Biocarburanti competitivi dagli scarti dell’uva!

Biocarburanti competitivi dagli scarti dell’uva!
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di | 07-09-2015 | Energia Rinnovabile

Uva e biocarburantiIl mondo dell’energia ecosostenibile cerca e trova nuove risorse anche sulla tavola. Dallo scaldare gli animi o accendere il palato dando valore ai pasti, ora il vino diventa possibile materia prima per la generazione di biocarburanti competitivi. A essere più precisi sono gli scarti dell’uva ad essere al centro di una ricerca dell’Università di Adelaide, in Australia, che confermano la possibilità di produrre biocarburanti dal famoso frutto di bacco.

A quanto pare, la fermentazione di tonnellate di questi scarti (steli, semi e vinaccia) permettono di ricavare fino a 400 litri di biocarburante. Essendo base di etanolo, la fermentazione di queste biomasse genera un prodotto utile ad essere impiegato secondo il principio dei carburanti. Quello che colpisce di più è che a quanto pare, il carburante prodotto sarebbe addirittura economico e tecnicamente biofeul. Questo è quello che conferma anche Rachel Burton, docente dell’università di Adelaide.

La ricerca è stata effettuata utilizzando una sperimentazione su due tipologie di uva: Sauvignon Blanc e Cabernet-Suvingon. La scoperta sconvolgente arriva dai risultati provenienti dai carboidrati dei quali le due varietà sono composte. Altamente redditizie in fase di fermentazione, sono in grado di trasformarsi quasi totalmente in etanolo. La resa è inoltre ottima, almeno basata sul test effettuato di 270 litri per ogni tonnellata di vinaccia. Cifre inoltre incrementabili con un processo di potenziamento a base di acidi ed enzimi.

Kendel Corbin, ricercatore australiano che ha partecipato al progetto, conferma che puntare sull’utilizzo delle biomasse vegetali può comunque risultare rischioso a causa della natura complessa e della incertezze dettate dalla chimica. Resta il fatto che la tecnologia rivoluzionaria potrebbe rappresentare una delle più redditizie nel mondo delle rinnovabili. Non solo per la facilità di fermentazione ma soprattutto per il rapporto quasi nullo tra materiale di scarto e trasformazione in etanolo.

La documento di ricerca del team australiano è stato pubblicato nella rivista Bioresource Technology e ha già sollevato grande interesse. Le rinnovabili restano un panorama di forte esplorazione e grande innovazione ancora tutta da scoprire. Le possibilità di trovare la giusta equazione tra produzione e risparmio resta obiettivo principale ma il coefficiente di rischio e investimento continua ad essere un deterrente per molte istituzioni. La ricerca continua. Chissà che magari un giorno avremo una scusa in più per bere un buon bicchiere di vino.

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