Condizionatori inverter, convengono veramente?

Condizionatori inverter, convengono veramente?
5 (100%) 4 votes
di | 17-08-2017 | Come risparmiare, Energia

condizionatori inverterSecondo la Federconsumatori, più della metà delle spese sostenute dalle famiglie italiane per pagare le bollette di casa riguardano il consumo di luce e gas.

Secondo un’indagine pubblicata nell’ottobre del 2016, la spesa relativa all’utilizzo dell’energia elettrica e del gas ha raggiunto – nel solo 2016 – i 1,623€ annui, con un aumento del 42% rispetto al 2000. Vista l’attuale crisi economica, è normale quindi che sempre più famiglie cerchino delle soluzioni che consentano di risparmiare. Tra queste vanno sicuramente ricordati i condizionatori inverter.

Progettati e introdotti sul mercato per la prima volta nel 1981 dalla multinazionale giapponese Toshiba, i condizionatori inverter – se usati seguendo i dovuti accorgimenti – permettono un risparmio di circa il 30-50% sulle spese per il riscaldamento e la climatizzazione degli ambienti domestici. Tuttavia, visto il loro maggiore costo rispetto ai condizionatori tradizionali, è normale chiedersi se davvero rappresentino un investimento conveniente. Come funzionano i condizionatori inverter e quali sono i loro vantaggi? Davvero è possibile usufruire di alcune detrazioni fiscali per coloro che decidono di installarli? Scopriamo insieme, in questa pratica guida, cosa sono i condizionatori inverter e se convengono veramente.

Cosa sono i condizionatori inverter

I condizionatori inverter sono dei particolari climatizzatori dotati di una tecnologia cosiddetta modulante. Cosa significa questo? Significa che la potenza impiegata da questi condizionatori per produrre aria fredda o calda non è costante come nei climatizzatori tradizionali, ma varia in base alla temperatura dell’ambiente domestico in cui sono collocati. Il vantaggio che ne deriva è che il consumo di energia utilizzata per riscaldare o raffreddare la stanza è minore rispetto a un climatizzatore on/off proprio perché il condizionatore inverter utilizza solo la potenza necessaria a raggiungere la temperatura richiesta.

Quale è la differenza tra un condizionatore inverter e uno tradizionale on/off?

I condizionatori tradizionali – conosciuti anche come on/off perché caratterizzati da una tecnologia che si basa su un consumo di energia a frequenza fissa (il condizionatore è acceso o spento) – sono molto più economici, ma consumano una quota molto elevata di energia. Quando accendiamo un condizionatore on/off, il suo motore parte subito alla massima potenza e resta così fino a quando la temperatura della stanza non ha raggiunto il livello che abbiamo impostato. Quindi si ferma per poi riaccendersi di nuovo alla massima potenza quando la temperatura della stanza varia di alcuni gradi centigradi rispetto a quella desiderata.

Al contrario, i condizionatori inverter sono dotati di una tecnologia modulante. Il motore del climatizzatore parte alla massima potenza e diminuisce quando la temperatura dell’ambiente domestico in cui è posizionato ha raggiunto i gradi centigradi desiderati, senza però fermarsi. Quando questi variano, il climatizzatore inverter adatta la sua potenza alla temperatura della stanza impiegando l’energia minima indispensabile a mantenerla costante. Grazie a questa sua caratteristica, il climatizzatore inverter elimina il problema del continuo accendersi e spegnersi tipico del condizionatore tradizionale, facendo risparmiare sul consumo di energia elettrica utilizzata per la climatizzazione degli ambienti domestici. Trattandosi di climatizzatori intelligenti, gli inverter hanno ovviamente un costo più elevato al momento dell’acquisto ma, sul lungo periodo, consumano molta meno energia e, nella maggior parte dei casi, sono sicuramente da preferire rispetto ai condizionatori on/off.

I condizionatori inverter convengono davvero?

Per capire se i climatizzatori inverter siano davvero vantaggiosi occorre non solo fare chiarezza su alcune loro caratteristcihe ma capire anche quali sono le vostre abitudini di consumo dell’energia elettrica. Trattandosi di apparecchi che si basano su una tecnologia modulante, la loro convenienza si fa sentire quando se ne fa un uso prolungato. Di conseguenza, se non siete mai a casa perché lavorate e utilizzate il condizionatore solo di notte o durante il fine settimana; se avete bisogno di un climatizzatore esclusivamente per tenere fresca la casa, allora in questi casi i condizionatori inverter forse non fanno al caso vostro. Se, al contrario, siete spesso in casa e avete intenzione di utilizzare il climatizzatore anche per il riscaldamento, tenendolo quindi acceso per più di 8 ore al giorno per 12 mesi l’anno, allora la tecnologia inverter è la soluzione ideale per tenere a bada le spese e che vi consentirà di rispamiare sulle bollette dal 30 al 50%.

Come scegliere il condizionatore inverter: i BTU

Se avete deciso di acquistare un condizionatore inverter ma non sapete quale modello scegliere niente paura perché basterà fare un calcolo molto semplice. Stiamo parlando del BTU, ossia l’indicatore della potenza di riscaldamento e/o di refrigerazione di un condizionatore. Il BTU – acronimo che sta per British Thermal Unit – indica la potenza impiegata dal climatizzatore per riscaldare e/o rinfrescare l’ambiente domestico in cui dovete installarlo. Più BTU un condizionatore ha, più superficie riuscirete a riscaldare o a rinfrescare. Dal momento che per ogni metro quadro occorrono circa 350 BTU, la formula per calcolare la potenza di cui avete bisogno per la vostra casa sarà:

350 BTU/h x Mq

La vostra camera da letto è di 20 Mq? In tal caso avrete bisogno di un condizionatore inverter di almeno 7000 BTU/h.

Le detrazioni fiscali per l’acquisto di un condizionatore inverter

Il 2017 è l’anno ideale per chi decide di ristrutturare la propria abitazione puntando all’efficienza energetica. Chi decide di acquistare un condizionatore a pompa di calore – ossia un condizionatore che serva anche per il riscaldamento della casa – può usufruire di una detrazione fiscale del 50% se il climatizzatore è utilizzato come supporto a un impianto già esistente e del 65% nel caso in cui si decide di sostituire l’impianto esistente con uno completamente nuovo meno inquinante e volto al risparmio energetico.

Le detrazioni fiscali avvengono nel corso di 10 anni e non sono cumulabili. Il condizionatore inverter che volete acquistare non rientra in queste categorie? Nessun problema perché incentivi fiscali sono previsti anche per l’acquisto di qualsiasi tipo di climatizzatore grazie a una decurtazione dell’IVA del 10% oppure grazie al Bonus Ristrutturazioni 2017 che prevede agevolazioni per chi procede a lavori di ristrutturazione dal 26 giugno 2016 al 31 dicembre 2017 per un tetto massimo di spesa di 96.000€. Per poter usufruire delle detrazioni fiscali, il pagamento dei lavori deve essere fatto tramite bonifico bancario ed è sempre meglio, prima di iniziare qualsiasi lavoro, consultare un commercialista.

Articoli Correlati

Chi siamo

Rimani sempre aggiornato!

Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere guide e consigli per il risparmio

Naviga tra le news

EnergiaADSLAssicurazionePayTV
0321.085995