Costo allaccio Enel su contatore esistente: ecco in cosa consiste

Costo allaccio Enel su contatore esistente: ecco in cosa consiste
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di | 11-07-2019 | Enel, Energia

Quando ci si trasferisce in una nuova abitazione un cliente ha la possibilità di decidere in maniera del tutto consapevole quale sia l’operatore a cui affidarsi per le utenze domestiche. Tutto questo è possibile grazie al mercato libero, che diventerà definitivo a partire dal 1° luglio 2020 ma di cui già da ora è possibile approfittarne per goderne appieno i vantaggi (clicca qui se vuoi conoscere a quali conseguenze si può andare incontro se non ci si dovesse mettere in regola entro tale data). Una situazione simile può accadere anche se si è intenzionati ad effettuare l’allaccio con Enel su un contatore esistente. Ecco come bisogna muoversi e i costi da sostenere in questi casi.

Sommario

Costo allaccio Enel contatore esistente: cos’è il subentro e quando farlo

Ormai da tempo Enel non detiene più il monopolio per la fornitura di energia elettrica in Italia ma continua a essere uno degli operatori più apprezzati in modo particolare per le offerte vantaggiose e l’affidabilità. Non manca la possibilità di scelta: una volta individuato se si ritenga più adatto sottoscrivere una tariffa monoraria o bioraria (clicca qui per conoscere quali sono le fasce orarie che consentono di risparmiare), l’utente ha modo di scegliere quale offerta ritenga più adatta per soddisfare bisogni e abitudini.

Qualora ci si trovi a trasferirsi in una casa in cui il contatore è già presente, ma si ha la necessità di effettuare un allaccio ci si deve muovere per presentare richiesta di un subentro. Cosa si intende con questo termine? Non è altro che richiesta di attivazione di una fornitura di gas o energia elettrica disattivata. Attenzione però a non confonderlo con la voltura, che è invece una richiesta di modifica dell’intestazione del contratto di una fornitura ancora attiva, sia esso di energia elettrica o gas.

Un’operazione di questo tipo può essere quindi eseguita quando si ha la necessità di riattivare un contatore disattivato o già chiuso e non comporta particolari disservizi per chi vive all’interno dell’abitazione.

Subentro Enel – Tempi e documenti richiesti

Quando si deve effettuare un’operazione che coinvolge uno degli impianti presenti in casa il timore è che questo possa generare problemi o addirittura diversi giorni in cui si dovrà rinunciare alla fornitura. L’obiettivo di tutti i gestori del settore è infatti di fare il possibile per ridurre i disagi.

Tutto avviene invece in maniera piuttosto rapida, pur tenendo conto della tempistica necessaria per far sì che l’atto vada a buon fine a livello amministrativo.

Non appena viene inviata la documentazione, entro massimo due giorni questa sarà spedita al Distributore. L’azione andrà a buon fine, se non vengono rilevate irregolarità seguendo la normativa prevista dalla Delibera 147, ovvero:

  • 5 giorni lavorativi da calcolare dal momento della presentazione della richiesta da parte di Enel al Distributore se si tratta della fornitura di energia elettrica;
  • Il tempo sale invece a 10 giorni lavorativi se si tratta della fornitura di gas.

Una volta ricevuta tutta la certificazione opportunamente firmata dalla persona a cui sarà intestato il contratto, è previsto l’invio al Distributore territorialmente competente.

Nella pratica sarà necessario indicare alcune specifiche informazioni, che saranno poi presenti nel nuovo contratto. Sono infatti necessari:

  • Il codice fiscale;
  • Il cche permette di risalire al contatore nel caso della fornitura di energia elettrica o il il codice PDR per la fornitura del gas. Entrambe le informazioni sono facilmente reperibili: basta consultare le bollette inviate al vecchio intestatario o verificare il cartellino presente a fianco del contatore;
  • In alternativa, può andare bene per queste situazioni anche il codice cliente composto da nove cifre;
  • l’ultima lettura del contatore, necessaria per chiudere il vecchio contratto e far partire il nuovo.

Nell’arco di pochissimi giorni il nuovo accordo, con i dati richiesti opportunamente inseriti, sarà inviato presso un indirizzo email o fisico e dovrà essere restituito a Enel opportunamente firmato.

Il costo del subentro con Enel

L’operazione di subentro richiede la necessità da parte dell’utente che lo richiede di sostenere una spesa, ma con costi comunque piuttosto contenuti.

Per quanto riguarda la fornitura di energia elettrica è previsto un onere amministrativo pari a 26,13 euro, a cui si deve aggiungere un corrispettivo commerciale di euro 23. Complessivamente sono quindi necessari 49,13 euro + IVA.

Se invece si deve effettuare un’operazione che coinvolge la fornitura di gas naturale l’onere amministrativo è di 30 euro, mentre il corrispettivo commerciale è di 23 euro + IVA.

A vigilare sull’entità del prezzo da versare è Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA).

Qualora si decidesse di effettuare il pagamento attraverso bollettino postale è previsto l’addebito del deposito cauzionale. Per chi invece dovesse preferire la domiciliazione bancaria o postale, scelta sempre più diffusa anche per il pagamento delle bollette (scopri qui di seguito tutti i vantaggi di questa scelta) non è richiesto alcun deposito cauzionale.

Riattivazione contatore Enel dopo distacco – Attenzione alla situazione pregressa

In linea generale un utente che si trova a effettuare un subentro con Enel dovrebbe verificare anche la situazione relativa al vecchio contratto che era attivo e collegato a quel contatore per evitare di andare incontro a brutte sorprese.

Le bollette arretrate non pagate con regolarità dal precedente intestatario della fornitura non saranno comunque addebitate alla persona che si prenderà carico del nuovo contratto. Enel Energia avrà comunque il diritto di operare per tutelare il proprio credito in presenza di vecchie morosità legate a quel punto di fornitura. Il gestore si preoccuperà così di verificare gli archivi in suo possesso, ma anche quelli di dominio pubblico, per cercare di capire se esistano eventuali relazioni tra cliente richiedente e precedenti intestatari. L’obiettivo di questa operazione è proprio quello di lavorare con il massimo della trasparenza nei confronti di tutti. Non è infatti così inusuale rinvenire situazioni in cui si decide di riattivare un contatore che era ormai disattivato da tempo sperando di venire meno agli obblighi legati alle pendenze nel passato. Non si esclude quindi che l’azione possa non andare a buon fine in caso di eventuali incongruenze.

Qualora questa azione dovesse provocare ritardi nell’attivazione dell’accordo non mancheranno comunque comunicazioni tempestive da parte dell’azienda pensate per rendere proprio il rapporto da instaurare tra le parti all’insegna della fiducia reciproca.

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