più concorrenziali.

Per chi si mostra ancora indeciso l’auto ibrida rappresenta un buon compromesso proprio per la presenza di due propulsori in grado di lavorare in modo intercambiabile.

Sommario

Auto ibride: perché sceglierle

L’auto ibrida si caratterizza per la presenza di un duplice motore, uno di tipo elettrico e l’altro a combustione termica. Proprio questa duplicità racchiude in sé un vantaggio tutt’altro che trascurabile. Il propulsore elettrico è in grado di funzionare da supporto all’altro quando è necessario, ad esempio in fase di accelerazione, quando si frena a bassa velocità o quando ci si ferma frequentemente per poi ripartire nell’arco di pochi minuti. In queste situazioni l’energia dispersa in calore è elevata e poter diminuire i consumi può rivelarsi determinante.

Una vettura con queste caratteristiche può rivelarsi utile soprattutto per chi si trova a districare quotidianamente nel traffico cittadino. In questa situazione viaggiare in modo scorrevole si rivela infatti spesso piuttosto arduo. I vantaggi di questo tipo di tecnologia sono duplici: poter ridurre il consumo di energia consente di abbassare i consumi e, di conseguenza, anche le emissioni inquinanti. L’ambiente circostante potrà quindi beneficiarne.

Esenzione bollo auto ibride: non pagare è possibile

Il bollo auto è certamente una delle tasse più odiate dagli automobilisti. Essendo legato al possesso del veicolo, deve però essere pagato indipendentemente dal suo utilizzo. A differenza dell’RC auto, per cui sono disponibili formule legate al numero di chilometri percorsi o solo temporanee (clicca qui per sapere come risparmiare sulla polizza), il suo importo è legato alla cilindrata del veicolo. Più la macchina è potente, più la cifra sale.

In alcuni casi, però, evitare di pagare è davvero possibile, almeno per un periodo limitato di tempo. Sono diverse le Regioni che consentono di godere di agevolazioni o addirittura di esenzioni per questa particolare imposta. A godere di questo vantaggio sono gli utenti che scelgono vetture a basso impatto ambientale, quindi quelle alimentate a GPL, a metano o elettriche. L’idea nasce proprio con l’obiettivo di incentivare la diffusione di questo genere di mezzi, in grado di ridurre in maniera sensibile l’impatto ambientale.

Le Regioni che offrono l’esenzione per il bollo auto

Il bollo auto è un tributo locale, il cui importo finisce quindi nelle casse della Regione di residenza. Ogni zona del nostro Paese ha quindi introdotto una normativa specifica a favore di cui può beneficiare chi sceglie di acquistare una vettura di tipo ibrido.

In Lombardia i veicoli immatricolati dal 1° gennaio 2018al  31 dicembre 2020 possono godere del 50% di sconto per tre anni, calcolati a partire dal momento in cui è stata effettuata l’immatricolazione. Ancora più vantaggioso è invece il regime in vigore per i cittadini piemontesi. Qui a partire dal 23 dicembre 2017 è prevista l’esenzione totale dalla tassa di possesso per cinque anni. C’è però un’unica condizione da rispettare: la potenza del mezzo non deve essere superiore ai 100 kW.

In Liguria l’esenzione è stata introdotta dal 2016 per il primo bollo e le successive quattro annualità dei veicoli nuovi con alimentazione benzina/elettrica, benzina/idrogeno e gasolio/elettrica. In Valle d’Aosta possono evitare di pagare gli utenti intestatari di veicoli con propulsione ibrida termico/elettrica e a idrogeno immatricolati tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2019. La situazione è differente in Veneto, dove dal 2014 vige l’esenzione per tre anni dalla tassa automobilistica. In virtù dell’autonomia, nella provincia di Trento vige l’esenzione per i primi cinque anni dei veicoli ibridi nuovi immatricolati a partire dal 29 dicembre 2010 , mentre a Bolzano l’esenzione è limitata ai primi tre anni dall’immatricolazione. Si sale invece a cinque anni per le auto con alimentazione elettrica e termica con emissioni di anidride carbonica inferiore a 30 grammi al chilometro.

Ulteriori agevolazioni sono state invece pensate per chi vive in Emilia Romagna, dove si deve fare riferimento alla legge regionale 23 del 29/12/2015. In base a questa normativa è possibile non saldare quanto richiesto per i mezzi immatricolati dall’inizio del 2016 fino a tutto il 2017. Nelle Marche è stata introdotta una deroga totale per il pagamento per il primo periodo fisso e per le cinque annualità successive a favore delle vetture ibride immatricolate per la prima volta nel 2017. Quasi similare la situazione che si trovano a vivere le persone domiciliate in Lazio e in Campania. Nel primo caso dal 2014 l’esenzione è concessa per tre annualità calcolate a partire dall’anno di immatricolazione, mentre nel secondo per il primo periodo fisso e per le due annualità successive.

Ultima particolarità è quella concessa in Puglia: qui sono stati stabiliti cinque anni di esenzione per i veicoli nuovi immatricolati dal 1° gennaio 2014; dopo questa data le auto dotate di alimentazione ibrida benzina/elettrica e diesel/elettrica pagano un bollo auto ridotto del 75%.

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