Strade elettriche: l’esperimento parte dalla Svezia

Strade elettriche: l’esperimento parte dalla Svezia
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di | 18-04-2018 | Auto, Energia, News e Varie

Dopo una più che normale diffidenza  iniziale, sembra in crescita il numero di persone che stanno mostrando un interesse ni confronti delle motorizzazioni alternative alla benzina e al diesel. Ormai tutte le case automobiliste stanno concentrando una parte della loro produzione verso le motorizzazioni elettriche, in grado di dare risposta alle esigenze climatiche sempre più forti. La Svezia è la prima nazione che ha deciso di venire incontro a chi sceglie di acquistare una vettura di questo tipo: nei pressi di Stoccolma è stata infatti inaugurata la prima “strada intelligente” dove è possibile ricaricare i veicoli elettrici.

Sommario

L’auto elettrica è il futuro

Sta crescendo il numero di persone che scelgono di puntare sull‘auto elettrica, spinte non solo dai prezzi più concorrenziali ma anche da un’autonomia garantita diventata via via sempre più elevata. Queste scelte devono però ovviamente andare di pari passo con il territorio, dove si ha la necessità di trovare a distanza sempre più ravvicinata sulle colonnine dove poter ricaricare il veicolo.

I residenti in Svezia potranno ora contare su un’ulteriore strumento che si rivelerà particolarmente utile per chi è in possesso di un mezzo di questo tipo. Nei pressi di Stoccolma è stata infatti inaugurata la eRoadArlanda, la prima “strada intelligente“. Qual è la sua particolarità? Chi la percorre può ricaricare in maniera automatica la propria vettura. Al momento il tratto è lungo solo due chilometri e si trova nelle vicinanze dell’aeroporto di Arlanda. L’agenzia statale che gestisce le strade nel Paese scandinavo ha però già annunciato di voler estendere la tecnologia a tutta la Nazione. L’obiettivo che si vuole raggiungere è davvero ambizioso: ridurre del 70% entro il 2020 le emissioni di Co2 nel settore dei trasporti. In una prima fase potranno usufruire di questa interessante opportunità solo i camion elettrici del servizio postale PostNord.

Come funziona la “strada elettrica”

Ricaricare il proprio veicolo percorrendo la strada elettrica è davvero molto semplice. Sul tratto “intelligente” sono stato installati due binari metallici all’interno dell’asfalto e in grado di trasmettere elettricità direttamente alle batterie delle auto elettriche tramite un pattino su un braccio retrattile. Il funzionamento è piuttosto semplice e quasi del tutto simile a quello che accade con le macchinine telecomandate quanto si spostano sulla pista.

Tutto questo è possibile grazie all’utilizzo della “tecnologia conduttiva“, che si basa sull’utilizzo di una rotaia elettrica installata su strade per alimentare e ricaricare i veicoli durante il viaggio.

Se si riuscisse davvero ad ampliare la presenza di questo sistema le barriere che ancora frenano la diffusione delle auto elettriche potrebbero cadere in modo definitivo. Al momento, infatti, chi è tentato di acquistare un veicolo del genere finisce per essere titubante per le poche infrastrutture e lo scarso numero di colonnine di ricarica presenti sul territorio. Il fenomeno “ansia da ricarica”, che può insorgere quando si teme di restare con la batteria scarica, può quindi essere dietro l’angolo. Le batterie in dotazione dei veicoli, e quindi anche i loro costi di produzione, potrebbero così essere ridotte in modo sensibile. A quel punto anche le case automobilistiche potrebbero essere spinte ad abbassare i costi di vendita.

Un progetto ambizioso e rivoluzionario

L’ideatore della prima strada elettrica inaugurata in Svezia è Gunnar Asplund. L’uomo è alla guida di una sua compagnia, denominata Elways, sin dal 2009. Il Paese scandinavo crede fortemente in questo tipo di propulsori e non ha intenzione di fermarsi qui. Il progetto allo studio è davvero ambizioso e punta a elettrificare il triangolo di 1.365 chilometri che collega Stoccolma, Malmö e Göteborg. Qui circolano il 70% dei veicoli diffusi nella Nazione.

Entro i prossimi tre anni l’auspicio è di elettrificare un tratto lungo da 20 a 30 chilometri.

Il vantaggio è innegabile, anche sul piano economico. Secondo le stime sono sufficienti 1.000 euro per ogni chilometro elettrificato. Addirittura 50 volte in meno rispetto alla cifra richiesta per elettrificare una linea percorsa da un tram.

Ridurre le distanze tra zone dell’Unione Europea lontane tra loro potrebbe essere quindi possibile. Chi desidera infatti spostarsi in auto per apprezzare al meglio le bellezze di ogni territorio potrebbe presto riuscire a farlo. Hans Säll, amministratore delegato del consorzio eRoadArlanda, è stato chiaro: “Se il sistema venisse implementato in Europa, sarebbe possibile guidare da Capo Nord, nel nord della Norvegia, a Malaga, nel sud della Spagna, senza fermarsi a fare rifornimento” .

Anche la Cina non sta a guardare

L’esperimento attuato in Svezia, per quanto progressita, sta già generando proseliti. Anche in Cina hanno infatti deciso di testare una soluzione simile. Il tratto di strada elettrificato è lungo circa un chilometro e funziona grazie a pannelli solari fotovoltaici installati al posto del tradizionale asfalto. Al momento si tratta solo di un esperimento (peraltro con buoni risultati), che può essere testati nei pressi di Jinan, una città industriale di circa 7 milioni di persone nella provincia dello Shandong, di cui è la capitale.

Il progetto è stato reso possibile grazie all’opera della Qilu Transportation Development Group, un’azienda statale specializzata in sviluppo e costruzione di strade. I pannelli solari presenti sul tratto di strada sono dotati di un sottile strato trasparente, che non genera grandi ripercussioni quando vi si circola. Osservando l’area la differenza rispetto a una strada resta comunque piuttosto evidente, ma sono già oltre 45 mila i veicoli che ogni giorno ne stanno testando gli effetti.

I piani dell’azienda non si limitano alla ricarica dei veicoli elettrici. Qilu vorrebbe anche utilizzare la strada per trasferire dati ed energia. I pannelli solari sono inoltre dotati di sensori in grado di monitorare la temperatura della strada, la frequenza di passaggio dei veicoli e il carico dei mezzi in circolazione. Dare informazioni aggiornate e in tempo reale sul traffico può quindi essere più semplice.

Al momento l’unico ostacolo alla diffusione del progetto è rappresentato dai costi. Attualmente si parla di 7mila yuan (900 euro) al metro quadrato. La diffusione della tecnologia potrebbe essere effettivamente disponibile se si riuscisse ad arrivare a un prezzo di 3mila yuan (390 euro). Questo però sarebbe possibile solo se si riuscisse ad arrivare a una vera e propria produzione di massa. La sicurezza degli automobilisti è garantita: in caso di gelate o nevicate riesce ad attivarsi un sistema di riscaldamento elettrico. Non c’è quindi rischio di sbandare con il proprio veicolo.

E non è finita qui

Già nel 2016 in Norvegia è stato testato il primo chilometro di strada ricoperto di pannelli solari. In quel caso l’esperimento non era stato messo in atto pensando alla ricarica dei veicoli elettrici come si pensa di fare attualmente. L’obiettivo che si voleva raggiungere era infatti semplicemente la produzione di energia elettrica. Non sono allo studio al momento progetti che mirano ad estendere questa particolare soluzione.

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