ARERA: proroga della agevolazioni per il cambio potenza contatore

di | 05-06-2019 | Energia
ARERA: proroga della agevolazioni per il cambio potenza contatore

L’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA) prorogato fino alle fine del 2019 le agevolazioni per le famiglie italiane, che riguardano il cambio della potenza del contatore. I clienti domestici che scelgono di cambiare potenza del contatore, potranno usufruire del servizio privo del contributo fisso amministrativo (circa 27€) e di una riduzione di circa il 20% sul contributo totale previsto per ogni kW di potenza aggiuntiva. Inoltre, è stato introdotto il diritto di ripensamento da parte del cliente.

Vediamo insieme le conferme e le novità dell’Autorità dell’energia sul tema cambio potenza impegnata del contatore.

Sommario

Potenza elettrica del contatore: cosa è cambiato nel 2017

La potenza del contatore è una caratteristica fondamentale del servizio di fornitura energia elettrica, dato che si tratta, appunto,  della potenza impegnata dal contatore per fornire elettricità alla casa.

La potenza si misura in chilowatt (kW) e è possibile ricavare tale importate informazione nella bolletta dell’energia elettrica.

Secondo l’Arera oltre il 90% della case italiane tale limite di prelievo è di 3kW di potenza impegnata. Fino all’inizio del 2017 questo valore ha rappresentato la normalità, dato che i diversi scaglioni che il cliente domestico poteva scegliere (1,5; 3; 4,5 e 6kW) erano alternative troppo limitate (impegnare solo 1,5kW avrebbe comportato il rischio di frequenti “scatti” del contatore) o troppo costose (impegnare 4,5 kW avrebbe comportato un deciso aumento della bolletta) e quindi poco convenienti.

Dal 1° gennaio 2017 sono entrate in vigore nuove regole che consentono alle famiglie di adeguare la potenza impegnata del proprio contatore in base all’utilizzo di energia elettrica. I clienti domestici possono, infatti, selezionare il valore della potenza più adatta alla proprie esigenze, dato che è divenuto possibile scegliere tra un numero molto più ampio di livelli di potenza, con passaggi da 0,5kW per le fasce di potenza più utilizzate dagli italiani. Il cliente può quindi scegliere: da 0,5kW fino a 6kW di potenza impegnata a “scatti” di 0,5 e a scatti di 1kW da 6 a 10kW (per valori superiori su scatta di 5kW in 5kW.

Proroga delle agevolazioni fino alla fine del 2019

Un’altra novità del 2017 riguarda i costi una tantum richiesti per compiere la variazione contrattuale sell’impiego di potenza. Dal 1° aprile 2017 il cambio costa meno dato che è stato annullato il contributo amministrativo di circa 27 euro. L’eliminazione di tale contributo è prorogata fino alla fine del 2019; inoltre è ridotto del 20% il contributo previsto per ogni kW di potenza aggiuntiva e viene introdotto una sorta di “diritto di ripensamento”: il contributo in euro/kW non sarà dovuto qualora l’aumento di potenza sia successivo a una precedenti riduzione effettuata sullo stesso contatore tra il 2017 e il 2019 o verrà restituito qualora il cliente decida di rinunciare alla potenza aggiuntiva precedentemente richiesta.

Per fare un esempio concreto, se fino al 31 marzo 2017 coloro che hanno richiesto un cambio di potenza hanno speso 126,01 euro (23 euro di contributo fisso al venditore + 26,48 euro di contributo amministrativo al distributore + 76,53 euro per il kw di potenza disponibile aggiuntiva), da oggi e fino a dicembre 2019 si spenderà 83,86 euro (23 euro di contributo fisso al venditore + 0 euro di contributo amministrativo al distributore + 60,84 euro per il kw di potenza disponibile aggiuntiva).

Per quanto riguarda invece le riduzioni di potenza, l’unico costo applicato nel Mercato tutelato sono i 23 euro una tantum dovuti al venditore.

Anche ai clienti del mercato libero il contributo al distributore viene azzerato, mentre il contributo fisso al venditore e il costo per il kW di potenza aggiuntiva dipenderà da quanto previsto dai singoli contratti (se volete sapere quanto costa cambiare potenza del contatore con Enel Energia, cliccate qui).

Perché cambiare kW di potenza può far risparmiare sulla bolletta

Le ragioni principali per apportare variazioni contrattuali sul proprio contatore, sono due:

  1. Perché si vuole migliorare il proprio comfort e/o la propria efficienza energetica, installando nuovi apparecchi o riducendo i casi in cui “scatta” il contatore;
  2. Perché si vuole risparmiare in bolletta dato che non si impiega a pieno la potenza che è stata contrattualmente impiegata.

Per quanto riguarda il primo caso, deve essere specificato che i contatori dell’energia elettrica sono dotati, di un meccanismo che interrompe momentaneamente la fornitura quando, ad esempio, si accendono contemporaneamente più elettrodomestici e si supera il limite previsto di prelievo che è definito dal contratto di fornitura. In tal caso, aumentare la potenza impegnata del contatore permette di evitare continui scatti di corrente.

Ad esempio, potrebbero trarre vantaggio da un aumento di potenza coloro che vogliono installare apparecchi elettrici a alta efficienza energetica.

Per quanto riguarda, invece, il risparmio in bolletta, deve essere considerato che ogni kW di potenza impegnata pesa in bolletta per circa 23-24 euro/anno, questa è l’entità del risparmio che si può ottenere se si riduce di 1kW la potenza del contatore, qualora ci si accorga che per i propri bisogni energetici, i kW impiegati siano eccessivi.

Ad esempio potrebbero trarre vantaggio da una riduzione di potenza tutti coloro che abitano in una casa di piccole o medie dimensioni e che fanno un uso limitato di elettrodomestici a alto consumo energetico. In tal caso 3kW potrebbero essere troppi: basterebbero 2 o 2,5kW di potenza. Riducendo di un 1kW la potenza si risparmierebbero ben 23 euro (un risparmio superiore anche a quello che si può oggi ottenere con una tariffa bioraria.

Vi ricordiamo che per conoscere la potenza attuale del vostro contatore vi basterà ricavare il dato dalla vostra bolletta luce.

P max prelevataP impegnata necessariaRisparmio rispetto ai 3 kW
Tra 2,3 e 2,7kW2,5kW11,68€/anno
Tra 1,6 e 2,2kW2,0kW23,36€/anno
Tra 1,1 e 1,6kW1,5kW35,04€/anno
Minore di 1,1kW1,0kW46,72€/anno

 

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