WLTP: cosa significa?

di | 01-08-2020 | Auto

Un’auto deve piacere esteticamente. Quando ci sali a bordo poi, toccandola, deve “farti sentire qualcosa”. Bella, comoda e comfortevole, oppure sportiva e con i sedili duri che ti fanno sentire la strada. Sì, ok, va bene tutto, anche il prezzo è nel vostro budget, ma… quanto consuma? Per molti il fattore consumi è determinante per l’acquisto di una vettura. Per chi fa tanti chilometri l’anno, può fare la differenza. Conti alla mano, può far diventare l’auto meno interessante. I costruttori di auto, anni fa, molto spesso dichiaravano consumi tutt’altro che veritieri. Dal settembre 2018 è finalmente arrivato uno standard denominato WLTP. Una vera e propria procedura che significa Worldwide Harmonized Light Vehicles Test Procedure, oggi obbligatoria per i produttori di automobili dell’Unione Europea.

Sommario

Oltre ai consumi, l’inquinamento

Gli standard sono dunque diventati un must. Tutti i costruttori devono attenersi a questa procedura, procedura che, obbliga a dichiarare anche le emissioni inquinanti di un veicolo. Questo perché le norme sono diventate e stanno diventando sempre più severe. Le cose potranno solo peggiorare, ma andiamo avanti e cerchiamo di capire qualcosa di più su questo WLTP.

Ciclo WLTP: lo standard da seguire

Come accennato in apertura, WLTP è l’acronimo di Worldwide Harmonized Light Vehicles Test Procedure. Per chi non conosce l’inglese, significa Procedura internazionale di prova per i veicoli leggeri. Obbligatoria nell’Unione Europea, interessa anche la Svizzera e la Turchia, procedura che risulta essere, al momento, la più veritiera di tutte quelle avete fino ad oggi. Perché? Perché prima della WLTP si adottava la NEDC, acronimo di New European Driving Cycle, procedura che però risale al lontano 1992. Una prova che all’epoca risultava troppo svantaggiosa a livello di consumi ed emissioni; ecco perché nel ’97 fu rivista. E’ poi arrivata la WLTP, più aggiornata, più veritiera.

Per capire la differenza tra le due procedure, vediamo come si svolgono. Intanto la durata della prova è più lunga, passando dai 20 ai 30 minuti. Si aggiungono poi delle velocità medie più elevate, che passano da 34 a 46,5 km/h, mentre le massime si spostano da 120 a 131 km/h. Infine il chilometraggio. Altro fattore determinante per sapere con precisione le emissioni di CO2, è che le vetture, con la procedura WLTP devono includere tutti gli optional contenuti nel modello di serie, più le eventuali dotazioni speciali. Questo comporta dunque sia un valore di consumo standard più basso che quello più alto (in base alle opzioni di equipaggiamento).

Il fattore umano

Chiaramente il consumo di una vettura, è “un fattore umano”. Cosa significa? Che i consumi cambiano in base allo stile di guida. Non “diamo gas” uguale, non facciamo le curve uguale, non affrontiamo il percorso con la stessa marcia. Tanti, tantissimi fattori che possono sconvolgere i dati da persona a persona. Il WLTP invece, sfruttando i dati medi dei conducenti, a livello Mondiale, ha definito quattro fasi rappresentative con diverse velocità medie: bassa, media, alta e molto alta. Ognuna di queste prevede diverse tipologie ed intensità di accelerazione, frenata ed arresto. Questo per simulare le situazioni di guida che si presentano nella guida di tutti i giorni, al fine di determinare la miglior combinazione possibile.

WLTP, come funziona la procedura di omologazione?

Riassumiamo, ma allo stesso tempo entriamo più nello specifico della procedura WLTP per chi fosse ancora più curioso. Vediamo quali sono dunque le fasi di omologazione, ed i parametri inseriti dalla Euro 6c. Il ciclo di test, è chiaramente il più rappresentativo a livello di comportamento di marcia reale. Come detto sopra, la durata del ciclo è stata portata a 30 minuti, quindi ben 10 minuti in più rispetto al precedente NEDC. La distanza del ciclo è stata aumentata a 23,25 chilometri (ben oltre il doppio della distanza precedente).

Quanto alle fasi di guida, sono ora più dinamiche, ovvero un 52% nell’urbano ed un 48% nell’extraurbano. Vediamo ora la velocità media e la massima, così aumentate: la velocità media è passata a 46,5 km/h (+12,5 km/h) mentre la massima è cresciuta a 131 km/h. Le sopraccitate quattro parti, in funzione della velocità massima sono così nel dettaglio: Low (fino a 56,5 km/h), Medium (fino a 76,6 km/h), High (fino a 97,4 km/h) e Extra-high (fino a 131,3 km/h). Le dotazioni opzionali del veicolo che possono influire sui consumi di carburante e sulle emissioni di CO2 vengono valutate durante il ciclo, esaminando le varie versioni del modello in prova, così da risultare ancora più reali e veritiere.

Le varie misurazioni vengono ora effettuate ad una ben determinata temperatura, fissata in 23ºC (i valori di CO2 vengono invece corretti a 14 ºC). Prima, c’era un range più largo, che andava da 20 a 30 ºC. Cosa prevede la norma? Ben tre diversi cicli di prova, detti, appunto, WLTC. Questi sono identificati dal rapporto potenza/peso PWr (acronimo di Power Weight Ratio), espresso in kW/T (alias potenza nominale del motore in kW/peso a vuoto della vettura espresso in tonnellate): Classe 1 – PWr <= 22, Classe 2 – 22 <PWr <= 34 e Classe 3 – PWr> 34. Le auto sono sempre comprese con valori di PWr che vanno da 40 a 100 (classe 3 quindi), mentre nella Classe 2 rientrano diversi furgoni ed autobus.

Nei tanti procedimenti di verifica, la procedura di omologazione stabilisce diversi parametri che non possono discostarsi dai limiti prestabili. Interessano le condizioni dei test dinamometrici e del carico stradale (ovvero la resistenza al movimento), così come il cambio marcia, il peso totale della vettura (a pieno carico), la qualità del combustibile, la pressione delle gomme e la temperatura esterna (ambientale).

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