Bollo auto 2019 novità: cosa è cambiato per la tassa di possesso

Bollo auto 2019 novità: cosa è cambiato per la tassa di possesso
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di | 24-09-2019 | Auto

L’abolizione del bollo auto, tanto decantata a scadenza periodica dalle varie forze politiche, resta un miraggio, ma anche in questo 2019 che sta per volgere a conclusione non sono mancate le novità per l’odiata tassa di possesso. L’imposta deve continuare a essere pagata con cadenza annuale e finisce nelle casse della Regione di residenza, ma non mancano alcune situazioni particolari in cui sarà possibile godere di alcune importanti agevolazioni. Fortunatamente, in base a quanto previsto nella Legge di Bilancio, l’aumento è stato scongiurato.

Sommario

Bollo auto 2019 novità – Una tassa poco sopportata da tanti

Ormai da tempo chi è in possesso di un veicolo a motore è chiamato a pagare il bollo, una tassa di competenza regionale dovuta per il semplice possesso del mezzo, indipendentemente dal suo utilizzo. Proprio questa è la principale differenza con un’altra voce di spesa legata alla vettura e richiesta  con cadenza annuale, l’assicurazione: in caso di spostamenti sporadici o solo per un determinato periodo è infatti possibile selezionare formule di RC auto, proposte un po’ da da tutte le compagnie, legate al numero di chilometri percorsi o valide solo per l’arco di tempo a cui si è interessati. L’assenza del tacito rinnovo facilita il compito per gli automobilisti.

Può bastare quindi essere semplici intestatari di un veicolo per essere chiamati a versare l’importo dovuto per la tassa automobilistica regionale. Nel linguaggio comune spesso il bollo viene indicato come “tassa di circolazione”, ma la denominazione risulta essere sbagliata perché non basta tenere l’auto in garage per evitare di dover sottostare all’obbligo.

Riuscire a capire quale sia il termine ultimo entro cui provvedere al pagamento non è poi così difficile. Per non sbagliare è importante tenere presente la data in cui è stata eseguita l’immatricolazione della vettura: la scadenza è infatti fissata entro il mese successivo. Ogni dubbio può comunque essere chiarito consultando il sito dell’Agenzia delle Entrate consultando la voce “Calcolo del bollo auto in base alla targa del veicolo”, adatta anche a capire con esattezza quale sia la cifra dovuta. In linea generale, l’importo può essere pagato senza maggiorazioni fino all’ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza.

Possiamo quindi fare un esempio pratico per rendere la questione ancora più chiara ed evitare ogni fraintendimento: se il bollo auto risulta essere in scadenza a marzo 2015 sarà necessario provvedere al pagamento successivo entro il 30 aprile 2016. È comunque consigliabile consultare con cadenza periodica il sito della propria regione: a volte, infatti, possono essere comunicate specifiche ad hoc che possono prevedere sconti o eventuali proroghe a seconda del tipo di macchina che si sta utilizzando.

Pagamento bollo auto 2019 – Esclusi gli aumenti

In un periodo come quello attuale dove ci si deve districare tra numerose spese uno dei timori principali degli italiani è quello di ritrovarsi di fronte ad aumenti che finiranno per appesantire le nostre tasche e rendere difficile anche arrivare alla fine del mese. Fortunatamente, almeno per quanto riguarda il bollo auto questo non sembra dover accadere a breve termine.

Il principio valido attualmente punta comunque a privilegiare i modelli che hanno un minore impatto ambientale. L’intento del governo sembra proprio quello di provare a colpire maggiormente gli utenti che sono in possesso di veicoli inquinanti, che finiscono quindi per generare un elevato livello di emissioni nell’aiea, aspetto a cui stanno guardando con interesse costante ormai tutte le case automobilistiche.Questa idea dovrebbe favorire un maggiore ricambio del parco auto e ridurre quindi in modo sensibile il livello di inquinamento. Le vetture di categoria Euro 6, quindi quelle meno inquinanti, pagheranno un importo di 2,58 euro al Kw e di 3,87 euro al Kw per le vetture con potenza superiore ai 100 Kw. I proprietari di una macchina di categoria Euro 3 invece, pagheranno un importo pari a 2,70 euro al kw o di 4,05 euro al Kw se questa ha potenza superiore ai 100 Kw.

La misura dell’esecutivo punta a dare maggiore autonomia su questo ambito alle Regioni, nella speranza che queste potessero decidere, sulla base dell’andamento del bilancio, se sia davvero possibile pensare a un’abolizione o almeno a una rimodulazione della tassa. Inevitabilmente, però, l”indotto del bollo finirebbe per essere sostituito con un’altra voce di spesa La recente caduta dell’esecutivo gialloverde e l’accordo in tempi rapidi tra Movimento Cinque Stelle e PD ha però rinviato la questione, ma non si può escludere del tutto che il tema possa essere preso in considerazione nuovamente più avanti.

A chiarire ulteriormente i dubbi ci ha pensato una recente sentenza della Corte Costituzionale (112/2019): in base a quanto stabilito dai giudici, le Regioni non possono aumentare la pressione fiscale oltre i limiti fissati dal legislatore statale. Questo significa che, salvo stravolgimenti dell’ultimo minuto, almeno nel prossimo biennio non sono previsti cambiamenti.

Calcolo bollo auto 2019 – Quali categorie usufruiscono di agevolazioni

Tutti i possessori dei veicoli a motore sono tenuti a conoscere le novità che sono state predisposta dall’ultima legge di bilancio per capire meglio come potersi muovere nel pagamento del bollo auto.

Pur essendo obbligatorio per ogni intestatario, l’importo non è dovuto per chi ha la possibilità di avvalersi della legge 104: è però necessario che il veicolo risulti intestato alla persona affetta da disabilità o a chi lo ha in carico.

Nello specifico, per quanto riguarda la legge 104 rientrano queste categorie di persone:

  • Non vedenti;
  • Sordi;
  • Disabili con handicap psichico o mentale titolari d’indennità di accompagnamento;
  • Disabili che manifestano una grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni;
  • Soggetti disabili con ridotte o impedite capacità motorie.

Questo tipo di agevolazione può essere valida però solo per un veicolo che rispetti i limiti di cilindrata previsti dalla legge, ossia che raggiunga un massimo di 2.000 centimetri cubici per i motori a benzina e fino a 2.800 centimetri cubici per i diesel.

È inoltre prevista una riduzione dell’importo pari al 50% per le vetture storiche che hanno un’età compresa tra i 20 e i 29 anni dotate di Certificazione di Rilevanza Storica annotata anche sulla carta di circolazione. Nessun importo è invece dovuto per i mezzi ultratrentennali. L’esenzione totale riguarda poi anche tutte le auto elettriche fino al 5° anno di vita e le auto ibride acquistate nel 2019, le quali avranno 3 o 5 anni di tassa automobilistica gratuita.

 

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