Leasing sociale auto 2026: requisiti e canone da 100 euro

di | 24-07-2026 | News Noleggio

Il DPCM Automotive del 10 giugno 2026 introduce il noleggio sociale a lungo termine per auto nuove a basse emissioni. La misura riguarda i nuclei con ISEE sotto i 30.000 euro e prevede la rottamazione di un veicolo inquinante.

Leasing sociale auto 2026: requisiti e canone da 100 euro
Confronta

Il parco auto circolante in Italia resta tra i più datati d’Europa, e questo si riflette anche sui costi assicurativi e di manutenzione a carico delle famiglie. Per affrontare il problema, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha presentato un programma sperimentale di noleggio sociale a lungo termine, comunemente indicato anche come “leasing sociale”, pensato per agevolare l’accesso a veicoli nuovi Euro 6 con un canone mensile fisso di 100 euro. La misura è stata illustrata al MIMIT il 23 luglio 2026 in collaborazione con l’Automobile Club d’Italia (ACI), ente incaricato della gestione operativa del programma.

Sommario

Che cos’è il noleggio sociale a lungo termine

Il noleggio sociale è uno strumento che consente di utilizzare un’auto nuova pagando un canone mensile agevolato, senza sostenere il costo di acquisto. A differenza di un leasing tradizionale, il beneficiario non diventa proprietario del veicolo durante il contratto: al termine del periodo può scegliere se restituirlo o acquistarlo a condizioni di favore. Il modello richiama l’esperienza francese del leasing sociale, ma se ne differenzia per requisiti di accesso, plafond disponibile e categorie di veicoli ammesse.

La base normativa della misura è il DPCM Automotive del 10 giugno 2026, che ha sostituito la precedente disciplina contenuta nel DPCM del 20 maggio 2024 e ha affidato la gestione del programma all’ACI, in qualità di ente pubblico con competenze specifiche sui servizi di mobilità.

I requisiti di accesso

Il programma è riservato alle persone fisiche con un valore ISEE inferiore a 30.000 euro. Per aderire, il richiedente deve possedere — oppure avere in famiglia un convivente che possiede — un veicolo omologato fino alla classe Euro 4, immatricolato da almeno dodici mesi, e disponibile a rottamarlo contestualmente alla sottoscrizione del contratto.

I requisiti principali si possono riassumere così:

  • ISEE del nucleo familiare non superiore a 30.000 euro;
  • possesso di un veicolo da rottamare, omologazione massima Euro 4, posseduto da almeno 12 mesi;
  • sottoscrizione di un contratto di noleggio con durata minima di 36 mesi;
  • limite di percorrenza annuo fissato a 12.000 chilometri.

Le caratteristiche del veicolo e del contratto

I veicoli ammessi al programma appartengono alla categoria M1 (autovetture), devono essere nuovi, immatricolati in Italia, omologati almeno Euro 6 e con emissioni di CO2 non superiori a 135 grammi per chilometro. Questa soglia consente l’accesso non solo alle auto elettriche, ma anche a modelli a benzina efficienti, full hybrid e mild hybrid: una differenza sostanziale rispetto al modello francese, che ha riservato l’incentivo alle sole vetture a zero emissioni.

Il costo massimo del veicolo ammesso al programma non può superare i 14.800 euro. Il canone mensile è fissato a 100 euro IVA inclusa e, secondo quanto riportato dalle prime ricostruzioni giornalistiche, comprenderebbe anche assicurazione, manutenzione ordinaria, soccorso stradale e bollo auto, rendendo il pacchetto più simile a un noleggio a lungo termine “all inclusive” che a un leasing puro. Al termine dei 36 mesi, è prevista la possibilità di acquistare il veicolo con uno sconto minimo del 10% rispetto al valore residuo di mercato; in alternativa, l’ACI potrà procedere alla vendita del mezzo a terzi o tramite avviso pubblico.

Il nodo assicurativo ancora da chiarire

Proprio sul fronte assicurativo permangono alcuni aspetti da definire con maggiore precisione. Se il canone includerà anche la copertura RC Auto e le eventuali garanzie accessorie come furto e incendio, resta da chiarire — attraverso il decreto attuativo che il MIMIT dovrà emanare — quali saranno i massimali applicati, l’entità delle franchigie e degli scoperti in caso di sinistro, e chi sosterrà i costi di gestione del sinistro stesso. Per i beneficiari, comprendere nel dettaglio queste condizioni sarà importante quanto conoscere l’importo del canone mensile, perché una franchigia elevata potrebbe tradursi in un esborso imprevisto in caso di incidente o furto.

Dotazione finanziaria e fase sperimentale

Il programma dispone di una dotazione iniziale di 50 milioni di euro, all’interno di un plafond più ampio del Fondo Automotive 2026-2030, che ammonta a circa 1,35 miliardi di euro e che destina la quota prevalente delle risorse al sostegno della filiera produttiva nazionale attraverso Accordi per l’innovazione e mini Contratti di sviluppo.

La prima fase sperimentale riguarderà circa 3.000 veicoli. Il MIMIT ha comunque lasciato aperta la possibilità di un ampliamento delle risorse: qualora la sperimentazione desse esito positivo, i fondi potrebbero essere incrementati in misura significativa, con l’obiettivo di trasformare il noleggio sociale in uno strumento strutturale e permanente. Il programma resterà attivo, in via sperimentale, fino al 30 giugno 2030.

Come funzionerà la domanda

L’accesso al noleggio sociale avverrà attraverso uno sportello telematico dedicato, gestito dall’ACI. Le richieste saranno raccolte con un meccanismo di click day, e le graduatorie seguiranno l’ordine cronologico di presentazione delle domande fino a esaurimento delle risorse disponibili.

Va precisato che, alla data di presentazione della misura, il quadro regolatorio non è ancora del tutto operativo: il DPCM Automotive ha istituito il programma, ma la sua concreta attuazione richiede un decreto ministeriale successivo, che dovrà definire nel dettaglio le modalità di accesso, la documentazione richiesta, i criteri di assegnazione dei veicoli e le condizioni contrattuali complete, incluso l’aspetto assicurativo descritto sopra. Fino alla pubblicazione di questo provvedimento attuativo, le domande non potranno essere presentate.

Con una platea iniziale limitata a circa 3.000 contratti e un meccanismo cronologico di assegnazione, la tempestività nella presentazione della domanda potrebbe risultare determinante per l’accesso al beneficio, una volta aperto lo sportello.

Il confronto con il modello francese

Il noleggio sociale italiano si ispira dichiaratamente al leasing social introdotto in Francia, ma presenta differenze sostanziali che vale la pena mettere a confronto:

  • Categorie di veicoli ammesse: la Francia ha riservato l’incentivo alle sole vetture elettriche, mentre il programma italiano include anche modelli a benzina, full hybrid e mild hybrid, purché rientrino nella soglia di 135 grammi di CO2 per chilometro;
  • Platea iniziale: la sperimentazione italiana parte da circa 3.000 veicoli, un numero contenuto se confrontato con le decine di migliaia di contratti attivati oltralpe nella prima fase del programma francese;
  • Gestione: in Italia il programma è affidato a un ente pubblico con competenze di mobilità, l’ACI, mentre in Francia il meccanismo ha coinvolto direttamente le case automobilistiche e le società di leasing convenzionate;
  • Dotazione finanziaria: i 50 milioni di euro stanziati per la fase sperimentale italiana rappresentano una quota contenuta rispetto al plafond complessivo del Fondo Automotive, la cui parte maggioritaria resta destinata al sostegno della filiera produttiva nazionale piuttosto che alla domanda.

Questa impostazione riflette una scelta di fondo: il Governo ha indicato di voler privilegiare, rispetto al solo sostegno alla domanda, il rafforzamento della produzione industriale nazionale attraverso strumenti come gli Accordi per l’innovazione e i mini Contratti di sviluppo, ai quali sarebbe destinata la quota maggioritaria delle risorse del Fondo Automotive.

Quanto costerebbe oggi un contratto equivalente sul mercato

Per contestualizzare la portata dell’agevolazione, può essere utile un confronto di massima con il mercato del noleggio a lungo termine tradizionale. Un contratto di noleggio a lungo termine per un’utilitaria Euro 6 di fascia bassa, comprensivo di assicurazione RC Auto, manutenzione e soccorso stradale, comporta oggi canoni mensili che — a seconda del modello, della durata contrattuale e del chilometraggio incluso — si collocano generalmente su livelli sensibilmente superiori ai 100 euro mensili previsti dal programma sperimentale. Il differenziale tra il canone di mercato e quello agevolato rappresenta, nella sostanza, l’intervento pubblico a sostegno delle famiglie a basso reddito, finanziato attraverso la dotazione dedicata del Fondo Automotive.

Un cambio di rotta rispetto ai bonus generalizzati

Il nuovo noleggio sociale si inserisce in una strategia di politica industriale che segna una discontinuità rispetto ai precedenti incentivi all’acquisto di autoveicoli. Il MIMIT ha indicato l’intenzione di superare la stagione dei cosiddetti bonus generalizzati, ritenuti poco efficaci nel sostenere la produzione nazionale, perché avrebbero finito per favorire prevalentemente l’acquisto di vetture prodotte all’estero.

Per il Governo, gran parte della crisi del comparto automobilistico italiano ha origine europea: le regole comunitarie sulle emissioni e le politiche industriali definite a Bruxelles restano, secondo quanto dichiarato in sede di presentazione della misura, il nodo principale per il futuro dell’intera filiera nazionale.

Perché la misura interessa anche il fronte assicurativo

Il noleggio sociale tocca da vicino diversi aspetti che riguardano direttamente le famiglie che oggi sostengono i costi di gestione di un’auto vecchia: la rottamazione obbligatoria di veicoli fino a Euro 4 elimina automaticamente dal mercato assicurativo un parco di vetture spesso soggette a premi RC Auto più elevati per anzianità del veicolo e classe di rischio. Al tempo stesso, l’eventuale inclusione della copertura assicurativa nel canone unico solleva interrogativi pratici che meritano attenzione una volta pubblicato il decreto attuativo: in particolare, se la polizza inclusa coprirà solo la responsabilità civile obbligatoria o anche garanzie accessorie, e quali franchigie saranno applicate in caso di sinistro con colpa del conducente.

Domande frequenti

Chi può richiedere il noleggio sociale auto?

Possono presentare domanda le persone fisiche con un ISEE del nucleo familiare inferiore a 30.000 euro, a condizione di possedere — direttamente o tramite un familiare convivente — un veicolo fino a Euro 4 immatricolato da almeno dodici mesi, da rottamare al momento della sottoscrizione del contratto.

Quanto costa il canone mensile e cosa include?

Il canone è fissato a 100 euro mensili IVA inclusa. Secondo le prime informazioni diffuse, comprenderebbe assicurazione, manutenzione ordinaria, soccorso stradale e bollo, ma le condizioni di dettaglio — comprese le franchigie assicurative — restano subordinate alla pubblicazione del decreto attuativo.

È possibile acquistare l’auto al termine del contratto?

Sì. Al termine dei 36 mesi minimi previsti dal contratto, il beneficiario può acquistare il veicolo con uno sconto non inferiore al 10% rispetto al valore residuo di mercato. In caso contrario, l’ACI potrà cedere il mezzo a terzi o tramite avviso pubblico.

Quando sarà possibile presentare la domanda?

Non è ancora possibile presentare richiesta. L’accesso avverrà tramite uno sportello telematico con meccanismo di click day, ma la sua apertura è subordinata alla pubblicazione del decreto attuativo del MIMIT, che dovrà definire le modalità operative complete del programma.

Prospettive future

Il decreto attuativo che dovrà rendere operativo il click day per la presentazione delle domande è atteso nelle prossime settimane. Solo con la sua pubblicazione sarà possibile conoscere con precisione le condizioni contrattuali definitive, comprese quelle relative alla copertura assicurativa inclusa nel canone. Nel frattempo, l’esito della fase sperimentale sui primi 3.000 veicoli sarà determinante per capire se il noleggio sociale resterà una misura una tantum o se, come annunciato dal MIMIT, diventerà uno strumento strutturale delle politiche per la mobilità sostenibile in Italia.

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