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AWD: cosa significa?
di Fabio Caliendo | 31-01-2026 | News NoleggioConoscete la differenza tra AWD e 4WD? Ecco cosa c'è da sapere e le rispettive caratteristiche

Acquistare un’automobile significa confrontarsi con tutta una serie di sigle. Pensiamo ai vari ADAS, ma ragioniamo anche sui tipi di trazione: anteriore, posteriore, integrale e… AWD. Cosa significa AWD? Come funziona questo sistema? Diamo risposta a tutto questo, iniziando col dire che non solo è più diffuso di quanto si possa pensare, ma che è una “sorta” di trazione integrale davvero particolare. Iniziamo il nostro “viaggio”.
Sommario
AWD: cosa significa?
Il sistema AWD è una “branchia” del più noto e storico sistema 4×4. Il 4×4 è definito 4WD, quindi già così, a intuito, l’AWD è un sistema differente. AWD è l’acronimo di “All Wheel Drive”, dall’inglese “tutte ruote motrici”. Naturalmente parliamo di una tecnologia più sofisticata del normale 4WD. Sì, perché l’AWD va a ripartire la trazione tra ruote anteriori e ruote posteriori. Una centralina, infatti, andrà a modificare il sistema in base alle necessità di guida, ripartendo “la forza” su due o quattro ruote.
L’AWD, dunque, è una trazione variabile, in grado di modulare e variare la velocità delle ruote grazie a un differenziale centrale. Stesso asse, ma con la variazione delle ruote solidali che variano. In soldoni, le ruote anteriori hanno la possibilità di girare più o meno velocemente rispetto alle posteriori. Ovviamente, la cosa funziona anche al contrario. L’AWD, però, funziona in maniera automatica, decidendo dove “dare” forza.
AWD e 4WD: la differenza
I sistemi sono dunque “cugini”, ma diversi. L’AWD è un tipo di trazione integrale permanente, il 4WD no. Quest’ultimo, infatti, solitamente vede la trazione applicata all’asse posteriore. Il guidatore, grazie a un comando, deciderà se passare alla guida con il 4×4, andando a bloccare i differenziali. Così facendo si avrà un bilanciamento della coppia del 50% e 50%. Senza il differenziale centrale, le ruote rotoleranno alla medesima velocità. Il 4WD, dunque, va bene in condizioni di scarsa aderenza costante, come terreno, ghiaia, neve… Su normale asfalto è quindi sconsigliato: si surriscalderebbe, con una conseguente rottura.
All Wheel Drive: ogni azienda il suo sistema
Capito il funzionamento del sistema AWD, entriamo nello specifico. Sì, perché ogni casa automobilistica ha un sistema diverso dall’altra, o magari simile. Pensiamo al più noto e famoso, il Symmetrical AWD di Subaru. Nato nel lontano 1971, esordisce sulla Subaru Leone, una berlina a trazione integrale, la prima della storia (disponibile nel 1977 anche in versione wagon). Madre della Subaru Impreza (campionessa nel WRC, il Campionato Mondiale Rally), comprende un differenziale posteriore che la Casa giapponese così descrive: “… è sistemato in modo simmetrico intorno all’asse geometrico di simmetria della vettura”. La tecnologia non interviene sui soli due assi, ma è invece capace di distribuire la potenza su tutte e quattro le ruote in maniera uniforme. Se una ruota non ha aderenza, il sistema concentra la coppia sulle altre tre. Non manca poi un differenziale centrale con giunto viscoso (nel caso delle auto con cambio manuale).
Qualche altro esempio? Audi identifica le sue vetture con la sigla “Quattro”, e c’è un differenziale centrale o Torsen. BMW propone l’xDrive, Mercedes-Benz il 4MATIC… Nel Bel Paese c’è Alfa Romeo con il sistema “Q4” (montato sul noto SUV Stelvio e sulla berlina Giulia). Questi sistemi trasferiscono fino al 50% della coppia motrice all’assale anteriore in caso di perdita di aderenza.
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