Roaming Brexit: quanto potrebbe costare

Roaming Brexit: quanto potrebbe costare
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di | 02-04-2019 | Cellulari

La situazione relativa a Brexit si fa sempre più caotica, in particolare dopo l’ennesima bocciatura del piano May e di tutti i piani alternativi all’uscita dall’Unione Europea da parte del Parlamento britannico. Una serie di eventi che, secondo alcuni, potrebbe portare addirittura al tanto temuto “no deal”, ossia l’uscita dall’UE senza accordo del Regno Unito, già dal 12 aprile o un ulteriore slittamento dell’uscita, con vari scenari ancora tutt’altro che chiari (un secondo referendum, nuove elezioni politiche, etc…). Ma oggi vogliamo parlare soprattutto del rapporto roaming Brexit: quanto costerà chiamare in Inghilterra e negli altri stati del Regno Unito dopo l’uscita dall’UE?

Attualmente il Regno Unito è a tutti gli effetti uno Stato membro dell’UE e, quindi, gode come gli altri dell’azzeramento del roaming: i cittadini britannici che si spostano in un Paese dell’Unione possono utilizzare la propria tariffa nazionale anche al di fuori dei propri confini, ovviamente seguendo le limitazioni imposte per l’utilizzo, in particolare per quanto riguarda il traffico dati.

Il rapporto tra Roaming e Brexit, però, potrebbe essere presto reale, già a partire dal 12 aprile (il termine ultimo a disposizione per il governo britannico per decidere come muoversi sull’uscita dall’UE). Le possibilità, come abbiamo accennato inizialmente, sono varie e, come potrete immaginare, anche l’accesso ai vantaggi del Mercato Unico, tra cui anche il roaming, sarà sicuramente messo in discussione.

Sommario

Roaming Brexit: 3 possibili scenari

Ma vediamo, quindi, tre possibili scenari per capire meglio quanto costeranno le telefonate in roaming nel Regno Unito dopo il 12 aprile:

In caso Brexit ritardata o cancellata

La possibilità di un’ulteriore proroga dell’uscita dall’Unione Europea è tra le ipotesi più quotate e c’è chi è convinto che Brexit venga addirittura cancellata con un secondo referendum, idea spinta soprattutto con la petizione record di oltre 6 milioni di firme raccolte in pochi giorni che richiede, appunto, l’annullamento.

In tutti questi casi lo stop sul roaming UE resterà in vigore e non cambierà nulla rispetto a quanto visto finora. Chiamare, inviare sms o navigare dal Regno Unito con un’offerta italiana o, al contrario, in Italia sfruttando un piano tariffario britannico, non subirà alcun costo extra (come abbiamo già detto prima, rispettando i limiti di utilizzo imposti dai vari operatori), fino a quando il Paese non lascerà l’Unione Europa.

In caso di soft Brexit

Tra le innumerevoli votazioni da parte del Parlamento britannico fatte in questi giorni, una delle proposte maggiormente appoggiate da Wenstminster e bocciata di soli tre voti, riguardava una soft Brexit, quindi un’uscita più morbida dall’UE, con la permanenza nell’Unione doganale e/o nel mercato unico (un accordo, come descrivono in molti, in stile norvegese).

Se il Regno Unito uscisse dall’Unione ma entrasse a far parte dello Spazio economico europeo, come la Norvegia e l’Islanda, potrebbe mantenere gran parte dei vantaggi previsti dal mercato unico e, quindi, anche la cancellazione del roaming UE.

In caso di hard Brexit

Se, come i più pessimisti prevedono, ci sarà un no deal, anche sul tema roaming Brexit la situazione sarà tutt’altro che rosea per i cittadini europei che si recheranno nel Regno Unito e per quelli britannici che si troveranno in UE: sicuramente non sarà più possibile utilizzare la propria tariffa nazionale, ma entrerà in vigore di base il roaming extra UE.

I costi di un roaming estero possono essere davvero molto alti. Pensiamo, ad esempio, a quei paesi facenti parte geograficamente all’Europa ma non ancora parte dell’Unione, come Serbia, Moldavia o Turchia. I costi attualmente previsti sono i seguenti:

  • chiamate effettuate verso i paesi UE: 2,02 euro al minuto;
  • chiamate ricevute: 1,01 euro al minuto;
  • sms inviati: 50,41 cent l’uno;
  • mms inviati: 1,51 euro l’uno;
  • Internet mobile 5,04 cent per KB.

È chiaro, quindi, che una tariffazione di questo tipo penalizzerebbe moltissimo le due parti (UE e UK), soprattutto se si tiene conto di quei settori commerciali che, per un motivo o per un altro, saranno comunque costretti a mantenere accordi anche in caso di no deal.

Ovviamente sul fronte hard Brexit potrebbero esservi anche altre opzioni: ad esempio gli operatori stessi potrebbero offrire soluzioni ad hoc per telefonare, inviare sms o navigare verso e dal Regno Unito, come accade già per altre offerte cellulari rivolte a Paesi extra UE. Insomma, in caso di uscita “dura”, il tema del roaming è ancora confuso, al pari di tutto il resto.

Il tema Roaming e Brexit, quindi, torna inesorabilmente d’attualità e già dalla fine della prossima settimana forse potremmo avere delle idee più chiare su quanto costerà chiamare, inviare messaggi e connettersi a Internet dopo l’uscita del Regno Unito. Se vi saranno informazioni precise e certe sull’argomento vi terremo come sempre aggiornati sulle pagine di ComparaSemplice.it.

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