Hill Holder: significato, come funziona e a cosa serve?

Hill Holder: significato, come funziona e a cosa serve?
5 (100%) 3 votes
di | 13-10-2018 | Auto

Un’altra sigla da imparare quando si va in concessionaria per ordinare un’auto: Hill Holder. In due parole, l’assistente alla guida per le partenze in salita. Cerchiamo di capire cos’è questo sistema, la sua storia, il funzionamento dello stesso, a cosa serve e soprattutto perché è meglio e comodo averlo. ComparaSemplice.it vi semplifica… la partenza in salita!

Sommario

La storia dell’Hill Holder

Se pensate che l’Hill Holder sia una invenzione del 2.000, no, state “scivolando indietro”. Pare che sia stata inventata dalla Studebaker nel lontano 1936, mentre la nomenclatura “Hill Holder”, è stata depositata dalla Casa giapponese Subaru. Chiaramente, ogni azienda l’ha chiamato in una maniera, ma la tecnologia di base, è la medesima per tutte.

Cos’è?

Cos’è l’Hill Holder? Intanto, già se lo “traduciamo” in italiano, la cosa è più comprensibile. In sostanza è un assistente alla guida, per le partenze in salita. Grazie ad un sistema elettronico dunque, consente di facilitare le partenze in pendenza. Vediamo insieme come.

Come funziona?

Come tutte le cose elettroniche su di una autovettura, abbiamo dei sensori. Questi sono in grado di rilevare l’inclinazione della vostra automobile “in stallo”, in salita. Il sistema interviene, agendo sui freni e questi impediscono al mezzo di andare indietro, tutto senza toccare il pedale del freno. A questo punto, l’automobilista non dovrà fare altro che, a marcia inserita, iniziare a lasciare la frizione e dare un filo di gas. Nel caso del cambio automatico, basterà solo dare del gas ovviamente. Appena il veicolo si muove, e dunque la centralina registra un movimento, i freni vengono “lasciati”, così da consentire la partenza del mezzo.

Nostalgia canaglia

L’Hill Holder, è dunque una tecnologia indispensabile? Beh, come tutte le tecnologie, sicuramente facilita la vita, poiché il vostro veicolo si fermerà in salita da solo, consentendovi così di effettuare una manovra più che precisa, senza rischiare di fare retromarcia.

Diciamolo però, al di là del prezzo di acquisto (anche se spesso è semplicemente di serie, che ci piaccia o no), quel gesto che all’esame di scuola guida chiedono… c’è della poesia. La famosa “partenza con il freno a mano“, quella coordinazione di movimento tra braccia e gambe. Frizione giù, lasciata lentamente, gas leggero e relativo e contestuale rilascio del freno a mano…

Per i più sportivi, poi, c’è del romanticismo. Pedale del freno sfiorato con la parte interna del piede destro. Pedale della frizione: giù tutto! Piede destro che si “torce” leggermente, andandosi così a piegare verso il pedale del freno, sino a sfiorare il pedale del gas. Il piede destro, funge dunque da piede perno, tenendo insieme il freno ed accelerando. A questo punto, si lascia la frizione, il piede destro scivola verso il gas lasciando il freno. La macchina parte… e tutto questo, senza freno a mano. Se l’auto è a carburatori poi, manca solo il profumo del gas di scarico ed il rombo del motore, il resto… è poesia…

0321.085995