Quello che non sapevi sul frigorifero: 13 consigli per risparmiare energia

di | 06-04-2018 | Come risparmiare, News Gas e Luce

Quanto consuma un frigorifero? Come risparmiare sul consumo di energia? Scopri grazie a ComparaSemplice.it [Aggiornato 2022]

Quello che non sapevi sul frigorifero: 13 consigli per risparmiare energia
Confronta

Se dovessimo stilare una classifica degli elettrodomestici più utili della casa, il frigorifero si troverebbe sicuramente tra le prime posizioni. Custode del cibo, il frigo è considerato spesso un “amico di famiglia”, lo scrigno dei piaceri. Eppure è uno degli elettrodomestici che consumano di più in casa proprio perché è sempre in funzione, 24 ore su 24, tutto l’anno e non può essere staccato dalla corrente. Il suo è un consumo permanente e silenzioso che pesa circa il 20-25% sulla spesa totale dell’energia elettrica in bolletta.

Quanto consuma un frigorifero? Come calcolare il consumo energetico di un frigorifero

Un frigorifero in funzione h24 ha un consumo medio che va da 100 ai 240 watt l’ora. Ciò significa che nell’arco di una giornata si possono arrivare a utilizzare anche tra 1 e 2 kWh di energia. Ipotizzando di avere un frigorifero con potenza 150 watt e utilizzarlo per 8 ore al giorno con ciclo di lavoro del 33%, il consumo di energia di un frigorifero per un giorno sarà di 1,2 kWh (150 watt * 8 h). Applicando una ipotetica spesa di 0,22 kWh per la nostra offerta luce per la casa, il costo sarà di 96,36€ l’anno (1.2 kWh * 365 giorni * 0,22€ kWh).

Come appena visto quindi per calcolare il consumo energetico di un frigorifero dobbiamo partire dalla potenza e dalle ore al giorno di utilizzo in modo da ottenere un dato di consumo in wattora al giorno, che sarà poi diviso per 1000 per ottenere i kilowattora di consumo giornaliero. Come potete immaginare però i conteggi sono comunque stimati in quanto sull’effettivo consumo influiscono la classe energetica (qui avremo dei dati dall’etichetta) e l’età dell’elettrodomestico.

Per questo motivo per verificare effettivamente quanto consuma un frigorifero è indispensabile utilizzare un misuratore di potenza.

Quanto consuma un frigorifero in un giorno?

I consumi come appena visto dipendono dalla classe energetica. I più efficienti sono gli elettrodomestici in classe A con un consumo che può variare da 166 kWh annui per quelli in classe A+++ a 344 kWh per quelli in classe A+, fino ad arrivare ad oltre 700 kWh per quelli in classe G. Questo significa che in un giorno i consumi possono oscillare tra 400 watt a 2 kWh.

Quanto costa in bolletta un frigorifero in un anno?

I costi in bolletta di un frigorifero in un anno dipendono ovviamente da classe energetica e dal prezzo kWh previsto nel vostro contratto luce. Possiamo dire che i costi con una media di 0,33€ kWh di energia possono oscillare da 50€ fino a 250€ l’anno.

Quanto consuma un frigorifero di 20 anni fa?

Un frigocongelatore da 280 litri costruito nei primi anni 90 poteva consumare 500-550 kWh all’anno: quelli di più recente costruzione hanno invece consumi molto più ridotti dovuti a una migliore efficienza energetica.

Quanto consuma un frigorifero classe F?

I frigoriferi di ultima generazione in classe F hanno consumi annuali di 230-280 kWh. Questo significa che i costi in bolletta, ipotizzando un prezzo energia di 0,22€ kWh potrebbero oscillare tra 50 e 60 euro.

Quali fattori incidono sui costi del frigorifero?

I fattori da cui dipende il consumo energetico del frigorifero sono diversi e includono:

  • dimensioni: più sono grandi e capienti e più consumano
  • capacità di raffreddamento
  • posizione: se il frigo è vicino a fonti di calore o in ambienti con poca ventilazione avranno un consumo maggiore
  • stagione: in estate complici le temperature più elevate i consumi aumentano
  • utilizzo: un maggior utilizzo (apri e chiudi) comporta consumi più elevati
  • temperatura: così come l’utilizzo impostare temperature troppo fredde potrebbe impattare sui consumi
  • età e condizioni: guarnizioni rovinate e frigoriferi vecchi possono avere consumi maggiori

Come risparmiare energia con il frigorifero

Esistono diversi “trucchi” per utilizzare al meglio il frigorifero che, siamo sicuri, vi garantiranno un buon risparmio. Ecco i 13 consigli per un corretto uso del frigorifero.

La premessa è che un vecchio frigorifero può consumare fino a tre volte di più di un nuovo frigorifero di classe energetica A++ (o superiori). I soldi spesi al momento dell’acquisto (in media si parla di 150€ in più rispetto ad un frigorifero di classe C o inferiore) saranno recuperati nei primi tre anni, grazie al basso consumo che questa tipologia avanzata di elettrodomestici permette. Fatta la premessa vediamo insieme 13 semplici consigli che potete adottare per avere un buon riscontro a livello economico in bolletta:

  1. Acquisto di un frigo adatto alle proprie esigenze. Anche le dimensioni del frigo incidono sul consumo di energia elettrica. Se siete single, ad esempio, e vivete soli in casa, optate per un elettrodomestico di dimensioni ridotte, diversamente dalle famiglie numerose. A persona l’efficienza media corretta dell’elettrodomestico corrisponde a circa 100-150 litri. Il consumo cresce circa di 10kWh ogni 100 litri di capacità. Inoltre è importante chiedere al momento dell’acquisto, un frigorifero che non usi come gas refrigerante il gas CFG. Si tratta di un gas dannoso per l’atmosfera, e si può trovare anche nei frigo di ultima generazione.
  2. Utilizzare un frigo monoporta. Tale tipologia permette di abbassare il consumo energetico, rispetto al classico frigorifero a doppia anta. Meglio ancora l’utilizzo dei cosiddetti frigoriferi combinati che hanno il freezer posto in basso.
  3. Posizionare il frigo lontano dalla parte. La distanza minima da lasciare dalla parete deve essere circa pari a 10 cm, in modo tale da garantire la corretta areazione dell’elettrodomestico. Questo perché il calore della serpentina deve essere smaltito, altrimenti può essere compromessa la capacità del compressore del frigo, che è quindi costretto a lavorare e consumare di più senza garantire una buona efficienza.
  4. Collocare il frigorifero lontano da fonti di calore: come il termosifone, piano cottura, forno e
  5. Evitare le pareti esposte a sud. Si tratta delle zone della casa esposte al sole. Più la parete è calda, più il frigo lavora e consuma.
  6. Regolare il termostato e la temperatura del frigo. Il termostato deve essere regolato tra il livello minimo e il livello medio, mentre per regolare la temperatura è presente nei frigoriferi di nuova generazione un display che permette di controllare facilmente la temperatura di frigo e congelatore attraverso una scala di valori che vanno da 1 a 7 per il frigo, e da 14 a 21 per il congelatore. La temperatura ottimale sarà rispettivamente +5°C e -18°C . Per i frigo meno moderni, invece, abbiamo a disposizione, una rotellina graduata da regolare al numero 4.
  7. Posizionare il cibo negli scomparti corretti. Ogni zona del frigo ha una sua temperatura in quanto destinata ad un particolare alimento. Il punto più freddo è la mensola che si trova in basso, poco sopra il cassetto per la frutta e la verdura. È il posto ideale per conservare al meglio la carne e il pesce. Il punto meno freddo è invece lo sportello, dove si possono conservare le uova nell’apposito spazio, oltre alle bibite e le salse. I formaggi, lo yogurt, il latte e i salumi devono essere collocati, invece, nella zona medio alta del frigo.
  8. Non riempire troppo il frigorifero. Più il frigo è pieno e maggiore è la quantità di energia necessaria per garantire la conservazione dei cibi. Inoltre se non viene lasciato lo spazio sufficiente tra un cibo e l’altro, l’aria non riuscirà a circolare correttamene impedendo la buona conservazione delle vivande.
  9. Non lasciare il frigo vuoto. Anziché lasciare vuoto il frigo è utile inserire al suo interno delle bottiglie di acqua per mantenere bassa la temperatura.
  10. Non introdurre cibi caldi: questo per evitare il surriscaldamento all’interno del frigo e la formazione della condensa
  11. Non aprire il frigo inutilmente. Aprire il frigorifero solo quando è davvero necessario evita la dispersione del freddo. Anche aprire e chiudere velocemente lo sportello contribuisce a mantenere il giusto freddo al suoi interno.
  12. Pulire regolarmente il frigorifero: per evitare accumuli di ghiaccio sulle pareti in moda da garantire il perfetto funzionamento della temperatura di refrigerazione.
  13. In inverno le basse temperature consentono di evitare di far lavorare troppo l’elettrodomestico facendo abbassare naturalmente la temperatura dei cibi, prima di inserirli nel frigo. Inoltre le casse di acqua possono essere conservate all’esterno.

Infine avere una buona offerta per la fornitura di energia elettrica può sicuramente influire molto anche sul consumo del frigorifero  e degli altri grandi elettrodomestici della casa. Sceglierla, tuttavia, non è mai semplice. Ecco perché comparare le varie tariffe sul mercato energia può essere non solo utile, ma può far risparmiare anche molto tempo in ricerche. Visitate il sito ComparaSemplice.it, oppure telefonate al numero 0321 085995 per avere a vostra disposizione, tutta l’esperienza di esperti nel campo energia che potranno aiutarvi a scegliere l’offerta che più si conforma alle vostre esigenze.

Come regolare la temperatura del frigo? 

È una questione che può interessare tutti i componenti della famiglia, indipendentemente da chi sia incaricato di preparare i pasti. Tutti, infatti,  al di là del sesso e dell’età, trascorrono diverso tempo in cucina, anche semplicemente per vedere quali sono le provviste presenti nella dispensa. Fare in modo che l’apparecchio funzioni in maniera adeguata è fondamentale per non doverci ritrovare a buttare cibi che potevano essere ancora consumati. Un utilizzo consapevole è altrettanto importante per evitare spreco di energia e non ritrovarsi quindi con brutte sorprese in bolletta.

Ecco quindi alcune indicazioni da seguire anche sulla base dell’andamento stagionale, fattore che può influenzare in modo rilevante la gestione del dispositivo.

È consigliabile controllare periodicamente la temperatura impostata per evitare di doversi ritrovare a dover gettare cibo ormai andato a male. L’attenzione maggiore deve essere rivolta soprattutto nelle due stagioni in cui lo sbalzo di temperatura rispetto all’esterno è maggiore, quindi estate e inverno. A condizionare la situazione può essere anche l’utilizzo di dispositivi che ci aiutano a rendere più godibile il periodo trascorso in casa, ovvero ventilatori, condizionatori, stufe e camini. Se si finisce per aprire frequentemente lo sportello del frigorifero quando questi sono attivi, anche lo stato delle provviste può subire danni quasi irreparabili. Controllare quindi solo la data di scadenza indicata sulla confezione dei vari prodotti può quindi non essere sufficiente.

Un’impostazione semplice anche per i meno esperti

I frigoriferi di nuova generazione possono essere manovrati senza troppa difficoltà anche dai meno avvezzi con la tecnologia. In questo genere di dispositivi il termostato, inserito per modificare autonomamente la temperatura, è solitamente posizionato all’esterno e può quindi essere controllato facilmente. Nella maggior parte dei casi i valori numerici sono disponibili in formato digitale, quindi pienamente visibili.

Per essere certi di non commettere errori si possono tenere presenti alcune regole generali. In generare, è meglio non andare mai al di sotto dei 4°C, ma allo stesso tempo non superare  i 7°C. Oltrepassato questo livello, infatti, può accadere facilmente che soprattutto alcuni tipi di alimenti possano andare a male. Diversa è invece la situazione per il congelatore, spesso venduto in combinata con il frigo (è la soluzione ideale per chi non ha ambienti particolarmente spaziosi). Qui si può andare dai -24°C a -18°C.

C’è inoltre un aspetto che non deve essere trascurato: anche la collocazione delle pietanze all’interno di questo particolare elettrodomestico non dovrebbe avvenire in modo casuale. La temperatura, infatti, varia in maniera graduale di 2°C man mano che si passa da un ripiano all’altro. Iin alcuni casi la variazione va dall’alto verso il basso, in altri dal basso verso l’alto; è quindi necessario verificare in quale categoria rientri il proprio apparecchio.

A ogni alimento la sua posizione nel frigorifero

Controllare periodicamente la temperatura del frigorifero non può però bastare per assicurarsi che i cibi contenuti all’interno non vadano male. È consigliabile infatti anche valutare la posizione in cui i vari alimenti vengono conservati all’interno dell’elettrodomestico. Un aspetto che per molti può sembrare superfluo, ma che in realtà non lo è proprio per il principio esposto prima: ogni ripiano all’interno dell’apparecchio può assumere gradi differenti. A seconda di quello che decidiamo di conservare, è bene quindi scegliere con attenzione la disposizione ritenuta più consona.

Nella parte dove solitamente si raggiungono i 5-6° C, la zona meno fredda, si possono mettere prodotti che hanno sì bisogno di essere refrigerati, ma non in misura eccessiva. Ne sono esempio yogurt, panna, formaggi, creme, passate di pomodoro e dolci.

Il punto intermedio (qui solitamente si arriva intorno ai 4° C può invece essere adatto per i vari tipi di salumi o per i cibi che abbiamo già cucinato, ma che vogliamo finire di consumare in un secondo momento. In quest’ultimo caso il frigorifero rappresenta la scelta migliore per far sì che durino più a lungo. Nel caso del pesce, però, è consigliabile non andare oltre i due giorni dal momento della preparazione.

C’è inoltre una zona ancora più fredda, dove si si può arrivare all’incirca intorno ai 2° C. Qui è raccomandabile mettere da parte carne e pesce, ma con un avvertimento: dovranno essere mangiati il prima possibile per non andare incontro a sorprese sgradite. Ormai tutti i frigor, indipendentemente dalle dimensioni, sono dotati anche di un’area, solitamente collocata in basso, con uno o più cassetti, dove la temperatura si aggira intorno agli 8° C. Praticamente tutti scelgono di sistemare in quest’area frutta e verdura fresca, in grado di mantenersi in uno stato simile all’acquisto solitamente fino a un massimo di sette giorni. Da non dimenticare lo sportello, che nella maggiore parte dei casi presenta altri due o tre ripiani: è l’ubicazione migliore per la salsa di pomodoro, bottiglie, panna, creme e scatolette di tonno.

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