AWD: cosa significa?

di | 05-06-2021 | Auto

Cosa cambia rispetto al 4WD? Cerchiamo di capire insieme come funziona ed i vantaggi di questo sistema

AWD: cosa significa?
Confronta

Quando dobbiamo acquistare e scegliere una automobile, a volte sale un po’ di… “ansia”. Perché? Perché ci sono decine e decine di sigle. Soprattutto oggi con l’avvento degli ADAS, c’è da diventare matti. Tra le tante sigle, o scelte che si possono effettuare, c’è il tipo di trazione: anteriore, posteriore, integrale. Poi c’è la AWD. Cosa significa? Come funziona? Cerchiamo di dare risposta a questo, iniziando con il dire che non solo è più diffuso di quanto si possa pensare, ma che è una “sorta” di trazione integrale.

Sommario

AWD: cosa significa?

Come già accennato, il sistema AWD è una “costola” del sistema 4×4, con quest’ultimo che però viene definito 4WD. Iniziamo con lo sciogliere il primo dei nostri dubbi: AWD è l’acronimo di “All Wheel Drive”, che dall’inglese significa “tutte ruote motrici“. E’ dunque un sistema più sofisticato del normale 4WD e che trova applicazione in diversi ambiti, poiché la trazione viene qui ripartita tra le ruote anteriori e posteriori. Ovviamente il sistema va in base alle necessità dettate dal contesto di guida, con una centralina che deciderà per noi come ripartire le forze.

Avete capito bene, per la AWD la trazione sarà anche variabile. Questo lo si deve grazie ad un differenziale centrale in grado di modulare e variare la velocità di rotazione delle ruote solidali ad uno stesso asse. Cosa significa? Che le ruote anteriori possono girare più o meno velocemente delle posteriori, ma si può verificare anche la situazione inversa. Il sistema funziona in maniera automatica, un vantaggio per certi versi. Per contro, il sistema deciderà al posto nostro e potrebbe addirittura decidere se dalle la maggior parte della trazione su un asse piuttosto che un altro.

Qual è la differenza tra AWD e 4×4?

Bisogna dunque fare attenzione e non confondere i due sistemi, poiché AWD e 4WD vantano un funzionamento e delle prestazioni differenti. Iniziamo con il dire che l’AWD è un tipo di trazione integrale permanente, mentre il 4×4 no. Cosa significa? Che quest’ultimo solitamente vede la trazione applicata (solitamente) al solo asse posteriore. E’ il guidatore, tramite un comando, che deciderà se passare alla guida con le quattro ruote motrici.

Come? Andando a bloccare i differenziali. Questo consentirà di bilanciare la coppia, con un 50% davanti ed un 50% dietro. Mancando il sopraccitato differenziale centrale, le ruote rotoleranno alla stessa velocità. Parliamo di un sistema vantaggioso quando il fondo stradale è decisamente scivoloso: terreno, ghiaia, neve, insomma, più in generale percorsi che possono essere definiti off-road. Su asfalto e con tanta aderenza, è dunque sconsigliato l’uso, poiché il differenziale potrebbe subire una rottura in seguito ad un surriscaldamento. Nel caso della trazione AWD, invece, sarà il sistema a decidere per noi, in base all’aderenza o slittamento delle ruote che sia.

All Wheel Drive: ad ognuno il suo

Ora che abbiamo capito come funziona il sistema AWD, è ora che sappiate un’ulteriore cosa. Ogni azienda, ha il proprio sistema di gestione. Già, la tecnologia ha fatto passi da gigante e così esistono diversi tipi di AWD, anche perché i motori e le potenze in ballo possono cambiare, così come le piattaforme e le centraline. Vediamo insieme quali sono i più comuni e famosi, facendo dei nomi, così da collegare le due cose più facilmente.

Iniziamo dal più noto e famoso il Symmetrical AWD di Subaru. 1971, esordisce la Subaru Leone, la prima berlina a trazione integrale, disponibile poi nel 1977 anche in versione wagon. Sarà la “mamma” della Subaru Impreza, campionessa nel WRC (Campionato Mondiale Rally). Questa tecnologia comprende un differenziale posteriore che la Casa giapponese così descrive: “… è sistemato in modo simmetrico intorno all’asse geometrico di simmetria della vettura“. Il sistema non interviene sui soli due assi, anzi, è in grado di distribuire la potenza su tutte e quattro le ruote in maniera uniforme. Significa che se una ruota non ha aderenza, il sistema concentra la coppia sulle altre tre. Abbiamo inoltre un differenziale centrale con giunto viscoso nel caso delle auto con cambio manuale.

Ritornando in Europa, possiamo parlare di Audi, che nel caso della trazione integrale permanente identifica le proprie vetture con la sigla “Quattro”. Il differenziale è centrale o Torsen. Ancora, BMW prevede l’x-Drive, Mercedes-Benz il 4MATIC e così via. In Italia, abbiamo la tecnologia di Alfa Romeo. La Casa del Biscione l’ha chiamata “Q4”, ed è a disposizione in optional sul SUV Stelvio e sulla berlina Giulia. Il sistema può trasferire fino al 50% della coppia motrice all’assale anteriore quando il veicolo raggiunge il limite di aderenza.

I modelli dotati dell’AWD

Come detto, sono diversi i modelli che utilizzano l’AWD, ma suddividiamoli per casa, così da rendere la cosa più facile.

  • Alfa Romeo: Giulia e Stelvio;
  • Audi A3, A4, A5, A6, A7, A8, Q3, Q5, Q7, Q8, R8, TT;
  • Bentley: Continental e Flying Spur;
  • BMW Serie 1, Serie 2, Serie 3, Serie 4, Serie 5, Serie 6, Serie 7, Serie 8, X1, X2, X3, X4, X5, 6 e 7;
  • Cadillac: ATS, CTS, CT6 e XT5
  • Cupra Ateca;
  • DS 7 Crossback;
  • Ferrari GTC4Lusso;
  • FIAT Panda Cross;
  • Ford: Ecosport, Edge, Galaxy, Kuga, Mondeo ed S-Max;
  • Honda: CR-V e SRX;
  • Hyundai: Kona, Santa Fe e Tucson;
  • Infiniti: Q30, Q50 e QX30;
  • Jaguar E-Pace, F-Pace, F-type, I-Pace, XE ed XF;
  • Jeep: Cherokee, Compass, Grand Cheroke e Renegade;
  • Kia Sorento, Sportage e Stinger;
  • Lamborghini: Aventador, Uracan e Urus;
  • Land Rover: Defender, Discovery, Range Rover, Range Rover Evoque e Range Rover Velar;
  • Lexus NX ed UX;
  • Maserati Ghibli, Levante e Quattroporte;
  • Mazda: CX-3, CX-30, CX-5, 3 e 6;
  • Mercedes-Benz: Classe A, Classe B, Classe C, Classe E, Classe G, Classe S, CLS, GLA, GLC, GLE e GT;
  • Mini Clubman e Countryman;
  • Mitsubishi Eclipse Cross ed Outlander;
  • Nissan GT-R
  • Opel: Grandland X, Insigna e Mokka;
  • Peugeot 3008
  • Porsche Cayenne, 911 e Panamera;
  • Renault Kadjar e Koleos;
  • SEAT Ateca, Leon, Tarraco e Karoq;
  • Skoda Octavia e Superb;
  • Ssangyong Korando, Tivoli ed XLV;
  • Subaru: Forester, Impreza, Levorg, Outback ed XV;
  • Suzuki: Ignis, S-Cross e Vitara;
  • Tesla Model 3, Model S e Model X;
  • Toyota Land Cruiser e Prius;
  • VW: Golf, Passat, T-Roc, Tiguan e Touareg;
  • Volvo: S60, S90, V60, V90, XC40, XC60 e XC90.

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