Qual è il consumo energetico di un’asciugatrice?

Qual è il consumo energetico di un’asciugatrice?
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di | 28-03-2017 | Come risparmiare

Sarebbe bellissimo poter sempre stendere i panni ad asciugare al sole, magari circondati da un bel prato verde, ma per molti questo rimane un sogno.

Spesso non abbiamo neanche un balcone o, se ce l’abbiamo, è troppo piccolo per ospitare tutti i panni della famiglia. Oppure è esposto all’ombra, all’umidità, all’inquinamento, o peggio ancora le nostre condizioni climatiche sono difficili, e tra pioggia, neve e freddo ci conviene tenerci i panni bagnati in casa sullo stendino.

E non dimentichiamo tutte quelle delicate questioni condominiali, che spesso anche in situazioni ambientali favorevoli ci fanno preferire non asciugare i panni all’aperto, per non scatenare problematiche con vicini “difficili” che spesso possono dare inizio a vere e proprie guerre.

Grazie al cielo qualcuno ha inventato l’asciugatrice, quello strumento che ci permette di poter fare il bucato con frequenza senza trasformare la nostra casa in uno stenditoio umido, ma qual è il consumo energetico di un’asciugatrice? In passato questo elettrodomestico era considerato un vero e proprio apparecchio energivoro, ovvero dai consumi esageratamente alti, ma la tecnologia ha fatto passi da gigante e oggi è possibile asciugare la propria biancheria in casa con un costo in bolletta contenuto.

Quanto consuma un’asciugatrice

Come per tutti gli altri elettrodomestici, anche le asciugatrici hanno delle classi energetiche, dove si parte dai prodotti di classe C o B, più obsoleti e dispendiosi in termini di consumo, per arrivare ad A, A+, A++, A+++ ovvero a quelli più moderni e performanti a livello di risparmio.

Facciamo un esempio

asciugatrice consumoAd esempio mentre una asciugatrice A+++ da 9 chili molto efficiente può consumare soli 1,27 kiloWatt orari per ciclo (0,75 se a mezzo carico), una di categoria B potrà arrivare a consumare anche più del triplo, superando i 5 kiloWatt orari per ciclo e i 2,80 a mezzo carico.

A questo punto verifichiamo qual è il costo per kiloWatt/ora che ci addebita la nostra compagnia di energia elettrica, e capiremo quanto ci costa una singola sessione di asciugatura.

A livello indicativo potremmo dire che a seconda del modello, per ottenere lo stesso risultato potremo spendere da 30 centesimi a 1,30: quindi una differenza di un euro in più a lavaggio! Questa differenza moltiplicata nel corso di un anno intero di utilizzo può portare a un consumo totale di 158 kiloWatt per il modello più ecologico contro i ben 616 kiloWatt per uno non efficiente.

L’importanza dell’energy label

Ovviamente la classe energetica, per quanto importante, è solo un indicatore e le prestazioni di un’asciugatrice variano sensibilmente in base a marca e modello scelti. Quindi potremo incontrare apparecchi di medesima classe, ma che differiscono sensibilmente nel consumo energetico. A questo proposito è sempre bene leggere con attenzione la energy label del prodotto (quell’etichetta adesiva che ne riporta nome, codice e classe) e annotarsi anche il numero di kiloWatt orari annui stimato dal produttore, per fare un confronto più preciso. Ricordiamoci che  questa indicazione è calcolata sul programma classico del cotone.

Tipologie di asciugatrice

Anche la modalità di funzionamento influenza il consumo energetico di un’asciugatrice: attualmente sul mercato possiamo trovare tre tipologie diverse:

Asciugatrice a pompa di calore

Questi modelli sono quelli più ottimizzati a livello di risparmio energetico. L’aria viene riscaldata tramite un compressore che sviluppa calore attraverso un circuito caldo/freddo. Il costo di questi modelli è superiore, quindi bisogna anche vedere effettivamente se faremo un utilizzo frequente di questo elettrodomestico.

Asciugatrici a condensazione

In questo caso il vapore acqueo generato dal calore, viene poi ricondensato e quindi smaltito esternamente sotto forma liquida.

Asciugatrici a evacuazione

Qui l’acqua viene poi espulsa invece sotto forma di vapore acqueo attraverso un classico tubo di fuoriuscita.

Come risparmiare quando si utilizza l’asciugatrice

Innanzitutto scegliamo sempre un modello con una capienza adeguata al nostro utilizzo, e non uno sovradimensionato. Per intenderci, se abitiamo da soli orientiamoci su un modello da 5 kg e non su uno da 8 o 9 kg adatto per una famiglia numerosa. A rigore di logica dovremmo privilegiare un modello che abbia la stessa capienza della nostra lavatrice.

E’ scontato dirlo, ma non tutti siamo casalinghe esperte: asciugare capi precedentemente centrifugati ovviamente comporterà una durata di asciugatura assai minore.

Quando possibile usiamo dei programmi brevi (da 30 a 50 minuti) per il ciclo di asciugatura, senza utilizzare ogni volta un ciclo completo da 90 minuti che avrà un costo energetico sensibilmente più elevato. Oltretutto l’asciugatrice mantiene un assorbimento di corrente elettrica costante per tutto il suo ciclo.

Ricordiamoci anche dei programmi ad aria fredda: la biancheria casalinga o altri tipi di capi possono essere asciugati in questo modo senza avviare un ciclo completo.

Avviamo sempre l’asciugatrice a pieno carico: essendo un elettrodomestico “generoso” in termini di consumo energetico non ci conviene metterlo in funzione per pochi capi.

Privilegiamo un modello dotato di sensori. Diverse asciugatrici moderne hanno una tecnologia che consente di rilevare in autonomia i tessuti del nostro bucato, il loro grado di umidità e il peso, e ottimizzano il proprio settaggio per adattarsi alla situazione regolando le temperature e l’intensità dell’asciugatura al fine di non sprecare energia inutilmente.

Una pulizia costante dei suoi componenti (vasca e filtri) consente un funzionamento migliore e quindi una maggior efficacia nel tempo.

Alcune considerazioni

Come in tutte le cose, prima di acquistare un’asciugatrice dobbiamo valutare prima bene l’utilizzo che ne faremo. Se abbiamo una famiglia numerosa, magari con bambini che si sporcano facilmente, e non abbiamo la possibilità di stendere sempre i panni all’aria aperta sarà meglio fare un investimento iniziale più elevato acquistando un prodotto di ottima classe energetica e dotato delle tecnologie più moderne. Se facciamo una lavatrice al giorno sicuramente il costo iniziale verrà ammortizzato a livello di risparmio in bolletta entro breve tempo.

Se invece siamo single o in coppia, non abbiamo tutti questi capi da lavare, o magari per buona parte dell’anno abbiamo la possibilità di stendere il bucato in condizioni climatiche favorevoli, possiamo ripiegare su modelli meno ecologici ma dal costo iniziale sicuramente più contenuto.

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