Cosa si paga nella bolletta della luce? Tutte le voci di costo

Cosa si paga nella bolletta della luce? Tutte le voci di costo
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di | 28-09-2018 | Energia

A cosa corrispondono le voci di spesa che si leggono sulla bolletta della luce? Quando si stipula un contratto di fornitura per l’energia elettrica di casa, ai clienti non vengono spiegate esaustivamente tutte le voci che determinano il prezzo complessivo della fornitura da saldare. Così ci si ritrova con una bolletta  incomprensibile che bisogna analizzare. Tra l’altro, anche dopo aver cercato le relative informazioni, non sempre si capisce a cosa si riferiscano tutte quelle voci di spesa. Di positivo c’è che, qualsiasi gestore abbiate, lo schema della bolletta deve rimanere invariato, così come sancito dall’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA).

ComparaSemplice.it ha analizzato per voi, tutte le voci di spesa e vi spiega, in una guida definitiva, cosa effettivamente i clienti energia pagano in ogni bolletta del servizio di fornitura per l’elettricità.

Sommario

Bolletta della luce: le componenti che ne costituiscono l’importo

La sezione della bolletta della luce che ci interessa e che vogliamo analizzare, voce per voce, è quella degli “importi fatturati”. Tali importi, che vengono segnati sulla prima pagina della fattura, costituiscono il totale da corrispondere al fornitore per usufruire del servizio. Le componenti che costituiscono l’importo sono:

  • La Materia Energia
  • Trasposto e Gestione del contatore
  • Gli Oneri di sistema
  • Le imposte

Analizziamo, una ad una, tutte le voci.

La Materia Energia

La spesa per la materia prima energia comprende tutte le voci che si riferiscono all’acquisto dell’energia, al dispacciamento (vedi sotto) e alla commercializzazione al cliente finale. Insieme, queste attività costituiscono i “servizi di vendita”: si tratta della principale voce della bolletta, in quanto comprendono tutti i servizi e le attività svolte dal fornitore per acquistare e rivendere energia elettrica.

È la voce che interessa di più i consumatori, poiché subisce differenziazioni a seconda della tipologia del mercato (libero o tutelato) e delle offerte formulate dai diversi fornitori di energia.

I servizi di vendita si distinguono in due voci di costo:

  • Quota fissa dei servizi di vendita: costo fisso applicato al servizio di vendita dovuto dagli utenti attivi, a prescindere dai consumi di energia.
  • Quota Energia: costo dell’energia effettivamente consumata nel periodo di riferimento della bolletta.

Ciascuna della due sezioni è suddivisa a sua volta in:

Quota fissa dei servizi di vendita:

  • Costo di commercializzazione e vendita
  • Componente di dispacciamento

Quota energia:

  • Prezzo energia
  • Perdite di Rete
  • Prezzo di dispacciamento

Lo schema può aiutare a rendere più chiare le sezioni e sottosezioni.

La Quota fissa

Costo di commercializzazione e vendita

È il costo stabilito dall’Autorità sulla base della spesa media affrontata dai venditori del mercato libero per il rifornimento di energia del cliente.

È sempre presente in bolletta indipendentemente dal consumo di energia registrato del cliente. Potete trovarlo sotto la voce: PVC.

Componente di dispacciamento

Per “dispacciamento” si intende l’attività diretta a impartire disposizioni per l’utilizzo e l’esercizio degli impianti di produzione di energia (le centrali) e della rete di trasmissione dell’energia elettrica.

È in valore negativo perché è a credito del cliente, cioè, non si tratta di un importo che il cliente deve versare per il servizio, ma di un “risarcimento” con il quale viene restituita la differenza tra il costo di commercializzazione e vendita (che ricordiamo essere una media stimata dall’Autorità) e i costi sostenuti dai venditori di energia per la gestione commerciale nel mercato tutelato (cioè l’effettiva spesa sostenuta dagli operatori per il rifornimento del cliente).

In alcuni casi potete anche trovarlo sotto la voce: DISPbt fisso.

La Quota Energia

Prezzo energia

Si tratta del costo al kWh per l’acquisto da parte del cliente dell’energia elettrica. Esso si differenzia a seconda che l’offerta scelta dall’utente ricada in regime di tutela o nel mercato libero.

  • Nel mercato tutelato, il prezzo del kWh è stabilito dall’Autorità e viene aggiornato ogni tre mesi a seconda della spesa che Acquirente Unico (l’Ente incaricato dalla stessa Autorità all’acquisto di energia per gli utenti del mercato tutelato) affronta.
  • Nel mercato libero, i servizi di vendita variano a seconda dell’offerta commerciale.
Perdite di Rete

È il costo che va a coprire le inevitabili perdite di rete durante il trasporto di energia verso l’abitazione del cliente finale.

La percentuale che il cliente deve versare per le perdite di rete è stabilita dall’Autorità. Oggi è fissata, per l’utente in bassa tensione, al 10,4% dell’energia prelevata.

Prezzo di dispacciamento

È il costo per mantenere in equilibrio costante il sistema elettrico: viene assicurata l’equità tra la quantità di elettricità prelevata dalla rete destinata al cliente finale e la quantità immessa dagli impianti produttivi.

Per comprendere meglio questa definizione è utile capire, a grandi linee, come è composta la filiera elettrica.

Da un punto di vista puramente tecnologico la filiera si compone di quattro fasi:

  1. Generazione di energia elettrica (nelle centrali)
  2. Trasmissione dalla rete di trasporto (che ha inizio dalla centrale) alla rete a alta tensione. Il passaggio viene gestito dalla società Terna, il gestore della rete di trasmissione nazionale. La Terna si occupa, inoltre, della trasmissione dell’energia elettrica alla rete di distribuzione regionale e locale.
  3. Distribuzione: La società di Distribuzione locale consegna l’energia elettrica ai clienti finali (POD) per conto della società di vendita.
  4. Metering: le società di Distribuzione sono responsabili anche delle attività di rilevazione e misura dei consumi energetici degli utenti, che poi riferiscono alla società di vendita.

È in quest’ultima fase che si inserisce il prezzo di dispacciamento: dopo aver calcolato i consumi del cliente il fornitore ha ben chiaro di quanta energia ha effettivamente usufruito l’utente. Dato che i consumi sono inferiori rispetto alla quantità di energia prelevata dalla rete, il prezzo del dispacciamento copre il costo dell’elettricità che è comunque stata preevata.

Nel mercato tutelato l’Autorità aggiorna ogni tre mesi un valore che determina la spesa per il singolo consumatore in proporzione ai suoi consumi. Nel mercato libero, invece, il costo dipende dal contratto proposto dall’azienda venditrice al cliente.

Spesso il costo di dispacciamento si trova sotto la voce: DISPbt variabile.

Trasporto e gestione

Nella sezione “trasposto e gestione” si trovano elencati i costi per i servizi di rete, ossia i costi da corrispondere all’azienda venditrice per coprire le spese sostenute dalla stessa per:

  • Il trasporto dell’energia fino al contatore del cliente
  • La gestione del contatore
  • La lettura dei consumi

Le tariffe per ognuna di queste voci sono state stabilite dall’Autorità in maniera uniforme per tutto il territorio Nazionale attraverso parametri che tengono conto dell’inflazione, degli investimenti realizzati e degli obiettivi di recupero di efficienza. Queste voci, quindi, non sono oggetto di concorrenza tra aziende venditrici.

In bolletta la spesa è suddivisa in tre quote:

  1. Quota fissa: non dipende dai consumi (Distribuzione)
  2. Quota potenza: l’importo varia a seconda della potenza impegnata dal contatore come previsto dal contratto (Gestione del contatore)
  3. Quota variabile: è il costo relativo alla quantità di energia elettrica trasportata per coprire le necessità del cliente

La quota variabile dipende, quindi, dal consumo registrato nel periodo a cui fa riferimento la bolletta ed è suddivisa in scaglioni di consumo.

Importante, affinché la quota variabile non ammonti a cifre molto alte, procedere periodicamente con l’autolettura dei consumi sul contatore della luce e scegliere la migliore offerta del mercato per i propri bisogni di consumo valutando se attivare una tariffa monoraria o bioraria.

Oneri di Sistema

Si tratta dei costi che il cliente deve assolvere per “onere”, appunto, al fine di sostenere interventi di utilità e interesse generale, e sono introdotti da leggi e decreti ministeriali:

  • A3: incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate
  • UC7: oneri per messa in sicurezza del nucleare e compensazioni territoriali
  • A2+MCT: promozione dell’efficienza energetica
  • A4: regimi tariffari speciali per la società Ferrovie dello Stato
  • UC4: compensazioni per le imprese elettriche minori
  • A5: sostegno alla ricerca di sistema
  • AS: copertura del bonus elettrico
  • AE: copertura delle agevolazioni per le imprese a forte del consumo di energia elettrica

Imposte

Infine, nel dettaglio della bolletta si trovano le imposte. Si tratta dei costi dell’imposta erariale di consumo, anche detta accisa, che viene applicata alla quantità di energia consumata indipendentemente dal contratto e dal fornitore scelto, in quanto stabilità dall’Autorità.

Al costo dell’accisa va aggiunta l’IVA che per la fornitura a uso domestico ammonta al 10% mentre per tutti gli altri usi al 22%. Inoltre l’accisa varia a seconda del consumo di energia in kWh: gli utenti domestici con contratto di fornitura usufruiscono di una agevolazione sull’importo dell’imposta in casso di bassi consumi (fino a 1800kWh annui).

È bene sottolineare che i servizi di rete e le imposte riportate nella bolletta, non subiscono variazioni nel passaggio al mercato libero. Si tratta di costi stabiliti per legge e pagati indistintamente da tutti i consumatori in quanto necessari alla gestione del sistema elettrico nazionale.

 

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