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Usi il telefono al semaforo? Ecco a quali rischi potresti incorrere
di Fabio Caliendo | 29-06-2026 | News NoleggioL'utilizzo dello smartphone al semaforo, è consentito dal Codice della Strada? Ecco a cosa si va incontro...

Smartphone, la “piaga” del decennio? Sicuramente si tratta di uno strumento utile e alcune applicazioni possono davvero semplificarci la vita. Il problema nasce quando ne diventiamo schiavi. Non si fa che parlare del divieto di utilizzare il telefonino durante la guida, eppure continuano a verificarsi incidenti provocati proprio da questa cattiva abitudine. Basta un messaggio, una notifica, un’occhiata ai social o il tentativo di cambiare una canzone per perdere il controllo del veicolo, uscire di strada, tamponare un’altra auto o non accorgersi di un pedone.
Spesso non siamo capaci di aspettare nemmeno dieci minuti, fino all’arrivo al lavoro o a casa. Ma che cosa succede quando l’auto è ferma davanti a un semaforo rosso? Possiamo approfittarne per dare una rapida occhiata allo smartphone? È proprio qui che casca l’asino.
Molti automobilisti sono convinti che, con l’auto ferma al semaforo rosso, sia possibile controllare rapidamente lo smartphone. In fondo, si tratterebbe soltanto di pochi secondi per leggere un messaggio o cambiare una canzone. La realtà, però, è diversa. Anche durante l’attesa al semaforo il veicolo è ancora considerato impegnato nella circolazione. Utilizzare il cellulare in questa situazione può quindi comportare le stesse conseguenze previste quando l’auto è in movimento: una multa particolarmente pesante, la decurtazione dei punti e la sospensione della patente.
Sommario
La Corte di Cassazione dice che…
La Corte di Cassazione ha chiarito la questione con l’ordinanza n. 23331 del 23 ottobre 2020, stabilendo che l’arresto del veicolo al semaforo rosso rappresenta una fase della circolazione e non una vera e propria sosta. Il conducente deve quindi mantenere il controllo del mezzo, restare vigile ed essere pronto a riprendere la marcia non appena il semaforo diventa verde.
Un cavillo? Non esattamente. Il Codice della Strada distingue infatti tra arresto, fermata e sosta. L’arresto è l’interruzione della marcia dovuta alle esigenze della circolazione: è ciò che avviene, per esempio, davanti a un semaforo rosso, a uno stop oppure durante una coda.
La fermata, invece, è una sospensione temporanea della marcia decisa dal conducente, generalmente per consentire la salita o la discesa di una persona o per altre esigenze di breve durata. Il conducente deve comunque restare pronto a ripartire. La sosta comporta infine un’interruzione più prolungata della circolazione e consente al conducente di allontanarsi dal veicolo.
Quella che potrebbe sembrare una banale distinzione giuridica è quindi fondamentale. Quando siamo fermi al semaforo o bloccati nel traffico non abbiamo concluso il viaggio e non siamo parcheggiati: siamo ancora parte del flusso della circolazione. Il divieto di utilizzare lo smartphone continua pertanto ad applicarsi.
La ragione è piuttosto semplice. Molti incidenti sono provocati da distrazioni apparentemente banali, che possono durare anche un solo secondo. Abbassare lo sguardo sul display può impedire di accorgersi di un pedone o di un ciclista, dell’arrivo di un mezzo di soccorso o della ripartenza dei veicoli che ci precedono. Anche un rilascio involontario della frizione può essere sufficiente per provocare un tamponamento.
Le sanzioni: che cosa prevede il nuovo Codice della Strada
Con le modifiche al Codice della Strada, le conseguenze per chi utilizza il cellulare durante la guida sono diventate ancora più severe. Vediamo quindi quanto può costare una semplice occhiata allo smartphone mentre si è fermi al semaforo rosso.
Alla prima violazione, è prevista una sanzione amministrativa compresa tra 250 e 1.000 euro, accompagnata dalla decurtazione di cinque punti dalla patente e dalla sospensione della licenza di guida da 15 giorni a due mesi.
In caso di una seconda violazione commessa nell’arco di due anni, la multa sale da 350 a 1.400 euro, mentre la sospensione della patente può andare da uno a tre mesi. La durata della sospensione può inoltre aumentare quando l’utilizzo del dispositivo provoca un incidente.
Bisogna poi ricordare che il divieto non riguarda soltanto gli smartphone. L’articolo 173 del Codice della Strada comprende anche tablet, computer portatili, notebook e dispositivi analoghi che comportino, anche solo temporaneamente, l’allontanamento delle mani dal volante durante la guida.
Come si può parlare al telefono, allora? Sono consentiti i sistemi vivavoce e gli auricolari, purché il conducente mantenga adeguate capacità uditive e non debba utilizzare le mani per azionare il dispositivo. Il telefono deve quindi essere impostato prima di partire oppure gestito attraverso comandi vocali e sistemi integrati che non compromettano il controllo del veicolo.
Al di là dello spauracchio della multa, della perdita dei punti o della sospensione della patente, il vero problema resta quello della sicurezza stradale. Numerosi studi hanno evidenziato come l’utilizzo dello smartphone possa allungare i tempi di reazione e aumentare il rischio di incidente, anche quando il veicolo procede lentamente o è momentaneamente fermo nel traffico.
Perché tanta severità? Anche durante l’attesa al semaforo rosso il conducente deve continuare a osservare ciò che accade intorno a sé: il cambiamento della segnalazione luminosa, l’attraversamento improvviso di un pedone, il sopraggiungere di un mezzo di emergenza o i movimenti degli altri utenti della strada.
Che cosa sarà mai abbassare lo sguardo sul display per pochi secondi? Il problema è proprio questo: possono essere pochi secondi decisivi, magari proprio nel momento in cui il traffico riprende a muoversi. La soluzione è semplice: non utilizzate lo smartphone finché il veicolo è inserito nel flusso della circolazione. Questo vale anche quando siete fermi davanti a un semaforo rosso o bloccati in coda. Per controllarlo, attendete di avere parcheggiato il mezzo in un luogo sicuro.
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