Head-up display: cos’è e come funziona?

Head-up display: cos’è e come funziona?
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di | 27-10-2019 | Auto

Quante volte, durante i lunghi viaggi, vi sentite stanchi, affaticati, assonnati. Soprattutto in autostrada, magari di notte, tenere lo sguardo fisso verso un punto fisso o quasi, è molto stancante. Costanti a 130 km/h, si guarda il tachimetro, poi il contagiri, poi i km totali, la lancetta del carburante… Il tempo non passa, ed abbassare lo sguardo al cockpit aumenta il rischio di sonnolenza e di distrazione. La soluzione? L’head-up display! Scopriamo cos’è, la sua storia e come funziona.

Sommario

Cos’è l’HUD?

L’head-up display, è spesso abbreviato con l’acronimo Hud. In sostanza, si tratta di un dispositivo che integra la comune strumentazione. Solitamente è un optional, ma su alcune berline di lusso è di serie. Volendo, è disponibile anche come accessorio aftermarket da collegarsi allo smartphone. Tradotto in italiano, è “visore a testa alta“, ed è in sostanza un sistema in grado di proiettare alcuni dati sul parabrezza della nostra auto, così da non dover abbassare la testa per verificare i dati.

Come funziona l’head-up display?

Il visore, sfrutta un piccolo computer in grado di generare le immagini. Queste, sono poi proiettate attraverso un collimatore ottico. Questa lente (convessa, ma si può sfruttare anche uno specchio concavo con tecnologia laser oppure con un display collocato nel suo fuoco) non fa altro che proiettare le immagini sul parabrezza (od un plexiglass retrattile). La cosa importante è che le immagini sono già a fuoco, quindi non bisogna “distogliere” lo sguardo dalla strada.

Il sistema può spesso essere personalizzato. Si può scegliere se visualizzare la velocità di crociera, così la visualizzazione delle informazioni del navigatore satellitare e molto altro ancora. Alcuni sistemi di ultima generazione, sono in grado di regolare autonomamente la luminosità dell’ologramma in basa alla luce circostante dell’ambiente.

La storia dell’HUD

Fornirvi la storia completa del sistema, sarebbe cosa veramente troppo lunga. Come sempre, vediamo i momenti fondamentali. L’head-up display nasce, come molti ausili simili, nel campo aeronautico. Siamo nei primi anni ’40, quando il Telecommunications Research Establishment (TRE) scopre la difficoltà di reagire alle istruzioni verbali dell’operatore radar da parte dei piloti di caccia notturni della Royal Air Force. Nell’ottobre del 1942, si riuscì a combinare l’immagine proveniente dal ricevitore del radar con una proiezione sul mirino giroscopico GGS Mk. II su una parte del parabrezza davanti al mirino. Da quel momento, gli aerei iniziarono ad utilizzare il sistema, sempre più sofisticato ed allo stesso tempo semplice da visualizzare grazie al continuo sviluppo.

La prima auto

Dopo 30 anni, ovvero negli anni ’70, l’HUD viene introdotto sui normali aerei di linea per approdare poi nel 1988 sulla Oldsmobile Cutlass Supreme. Si trattava dell’esordio dell’head-up display su una auto di serie. Per essere precisi era la quinta serie di questa auto, offerta in versione coupé e cabriolet (arrivò nel 1990). Per lei, erano previste la versione base, chiamata successivamente S, la SL e la più sportiva International Series. Proprio quest’ultima era equipaggiata da un allestimento speciale formato da quattro sedili profilati ed in pelle e del dispositivo head-up display, il primo al mondo su una automobile di serie!

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