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Incentivi UE auto elettriche: cosa si potrà acquistare?
di Fabio Caliendo | 08-03-2026 | News NoleggioPer gli incentivi auto UE c'è da attendere. Ci sono però importanti novità da consocere: scopriamole insieme

Finalmente una buona notizia! La Commissione europea ha presentato l’Industrial Accelerator Act (IAA). Di cosa parliamo? Della proposta di regolamento che prevede tutta una serie di cose, a iniziare da un vincolo davvero importante: quello del “made in Europe”. È un limite importante per aiutare le aziende del Vecchio Continente. Per la concessione degli incentivi all’acquisto di auto elettriche aziendali, si farà dunque riferimento ai costruttori europei.
Sommario
Naturalmente la cosa non sarà immediata, poiché il testo passerà prima al vaglio del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Ue. Questi due organi potranno approvarlo, respingerlo o modificarlo. Nulla di definitivo ancora, dunque. Per il 2026, quindi, non c’è da cantare vittoria, visto che la cosa potrebbe, eventualmente, entrare in vigore nel 2027. Possiamo però parlare di cosa prevede il tutto.
Solo auto elettriche? Non proprio
A cosa si applicheranno le nuove regole? All’acquisto, al leasing e al noleggio di auto elettriche, ibride plug-in e con motore a idrogeno (destinate ad appalti pubblici e ad aziende). Come detto, c’è però il vincolo del “made in Europe”. Cosa significa questo? Che le vetture dovranno essere assemblate in Paesi dell’Unione europea. Oltre a questo limite, poi, dovranno montare almeno il 70% di componentistica prodotta in Europa. Qualche eccezione? Sì, e fa anche ridere, poiché le batterie sono tutt’oggi legate alla manifattura asiatica. Insomma, un “contentino” per le aziende “nostrane”…
Va però detto che per gli accumulatori di trazione le cose saranno leggermente differenti, poiché i requisiti applicati saranno diversi. Almeno tre componenti principali specifici delle batterie, tra cui la cella, e cinque componenti principali specifici di catodo e anodo dovranno essere Made in EU. Infine, “chiude il cerchio” un ulteriore (e almeno) 50% di origine Ue per altri componenti dell’e-powertrain. Staremo a vedere.
Italia e Francia sono a favore
La normativa è piaciuta a qualcuno, ad altri un po’ meno. Il Gruppo Renault, ad esempio, è favorevole alla cosa, mentre BMW e Mercedes-Benz hanno messo le mani avanti sulla normativa. Per loro ci sarà da aspettarsi grosse ritorsioni da parte degli Stati Uniti d’America e, ovviamente, dalla Cina, principale imputato dell’emendamento. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante un Question Time alla Camera, ha così dichiarato: “Finalmente l’Europa ci ascolta”.
I grandi esclusi: Tesla e Kia
Come anticipato, non conosciamo ancora le “percentuali” di componenti “Made in UE”, ma tra i grandi esclusi segnaliamo un’auto Tesla, la Model 3, prodotta a Shanghai in Cina, e la Kia EV3, realizzata a Gwangmyeong, in Corea del Sud. Più che salva, invece, la Tesla Model Y, made in Berlino, Germania. Tra le auto ok troviamo:
– Skoda Elroq: Mladá Boleslav, Repubblica Ceca (Ue)
– Renault 5: Douai, Francia (Ue)
– Volkswagen ID.4: Zwickau ed Emden, Germania (Ue)
– Volkswagen ID.3: Zwickau, Germania (Ue)
– Volkswagen ID.7: Emden, Germania (Ue)
– BMW iX1: Regensburg, Germania (Ue)
– Skoda Enyaq: Mladá Boleslav, Repubblica Ceca (Ue)
e-car: cosa c’è da sapere
Naturalmente l’IAA ha pensato di definire anche dei criteri di accesso a quelli che vengono definiti supercrediti per e-car (o Small Affordable Cars). Di cosa si tratta, o meglio, cosa sono le e-cars? Sono quei veicoli elettrici che arrivano al massimo a 4,2 metri di lunghezza. La produzione sarà incentivata grazie a un meccanismo di sovrastima del contributo alla riduzione delle emissioni. Si parla di 1,3 punti contro il solito punto singolo. Il 70% dei componenti Made in Ue o la presenza nelle batterie di almeno tre componenti specifici per batterie, comprese le celle, resta dunque il focus della normativa. Staremo a vedere.
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