Abolizione maggior tutela: probabile dietrofront del governo sulla proroga

di | 18-12-2019 | Energia, News e Varie
Abolizione maggior tutela: probabile dietrofront del governo sulla proroga

Negli ultimi giorni sembrava ormai nell’aria un cambiamento importante per molti nostri consumatori, la proroga della data dell’abolizione della maggior tutela, inizialmente prevista per il 1° luglio 2020 e destinata invece a slittare a partire dal 1° gennaio 2022. Tutto questo sembrava possibile grazie a un sub-emendamento alla manovra presentato da Elisa Pirro (M5s), ma il Senato, salvo cambiamenti dell’ultimo minuto, sembra intenzionato a fare marcia indietro. Chi non lo ha ancora fatto dovrà quindi inevitabilmente muoversi già nei prossimi mesi per passare in via definitiva al mercato libero.


Sommario

Abolizione maggior tutela – Passo indietro del governo sulla proroga

Il mercato libero dell’energia non è ancora entrato ufficialmente in vigore, ma ormai da qualche tempo è possibile usufruire dei vantaggi di questa misura. Sono diversi infatti i fornitori che propongono offerte che propongono importanti agevolazioni: non solo una tariffa conveniente sul piano economico, ma soprattutto con la garanzia di non subire aumenti per un determinato periodo di tempo, l’ideale per ridurre il più possibile le brutte sorprese non appena ci si trova la bolletta tra le mani. Nessun problema nemmeno in caso di insoddisfazione: cambiare fornitore infatti non prevede alcun costo, né la necessità di interventi sul contatore e disattivazioni dal servizio.

Nonostante tutto, sono ancora diversi, forse con l’idea di fare un salto nel vuoto, ad essere rimasti legati a una tariffa con il mercato tutelato in attesa di capire come muoversi al meglio.

La data del passaggio definitivo alla nuova fase, prevista a partire dal 1° luglio 2020, sembrava essere però destinata a cambiare. Un subemendamento inserito all’interno della nuova manovra economica e proposto dal senatore del Movimento Cinque Stelle Elisa Pirro, sembrava infatti destinato a modificare le carte in tavola. La politica aveva infatti invitato a mettere in atto una proroga maggior tutela, che sarebbe stata in vigore fino alla fine del 2021 per poi far partire il mercato libero dal 1° gennaio 2022.

A sorpresa, però, l’idea sembra essere destinata a saltare. La data ufficiale per la fine del mercato tutelato resta quindi il 30 giugno 2020.

La novità non troverà certamente parere favorevole da parte dell’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente), che aveva indicato come ritenesse più saggio affrontare la situazione in modo più graduale per far sì che anche i consumatori potessero essere più consapevoli di quello a cui avrebbero potuto andare incontro e non farsi cogliere impreparati. La questione non è comunque da non sottovalutare: secondo le stime, infatti, coinvolgerebbe quasi 18 milioni di utenze nel settore elettrico e quasi 10 milioni in quello del gas. Chi si trova in questa situazione finora ha ritenuto di non essere così penalizzato: spesso, infatti, anche le tariffe determinate ogni tre mesi dall’Autorità si sono rivelate comunque tutto sommato competitive.

Anche questo parziale dietrofront non dovrebbe essere interpretato in modo così negativo. I rinvii, infatti, possono servire a ben poco se questo non porta anche a una presa di posizione precisa da parte degli operatori, chiamati a comportamenti che possano rendere il cliente finale consapevole di come la novità debba essere interpretata innanzitutto come qualcosa di positivo.

Mercato tutelato proroga – Cosa devono aspettarsi i consumatori

In attesa di ulteriori precisazioni da parte dell’esecutivo, è bene quindi cercare di capire come debbano muoversi gli utenti coinvolti.

In questa fase di transizione, destinata quindi a durare ancora poco più di sei mesi, spetta a ogni titolare di un’utenza decidere come comportarsi e scegliere non solo il fornitore a cui affidarsi per la luce e il gas, ma se preferiscano una tariffa già con il mercato libero o restare ancora con il regime di maggior tutela. Il confronto tra le varie proposte disponibili resta comunque già da ora uno strumento da utilizzare per capire quale sia la soluzione che meglio si addice alle proprie esigenze.

Con il passare delle settimane, però, sarà inevitabilmente necessario prendere una decisione definitiva. Non appena il mercato tutelato scadrà, ai clienti di piccola dimensione che ancora non avranno un contratto nel mercato libero la fornitura sarà comunque garantita. Successivamente dovranno stipulare un nuovo contratto ben sapendo che non subiranno disagi di alcun tipo. L’erogazione del servizio, infatti proseguirà senza alcuna modifica, ma non sarà nemmeno necessario presentare una comunicazione di recesso; ogni aspetto relativo alla chiusura del vecchio accordo in essere sarà preso in carico dall’azienda a cui si deciderà di affidarsi (clicca qui di seguito se desideri avere una panoramica sulle conseguenze a cui andrà incontro chi non si sarà regolato entro la data prestabilita).

In caso di dubbi sull’offerta a cui aderire sarà fondamentale avere piena consapevolezza dei propri consumi e capire se ci siano momenti della giornata in cui si concentrano maggiormente i consumi (clicca qui di seguito se desideri ricevere informazioni su quali siano le fasce orarie che consentono di risparmiare energia). Un’ulteriore supporto potrebbe poi arrivare dalla consultazione del Portale Offerte, il servizio online predisposto dall’ARERA che consente di effettuare un confronto aggiornato sulle proposte disponibili. Qui è possibile anche prendere in considerazione tariffe con condizioni contrattuali standard e a prezzo libero (le cosiddette “PLACET“).

Non farsi trovare impreparati e iniziare a guardarsi attorno sin da ora può essere comunque la scelta migliore. Il primo rinvio alla fine del mercato tutelato era stato deciso nel 2018, ma già un anno fa molti avevano trovato una comunicazione ad hoc direttamente in bolletta in cui veniva ricordato come fosse possibile cambiare fornitore in ogni momento, ma soprattutto senza alcuna ripercussione sulla gestione della fornitura nè conseguenze sul piano economico. Non è ancora noto se a breve si decida di inserire un ulteriore messaggio con caratteristiche simili, ma non appena le idee saranno più chiare non è certamente da escludere.

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