- Servizio Gratuito Nessuna commissione
- Nessun obbligo Nessun impegno
- Le migliori offerte Prezzi bassi
Auto usata ibrida: cosa controllare prima dell’acquisto
di Fabio Caliendo | 26-06-2026 | News e Varie, News NoleggioSe state pensando all'acquisto di un'auto ibrida usata, ecco cosa dovrete controllare prima di acquistarla! I consigli utili

Toyota Prius. Lei, la capostipite, la prima delle auto ibride in assoluto. Dobbiamo tutto a lei o, meglio, a Toyota. Da quando ha fatto la sua comparsa, le auto ibride si sono diffuse a macchia d’olio. Abbastanza da poter asserire, oggi, che rappresentano un buon 50% del mercato, contando sia le ibride tradizionali, le full hybrid, sia quelle plug-in. Il segreto? Un motore a scoppio ed uno elettrico che lavorano in simbiosi. Questo ha permesso, ovviamente, di far crescere in pochi anni anche il mercato dell’usato di questa tipologia di vetture. Essendo automobili decisamente più complesse, però, richiedono qualche attenzione in più quando ci si appresta ad acquistarne una usata. Ma cosa bisogna controllare prima dell’acquisto?
Sommario
Il motore termico
Come accennato, un’auto ibrida offre ovviamente un motore termico. Bisogna dunque andare a verificare le “solite cose” che vanno controllate su un normalissimo motore. Certo, individuare eventuali problematiche interne, a livello meccanico, non è facile. Bisogna però controllare eventuali spie, la presenza di perdite e l’eccessivo sporco esterno. Ovviamente, un motore perfettamente pulito potrebbe celare dei problemi, soprattutto se è stato fatto lavare prima di mostrarvi l’auto.
Un’altra cosa da verificare è il cambio. Oggi le ibride sono quasi tutte dotate di cambio automatico. Anche qui dovremo andare a cercare eventuali perdite. In ogni caso, mettere l’auto sul ponte e controllarla potrebbe essere un’ottima idea. Un’altra soluzione, nonché un suggerimento, è quella di fare un bel giro di prova. Questo per verificare che tutto funzioni al meglio, sia a livello di motore sia di trasmissione. Chi vuole vendere difficilmente vi dirà di no ad un giro di prova.
La sezione elettrica
Passiamo ora alla parte elettrica, per la quale vi ricordiamo che spesso potrete trovare ancora una garanzia residua. Sì, perché molti costruttori riconoscono una garanzia specifica, in particolare per le batterie, proprio come avviene sulle auto 100% elettriche. Tendenzialmente, la garanzia è di 7-8 anni e, per quanto riguarda i chilometri, supera i 100.000, se non addirittura il doppio. A volte la garanzia copre anche il mantenimento di un livello di efficienza delle batterie non inferiore all’80% o, in qualche caso, al 70%. Cosa significa? Che una batteria da 10 kWh, al raggiungimento dell’ultimo anno di garanzia, dovrebbe avere ancora una capacità effettiva di 7 o 8 kWh, qualcosa che ci “offrirà” sicurezza psicologica e non solo.
Batteria: come capire se va ancora bene
La domanda, più che lecita, è: come faccio a capire come sta la batteria dell’auto? Beh, lo ammettiamo, la cosa non è certo delle più semplici. Questo perché sulle ibride tradizionali non è previsto, nel quadro degli strumenti, un indicatore specifico, cosa che invece troviamo sulle vetture 100% elettriche o su diverse plug-in. Accanto al livello di carica, infatti, viene monitorato anche lo stato effettivo di efficienza della batteria. Purtroppo, non c’è modo di conoscerlo con precisione se non dopo l’acquisto, quando potremmo notare una minore capacità e una minore efficienza nella ricarica e nell’erogazione della potenza. Questo comporterebbe, inoltre, consumi maggiori.
SOH, cos’è e come si può misurare
Restiamo sul discorso dello stato di efficienza dell’accumulatore. Può essere riassunto con la sigla SOH, acronimo di “State of Health”. È effettivamente un dato complesso. Sì, perché su di esso influiscono diversi parametri, dal decadimento dei componenti interni della batteria a quello degli altri organi del sistema, come il complesso di ricarica, il sistema di raffreddamento e l’unità di gestione della potenza, che possono influire sulla capacità totale in molti modi. Chiaramente, un check da parte di un’officina della casa, rigorosamente attrezzata per effettuare la diagnosi, sarebbe la soluzione migliore.
Si può fare qualcosa con il fai da te? Più o meno… sì. Si trovano infatti in commercio degli strumenti che consentono di effettuare autonomamente alcuni controlli. I connettori EOBD, ad esempio, vanno inseriti nella presa per la diagnosi. A questo punto, il dispositivo viene collegato via Bluetooth al proprio smartphone e, tramite un’app dedicata, come ad esempio la tedesca EVNotify, si potranno visualizzare diversi dati interessanti.
Cercate un’auto giovane
Voi direte: “E grazie, ci prendete in giro”, ma è ovvio che sia sempre preferibile un’auto giovane, “fresca”. Questo vale per tutti i mezzi, anche per le auto tradizionali, ovviamente. Del resto, non bisogna sottovalutare questo aspetto, anche per via delle varie normative antinquinamento. Un’auto giovane andrà meno incontro al rischio di limitazioni. Le auto più recenti sono poi da preferire anche per via delle ultime tecnologie. A parità di anno di immatricolazione, un modello in commercio da due o tre anni è sicuramente molto più avanzato di uno lanciato anche solo tre o quattro anni prima, un po’ come avviene per i PC e la telefonia, tanto per capirci.
Andiamo a cercare i problemi
Bisogna sapere che le automobili ibride, esattamente come quelle 100% elettriche, richiedono un minimo di accortezza nella guida. Questo, ovviamente, se si vogliono sfruttare appieno le loro caratteristiche e le relative qualità. Di cosa parliamo? Della capacità di recuperare energia in decelerazione! Decelerare non significa necessariamente consumare freni e pneumatici. Ecco perché, se notate un’eccessiva usura di questi componenti, potrebbe significare che il precedente proprietario tendeva ad usare il veicolo come un’auto tradizionale. Queste vetture “tendono a frenare” da sole, ma non utilizzando esclusivamente i freni. In soldoni, se così fosse, l’auto potrebbe essere stata utilizzata in modo poco accurato.
Quando si rilascia l’acceleratore o si preme il freno, il motore elettrico inverte la propria funzione, trasformandosi in un generatore: converte l’energia cinetica del veicolo in elettricità, immagazzinandola nella batteria per riutilizzarla. Bisogna poi considerare anche la provenienza dell’auto: pensiamo alle zone caratterizzate da climi particolarmente rigidi o caldi. Se l’automobile non è stata ricoverata in un box o in un garage, le batterie potrebbero aver subito un maggiore deterioramento.
Il tagliando
In ogni caso, come per qualsiasi mezzo, vige la regola del “tagliando”. Per poter usufruire al 100% della garanzia del costruttore, va ovviamente controllato il libretto di manutenzione del mezzo. Da questo saremo in grado di stabilire se siano stati effettuati regolarmente tutti i tagliandi previsti. Questo per essere sicuri che, in caso di necessità, la garanzia venga riconosciuta. Quando sono stati effettuati tutti i tagliandi previsti, possiamo essere abbastanza sicuri che sia la parte elettrica sia quella elettronica siano state controllate e sottoposte ai frequenti aggiornamenti software previsti per questi sistemi. Ovviamente, significherà che anche il motore termico sarà stato sottoposto ai controlli necessari.
Un sinistro è sempre un sinistro
Esattamente come per le auto dotate di un normale motore, anche per le ibride bisogna controllare che non siano state coinvolte in incidenti. Cercate eventuali difformità nella verniciatura della carrozzeria, fanali non originali e dunque privi del marchio del costruttore… In un’auto ibrida, gli effetti di un sinistro possono essere più gravi. La complessità della meccanica è, del resto, decisamente notevole.
Offerte Noleggio Lungo Termine