Quanto pesano le rinnovabili sul fabbisogno energetico

Quanto pesano le rinnovabili sul fabbisogno energetico
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di | 06-06-2014 | Energia Rinnovabile

pannelli20solari Le fonti di energia rinnovabile coprono oggi circa il 36% della domanda elettrica degli abitanti dell’Italia.

Cala l’apporto dal termoelettrico, mentre il fotovoltaico copre il 7,36% della domanda di energia elettrica.

L’energia pulita è ormai un contributo fondamentale per il fabbisogno del nostro Paese e dovrà rimanere nell’agenda dei governi perchè sappiamo quanto siano pessimiste molte previsioni sulla durata dell’attuale “economia basata sul petrolio”.
Lo dicono i dati forniti da Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione elettrica lungo tutt’Italia.
Sebbene la domanda di energia per il mese di luglio 2013 sia diminuita del 3,6% rispetto allo stesso periodo del 2012, il peso dell’energia da fonti rinnovabili è sempre più elevato.

Offerte energia elettrica

 Per dare alcuni numeri utili a meglio comprendere i rapporti e i pesi, il contributo mensile delle rinnovabili elettriche nel complesso risulta del 40,5 per cento e sulla domanda del 35,9 per cento.
Quella del fotovoltaico in particolare è stata la quota più consistente: da solo, l’energia solare ha contribuito sulla offerta del mese per l’11,1% e sulla domanda per il 9,8%.

Il termoelettrico, invece, è in forte calo con un -14,1% rispetto al luglio 2012.
Se si considera un periodo più lungo, nei sette mesi che vanno da gennaio a luglio di quest’anno (rispetto allo stesso periodo del 2012) la produzione di energia da fonti rinnovabili nel complesso è stata del 39,9 per cento. In particolare, quella da fotovoltaico ha segnato un aumento del 19,8 per cento (quasi 3,3 TWh in più).
In grande crescita anche la produzione idroelettrica, +34% , e quella di energia eolica, con un aumento del 25,5 per cento!

Per quanto riguarda il computo dell’import-export, l’Italia è riuscita a soddisfare il proprio fabbisogno per l’88,2 per cento con produzione nazionale e per la quota restante con le importazioni.

La differenziazione su base macro-regionale infatti è stata molto netta: di 1,9 punti percentuali al Nord, di 4,3 al centro e di 5,3 al Sud.

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