Come pagare una multa presa all’estero

di | 17-08-2021 | Auto

Che sia un viaggio di lavoro, o di svago, può capitare di prendere una contravvenzione all'estero. Ecco come pagare la multa e cosa c'è da sapere.

Come pagare una multa presa all’estero
Confronta

Quando si va all’estero, vuoi per lavoro, vuoi per fare le meritate vacanze, può succedere di “beccare” una multa. Naturalmente ogni Paese ha le sue regole, quindi spesso si può pagare anche al poliziotto il verbale, nello stesso momento, ma può capitare che il verbale ci arrivi successivamente a casa. Vediamo insieme cosa c’è da sapere sull’argomento.

Sommario

Multe in arrivo dall’estero: non possono essere ignorate

Se pensate di ignorare il verbale arrivato a casa, preso fuori dal nostro Paese, purtroppo, vi sbagliate. A regolare la cosa ci pensa il Sistema Europeo di Notifica all’estero delle multe stradali. Questo è descritto nella direttiva europea 2015/413 (ex 2011/82) agli articoli 2 e 3, e trova poi applicazione anche per via della nuova applicazione delle sanzioni pecuniarie stabilita nella decisione quadro 2005/214. Per quanto ci riguarda, quindi l’Italia, sappiamo che le due leggi sono state introdotte con il Dl 37/2014 e 37/2016.

Tutto questo, segue dunque quello che viene definito “Principio di Reciprocità”, quindi un riconoscimento delle sanzioni pecuniaria dei Paesi membri dell’UE, cosa che ha dunque visto l’Italia adeguarsi alla cosa. Parliamo di una normativa in vigore già dal 2016, legge che va a regolare la cosa. Attenzione dunque, poiché non rispondere alle comunicazioni ricevute dall’estero, può portare a brutte conseguenze.

Raccomandate: vale la legge del relativo Paese

Sia dunque chiaro una volta per tutte: quando arrivano delle sanzioni dall’estero, possano essere raccomandate (come previsto da noi) o possa essere posta ordinaria, sono valide a tutti gli effetti. Il fatto che se da noi sia prevista la raccomandata per notificare un atto, ma che in un altro Paese sia invece prevista una posta ordinaria, non significa che quest’ultima non sia valida, anzi. L’intesa europea, stipulata nel lontano 2005 e recepita da noi nel 2016 come detto, stabilisce che siano valide le leggi del Paese dove è stato rilevato il verbale. Naturalmente la cosa vale per gli stranieri “in visita” da noi.

Che tipo di multe possono arrivare dall’estero?

Vediamo ora quali sono le tipologie di infrazioni che possiamo vederci recapitare a casa, se abbiamo compiuto qualcosa che non dovevamo fare. Possiamo ricevere “solo” otto tipologie di verbali, ma teniamo presente che, se non siamo stati fermati sul luogo per la contravvenzione, non saranno previste sanzioni accessorie. Quindi, non potranno sospendere o revocare la patente, non avranno diritto a sequestrare il nostro mezzo e non potranno decurtare i punti patente. Ripetiamo, sempre se non ci fermano sul momento e vi ricordiamo ancora che si applica la legge del luogo, non quella italiana.

Le otto infrazioni sono:

  1. Passaggio con semaforo rosso;
  2. Guida in stato di ebbrezza;
  3. Guida sotto uso di sostanze stupefacenti;
  4. Mancato uso della cintura di sicurezza o di un dispositivo per la ritenuta di bambini;
  5. Mancato uso del casco in moto;
  6. Eccesso di velocità;
  7. Circolazione su una corsia vietata;
  8. Uso del telefono cellulare durante la guida.

Sanzione ignorata: cosa accade?

Come avrete capito, ignorare la contravvenzione non conviene assolutamente. Questo perché, se siete stati fermati sul posto, se presuppone che abbiate “risolto” la cosa… ma se siete rientrati in Italia, significa che l’avete ricevuta via posta. Ma come avviene la procedura, che parte dall’estero? La cosa funziona così: l’autorità estera procede interrogando il Centro di elaborazioni dati della motorizzazione italiana. A questo punto, sarà inviata la notifica della multa. Qui, troveremo non solo gli estremi per estinguere la cosa, ma anche per opporsi eventualmente.

Chiaramente, se estinguete la cosa, si chiude il tutto, magari anche andando a beneficiare degli sconti simili a quelli del Bel Paese, pagando subito la cosa. Se invece andate ad opporvi, ed il ricorso non viene accolto o ignorate la notifica del verbale, le cose si complicano. L’autorità estera potrà decidere se inviare o meno il fascicolo alla Corte d’Appello italiana competente. A questo punto si applicherà la procedura italiana, ovvero tramite ufficiale giudiziario e la somma sarà riscossa dal nostro Stato, per poi essere girata al Paese di competenza. Il trasgressore riceverà dunque la notifica con la classica busta verde che va ad informare che si terrà una camera di consiglio presso la Corte d’Appello di residenza (seguirà poi procedura del codice di procedura penale).

Prescrizione: cosa c’è da sapere

Parliamo ora della prescrizione. Prima vediamo come funziona in Italia. A regolare la cosa da noi è l’art. 209 del Codice della Strada. La prescrizione delle multe scatta a partire da 5 anni dopo l’ultima notifica. Quindi, in caso di violazione, se entro 60 mesi non arriva nessun avviso o sollecito, non bisognerà pagare la sanzione in base a quanto previsto dalle normative di legge. Anche in questo caso, vigono le regole e le leggi del Paese dove è stata rilevata la contravvenzione. Fate dunque attenzione, ci sono Stati dove la prescrizione è di qualche mese, ed altri dove è di anni ma non esiste prescrizione per la notifica.

Ricorso: come fare?

Nel caso in cui decideste di fare ricorso, fate molta attenzione. Dovrete chiaramente essere sicuri di ciò che state “andando a fare”, poiché chiaramente essendo tutto fuori Italia le cose sono più complicate e lunghe. Se però siete sicuri di un errore da parte delle forze dell’ordine estere, sappiate allora che troverete come fare ricorso nella comunicazione di notifica dell’infrazione che avete ricevuto. Occhio però, perché solitamente non va fatta né in italiano, né in inglese, bensì nella lingua locale. Dovrete dunque pagare un traduttore per non commettere errori o vizi di forma banali, che vi porterebbero a perdere il ricorso sulla carta. Una curiosità: in Francia il ricorso può essere fatto anche in italiano o tedesco. Alcuni stati esteri hanno poi trovato un escamotage: inviano la comunicazione con una prima lettera, contro la quale il ricorso non è possibile.

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