Bolletta Enel non residente: cosa cambia per gli utenti

Bolletta Enel non residente: cosa cambia per gli utenti
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di | 27-09-2019 | Enel

In caso di bolletta Enel per un contratto da non residente, ovvero quella che si riceve per la seconda casa, gli importi da pagare sono parzialmente differenti rispetto a quelli previsti per il contratto di fornitura della casa di residenza. In linea di massima, si potrebbe pensare di dover pagare meno proprio perché il consumo di luce o gas (o eventualmente di entrambi se si ha sottoscritto un’offerta dual fuel con Enel) sia minore, ma non è così: questo, a parità di consumi elettrici, accade perché i costi fissi sono più elevati. È bene quindi prestare la massima attenzione alla gestione delle varie utenze.


Sommario

Bolletta Enel non residente – Considerazioni diverse per prima e seconda casa

Avere una seconda casa, magari da utilizzare per trascorrere un periodo di vacanza, può essere particolarmente utile. Avere un appoggio di questo tipo può servire anche se si dovesse decidere di passare un weekend lontano da casa per distrarsi dallo stress quotidiano. Tutto questo, però, inevitabilmente, comporta dei costi legati alla gestione dell’abitazione che non si possono sottovalutare.

Qual è la differenza tra la bolletta di un cliente “Residente” e “Non Residente”? Gli intestatari delle utenze sono gli stessi, ma in quest’ultimo caso il domicilio è in un’altra abitazione.

Grazie ai vantaggi del mercato libero, si ha la possibilità di scegliere la società a cui affidarsi sulla base della proposta che si ritiene sia in grado di rispondere appieno alle proprie esigenze anche per la seconda casa.

Bolletta per non residente: la più colpita dalla riforma tariffaria

La situazione sta cambiando in maniera graduale attraverso l’approvazione di una specifica riforma partita nel 2016, delibera 582/2015/R/eel e imposta da una direttiva europea con l’obiettivo di rendere la situazione italiana al pari di quella degli altri Paesi. Il provvedimento sta entrando in vigore progressivamente con l’obiettivo di andare a regime entro il prossimo anno. A differenza del passato non c’è più una distinzione tra la luce e il gas: per quanto riguarda l’energia elettrica l’Autorità prevedeva tariffe più elevate per le seconde case, mentre non c’erano sostanziali variazioni per quanto riguardava il gas metano. Ora invece si deve prendere in considerazione una sostanziale equiparazione per acqua, luce e gas:

  • Non è più in vigore la progressività, ovvero una norma che comportava un costo più elevato per il kWh maggiori erano i consumi rilevati all’interno dell’abitazione;
  • I costi di rete sono conteggiati sulla base della potenza impiegata e non più in base ai kWh consumati dal cliente;
  • Intervento sugli oneri di sistema: costi definiti dall’Arera trimestralmente e validi per tutti i fornitori, sia in regime di tutela che sul mercato libero. Gli oneri di sistema vengono calcolati in base a tre principi: la quota fissa, la quota potenza (anch’essa calcolata su base annuale) e la quota variabile (basata sul consumo).

La distinzione tra clienti residenti e non residenti si mette in mostra proprio in riferimento agli oneri di sistema. Per i clienti residenti gli oneri di sistema vengono applicati in base a 2 scaglioni di consumo (fino a 1800 kwh e oltre 1800 kwh annui consumati), mentre per i clienti non residenti, la quota consumo prevede uno scaglione unico. Nelle seconde case, dove si resta solitamente in un periodo limitato dell’anno, i consumi di energia risultano essere più bassi, mentre l’importo presente in bolletta, a parità di consumi, è comunque più elevato.

L’obiettivo dichiarato per questo provvedimento è quello di rendere la bolletta più trasparente ed eliminare quindi la sensazione di disparità che si avvertiva nel conteggio delle spese tra prima e seconda casa (ecco qui di seguito alcuni consigli per chi desidera risparmiare sulla seconda casa).

Occhio all’autocertificazione richiesta da Enel

Non mancano le situazioni in cui l’applicazione delle tariffe non residenti non avviene in modo corretto. A volte, infatti, si sono riscontrati casi di fatture in cui veniva segnalata la non residenza, con con importi più elevati da pagare. Ogni possibile fraintendimento può essere risolto presentando, entro un tempo massimo di cinque mesi in caso di nuovo allaccio, un’autocertificazione. Questa serve proprio per indicare quale sia l’abitazione in cui si ha la residenza.

Nel caso di Enel, si può provare a far valere una proroga di 30 giorni. Se anche questa non viene rispettata sarà applicata la tariffazione superiore. È quindi bene verificare l’indicazione che viene solitamente riportata in bolletta. Qualora venga rilevata un’inesattezza, è possibile fare ricorso provvedendo il prima possibile a compilare e firmare l’autocertificazione e inviarla al fornitore corredata di una copia di un documento dellinstestatario. Grazie a questo l’azienda rimborserà la parte eccedente versata sotto forma di conguaglio sulla fattura successiva.

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