PEC obbligatoria per gli automobilisti: cos’è, chi deve farla, costi

di | 12-12-2020 | Auto

La PEC è diventata obbligatoria per gli automobilisti, ma la cosa è sconosciuta ai più, vediamo cosa c'è da sapere

PEC obbligatoria per gli automobilisti: cos’è, chi deve farla, costi
Confronta

E’ da un po’ che si parla di PEC. Del resto, il Governo deve digitalizzare tutto, senza contare che così, è più facile che controllare il mero cartaceo. Una delle ultime idee del nostro Stato è quella della PEC obbligatoria per gli automobilisti. Tante sono le domande, come: cos’è la PEC? Per chi è obbligatorio farla? Quali sono i costi della PEC? Dal 1° ottobre 2020 è scattato l’obbligo, quindi è il caso di sapere qualcosa in più sull’argomento, onde evitare spiacevoli sorprese.

Sommario

PEC: cos’è?

Iniziamo dalla base: cos’è la PEC. E’ l’acronimo di posta elettronica certificata. Sostanzialmente, è una email certificata che funge un po’ come la cara e vecchia raccomandata. Il sistema di trasmissione della cosa è gestito da soggetti appositamente autorizzati e dunque va a certificare l’avvenuta consegna dei messaggi. Inoltre, ne garantisce l’integrità del loro contenuto che, a differenza delle normali email, non  può in alcun modo essere modificato da chi la riceve. Una volta ricevuta la PEC, sarà come aver firmato una raccomanda con ricevuta di ritorno, se non ancora di più, poiché la PEC da una sicurezza al 100%. In sostanza, addio Raccomanda A.R.. La PEC, dunque, ha valore legale delle comunicazioni.

Per chi è obbligatoria la PEC?

La PEC, è ormai obbligatoria. Già, l’obbligo di dotarsi di una casella simile c’è già dal 2009 per i professionisti iscritti ad Ordini o Collegi. Dal 2011, invece, vige l’obbligo per tutte le società. Successivamente l’obbligo è stato esteso a ditte individuali (artigiani e nuove partite Iva). Dovendo poi inviare le comunicazioni ai cittadini, anche le pubbliche amministrazioni e gli Enti pubblici devono possederla. Il Decreto Semplificazioni ha così deciso di introdurre delle sanzioni amministrative per le società e le imprese individuali che non ottemperano all’obbligo entro il 1° ottobre 2020. Per gli automobilisti in generale, invece, la PEC non risulta essere obbligatoria, od almeno per ora.

Multe stradali: arriveranno sulla PEC

La grossa, nonché nuova ed importante differenza, è che ditte ed imprese, nonché i professionisti iscritti ad un albo, si vedranno recapitare le eventuali multe tramite PEC. Sostanzialmente una alternativa alla lettera raccomandata. La notifica dei verbali di contravvenzione, compresa di verbale e quant’altro, arriverà via mail. Niente più incomprensioni in merito a data di spedizione, notifiche oltre i termini di scadenza e quant’altro.

Altro? Chi ha commesso la violazione, una volta identificato, potrà fornire alle Forze dell’Ordine la PEC in corso di validità. Questo per ricevere il verbale direttamente lì ed evitare inutili file alla posta (e perdite di tempo). Se saranno previste sanzioni accessorie come la decurtazione dei punti patente, si avranno 60 giorni per far avere allo Stato i dati del trasgressore. Se deciderete di non comunicare nulla, scatterà un’ulteriore sanzione pecuniaria con cifre da 292 euro a 1.168 euro.

Tutto questo poi, “taglierà” le spese di notifica delle multe, stimate in circa 10, se non 15 euro, cifra che all’oggi, va a sommarsi al verbale. Se avete una multa basta cercare la voce “spese di notifica”, così da capire che, almeno questa, andrete a risparmiarvela. Misera considerazione… La PEC arriverà anche per i privati? Al momento, pare proprio di no. Staremo a vedere.

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