Manutenzione ordinaria e straordinaria: quali sono le differenze?

Manutenzione ordinaria e straordinaria: quali sono le differenze?
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di | 27-10-2017 | Auto

Manutenzione ordinaria e manutenzione straordinaria: quali sono le differenze tra le due? In ogni caso, la manutenzione dell’auto è una cosa fondamentale per rendere il mezzo durevole e affidabile.

Che sia a benzina o a diesel, che abbia percorso pochi o tanti chilometri, programmare controlli periodici può fare la differenza per la longevità del mezzo. Cosa comprende la manutenzione ordinaria? Cosa s’intende per manutenzione straordinaria? Facciamo chiarezza.

È importante capirlo soprattutto quando, come nel caso del noleggio a lungo termine, le soluzioni di mobilità privata prevedono, compreso nel prezzo, una dei due tipi d’intervento sul mezzo.

Manuale di uso e manutenzione: questo “strano” oggetto…

Ricordiamo che tutte le Case automobilistiche forniscono un manuale di uso e manutenzione. Questo “strano” libricino, che troviamo anche quando acquistiamo degli elettrodomestici per esempio, vi sembrerà… strano… ma… andrebbe… letto?!? Insomma basta un po’ di umiltà, perché il libretto è la bibbia della nostra auto. Ci indica come curare il mezzo, ogni quanti anni o chilometri e ci dice cosa e quando controllare. Può insegnarci a cambiare una lampadina, i tergicristalli e molto altro ancora, senza ricorrere ad un meccanico e dunque risparmiando tempo e denaro. Non manca poi, solitamente alla fine del libretto stesso, uno schema dove è indicato cosa fare ogni tot chilometri, appunto, la manutenzione ordinaria.

Manutenzione ordinaria: cosa comprende

Quando si parla di manutenzione ordinaria, cosa si intende? Diciamo che spesso e volentieri sono una serie di azioni che possiamo anche fare da soli con un minimo di competenze meccaniche. Sicuro è, che il comune tagliando, altro non è che la manutenzione ordinaria. Parliamo dunque del cambio dell’olio con relativi filtri (aria, olio, antiparticolato), la sostituzione delle candele, il controllo della pressione degli pneumatici, la verifica e l’eventuale sostituzione di lampadine, il rabbocco dei liquidi (acqua radiatore, vaschetta tergicristalli, etc), spazzole tergicristallo, la pulizia di parabrezza e lunotto posteriore, fino ad arrivare alla manutenzione più dilatata, ovvero quando si parla di 50, 60.000 Km (pensiamo alla cinghia di distribuzione).

Tutte le auto devono dunque essere soggette a tagliando regolare, vuoi per mantenere la garanzia (si va da un minimo di 20 a 30.000 in base alla motorizzazione e comunque va fatto una volta l’anno), vuoi perchè se non si sottopone l’auto a queste cure, consuma di più, si “consuma” maggiormente a livello di organi interni del propulsore e si va incontro a rotture… ergo, manutenzione straordinaria.

Manutenzione straodinaria: tipi d’intervento

Discorso più delicato è la manutenzione straordinaria, ovvero, quando si verifica qualche guasto. Qui purtroppo bisogna rivolgersi ad un’autofficina, poiché si parla di particolari che necessitano la mano di un esperto. Le rotture più comuni sono la guarnizione della testata che si brucia, una bobina non funzionante, un ingranaggio del cambio, un malfunzionamento dell’alternatore… Sono particolari, a volte, che portano l’utente anche alla sostituzione del mezzo, poiché spesso superano il valore stesso dell’auto. Ad esempio, un’auto vecchia da 2.000 euro, può valere meno della sostituzione del cambio, o della rottura del motore quando non si è sostituito la cinghia della distribuzione, particolare quest’ultimo, “da manutenzione ordinaria”.

In sostanza dunque, se non si effettua la manutenzione ordinaria, si “cade” più avanti, dopo qualche chilometro, in quella straordinaria. Da segnalare, oggi, i problemi di elettronica. Quando si accende la spia di servizio della centralina, non si può non andare dal meccanico. Ormai le auto sono zeppe di elettronica, vuoi per tutti i vari “assistenti alla guida” (ABS, controllo di trazione, controllo della stabilità, sensori di parcheggio, etc) o sonde, quali la lambda per combattere l’inquinamento o altro ancora come il debimetro (misura il flusso dell’aria aspirata), registrano spesso dei tilt manco fossero dei flipper. Occorre mettere tutto l’impianto in diagnostica, con la speranza che si risolva il problema definitivamente.

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