Quali optional auto scegliere: i più diffusi

di | 14-02-2020 | Auto

Ci siamo! È il momento di cambiare auto! Sapete già che vi servirà una citycar. Ne avete identificate un paio che vi piacciono. Una soprattutto, se vi fanno il prezzo che dite voi… tempo qualche settimana e sarà nel garage. Perfetto, aprite il sito internet del costruttore, ma fate fatica a capire cosa è compreso e cosa no. La vorreste con il navigatore, magari con il climatizzatore automatico e perché no, qualche ADAS che male di certo non fa. Sì ma, ancora non è chiaro cosa è compreso e cosa no e soprattutto, quali optional scegliere? Quali sono i più diffusi? Cerchiamo di dare qualche risposta.

Sommario

Quali optional auto scegliere? Carta canta…!

Diciamolo, vedere un dépliant, una brochure, un catalogo, magari con un bello schema su cosa è previsto in optional sull’auto che stiamo andando a comprare, è la soluzione a tutti i nostri dubbi. Sì perché su internet non è mai chiaro al 100% e nelle pubblicità fanno vedere sempre le auto con il miglior allestimento possibile e con tutti gli accessori disponibili. Un’auto proposta in promo a 10.500 euro… in pubblicità, a conti fatti la si paga poco sotto i 20.000! Entriamo dunque in concessionaria e chiediamo spiegazioni.

I pacchetti e gli allestimenti

Partiamo dal presupposto che, acquistare un singolo accessorio ha un costo alto. Ogni automobile prevede degli allestimenti. Solitamente si va da un minimo di tre, ad un massimo di sei. Ognuno di questi allestimenti, prevede una serie di accessori/optional che, acquistati in questa maniera, consentono di abbattere il prezzo. Alcune Case poi, hanno i pacchetti, che comprendono ulteriori accessori. Informiamoci dunque su questo, perché magari possiamo risparmiare ed ottenere non solo l’optional desiderato, ma anche qualcosa di più.

Menù “à la cart”

Ripartiamo da zero. L’auto, standard, nuda e cruda, soprattutto se citycar, è piuttosto spoglia. Appurato che abbiamo gli allestimenti ed i pacchetti di cui sopra, quali sono gli optional più diffusi? Li troviamo ovviamente proprio nei due pezzi sopraccitati, ma singolarmente, sono i seguenti.

Siete a tavola, volete ordinare un primo, un secondo ed un contorno, con il dolce. Bene, singolarmente, vi costerebbe 53 euro, bevande escluse. Se prendete il pacchetto, che comprende le medesime portate, vi costa 45 euro bevande escluse. Ecco l’esempio per capire la differenza tra allestimenti e optional singoli.

Il navigatore

Stanchi della mappa in carta? Non avete un passeggero che vi funge da navigatore. Ecco la parola, l’accessorio numero 1, l’optional più diffuso, il navigatore. Solitamente, può far parte di un optional denominato infotainment. E’ al centro della plancia e permette di arrivare ovunque, senza nessun problema, magari evitando il traffico e giungendo a destinazione prima di quanto avevate previsto.

Cruise Control

Un altro accessorio decisamente utile è il Cruise Control, un sistema che consente di impostare la velocità e di mantenerla tutto il tempo che lo riteniamo opportuno. Ormai, è da considerarsi una tecnologia quasi superata. Sì perché è stata rimpiazzata dall’Adaptive Cruise Control, ovvero, un cruise control adattivo. Adattivo, poiché anche qui, una volta impostata la velocità di crociera ed inseriti alcuni parametri come la distanza dal veicolo che ci precede, consente di far accelerare e frenare. Tutto questo, in totale autonomia, in maniera del tutto automatica.

Attenti ai pedoni: la frenata d’emergenza

Altro optional decisamente utile, è quello che rileva la presenza di un ostacolo sulla strada. Siete distratti? Magari sovrappensiero? Il sistema, grazie ad un radar, come identifica un ostacolo, frena al posto nostro. Questo vale naturalmente anche per i pedoni ed i ciclisti (una tecnologia ancora più sofisticata ed avanzata) che, all’ultimo, decidono di attraversare la strada davanti alla nostra automobile.

Tra gli optional più graditi: i sensori di parcheggio

Il parcheggio, per molti, è un problema anche dopo anni ed anni di guida e patente. Questo perché magari si fa fatica a prendere le misure, ci si “impanica”, o semplicemente ancora non si è capito come si fa. Mettiamoci poi che parcheggiare un SUV di grosse dimensioni, una station wagon o una berlina di lusso, non è proprio cosa semplice. Se poi aggiungiamo anche il fatto che, oggi, per motivi di design, si realizzano delle auto con pochissima visibilità, il quadro è completo.

C’è una soluzione? Ovviamente sì, gli ingegneri hanno pensato a dei sensori che, tramite dei radar, riportano con dei beep sonori, quanto ci si sta avvicinando all’altro mezzo parcheggiato od all’ostacolo che può essere rappresentato da un muro o da una qualsiasi altra cosa. Più ci si avvicina, più il beep si fa intenso.

Fanali: per vederci meglio

Un altro optional particolarmente diffuso e apprezzato, soprattutto per le auto che vanno dal Segmento C in su, sono i fanali, o meglio, alcuni tipi di fanali. Stiamo parlando della tecnologia LED (Light Emitting Diode). Si è iniziato con le luci diurne DRL (Day Running Lights), ma oggi si è andati avanti, sviluppando gli impianti full LED sulle autovetture. I fanali, sono dunque interamente composti da diodi basati su questa tecnologia.

Questo perché il LED, sia nella versione abbagliante, che in quella anabbagliante, garantisce il massimo della nitidezza. Un fascio uniforme che va ad illuminare la carreggiata, molto simile alla luce del sole. I LED poi, spiccano anche per un bassissimo consumo energetico, a tutto vantaggio dell’impianto elettrico dell’auto. L’accensione poi, è decisamente più rapida; frazioni di secondo, è vero, che però per gli stop, possono fare la differenza. Non parliamo poi della possibilità infinita di progettazione a livello di forme, un parco giochi per gli stilisti.

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