Bonus bolletta elettrica 2026: 115€ senza fare domanda, ecco chi ne ha diritto e quando arriva

di | 25-03-2026 | News Gas e Luce

Il nuovo contributo del Governo arriva automaticamente per milioni di famiglie vulnerabili: ecco chi può beneficiarne e quando comparirà in fattura.

Bonus bolletta elettrica 2026: 115€ senza fare domanda, ecco chi ne ha diritto e quando arriva
Confronta

Per mitigare l’impatto dei rincari energetici, il governo ha introdotto con il decreto-legge 20 febbraio 2026, n. 21 («DL Bollette») un contributo straordinario di 115€ per le famiglie più fragili. Il provvedimento, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20/02/2026, è finalizzato alla “riduzione del costo dell’energia elettrica” per le famiglie vulnerabili.

Si tratta in pratica di un importo una tantum che si aggiunge al bonus sociale elettrico ordinario, già riconosciuto automaticamente alle famiglie in condizioni economiche disagiate e ai grandi nuclei familiari. In particolare, l’ARERA (Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente) ha definito le modalità operative: il contributo non richiede domanda da parte degli utenti, ma verrà accreditato automaticamente in bolletta dalla prima fattura utile dopo l’adozione delle delibere attuative. Lo sconto sarà applicato direttamente sulla voce “materia energia” e verrà evidenziato separatamente rispetto alle altre voci di spesa.

Qualora l’importo dovuto fosse inferiore a 115 euro, il credito residuo verrà scalato nelle bollette successive. In caso di cessazione del contratto, invece, il bonus verrà liquidato secondo le regole previste dalla delibera ARERA 63/2021.

Sommario


Il bonus in pillole

Nel 2026 le famiglie con ISEE ≤ 9.796 € (o ≤ 20.000 € con ≥ 4 figli) con fornitura residenziale attiva riceveranno due benefici in bolletta: il bonus sociale ordinario e il nuovo contributo di 115€. Le famiglie con ISEE tra 9.796 e 25.000 euro, invece, non avranno accesso al bonus automatico ma potranno eventualmente beneficiare dello sconto variabile se soddisfano le condizioni di consumo e se il proprio venditore aderisce. Lo schema riassuntivo è il seguente:

  • ISEE ≤ 9.796€ (≤ 20.000 € con ≥4 figli): ricevono bonus sociale + contributo 115€;
  • ISEE tra 9.796 e 25.000€: non ricevono il bonus 115€ (né il bonus sociale), ma potrebbero ottenere l’eventuale contributo sulla base dei consumi, se applicato dal fornitore;
  • ISEE > 25.000€: nessuna delle due agevolazioni di cui sopra.

L’obiettivo complessivo è sostenere i nuclei più vulnerabili riducendo immediatamente le bollette elettriche. Secondo stime di Governo e ARERA, il contributo da 115€ coinvolgerà circa 2,7 milioni di famiglie (finanziati con 315 milioni di euro nel 2026).

Chi potrà ottenere il bonus bolletta elettrica 2026 da 115€

Il bonus elettrico di 115 euro, come accennato inizialmente, spetta ai nuclei che già beneficiavano del bonus sociale elettrico alla data del 21 febbraio 2026 (data di entrata in vigore del decreto). In pratica, rientrano tra i beneficiari:

  • le famiglie in stato di disagio economico: nuclei con ISEE annuo non superiore a 9.796 euro. A partire dal 1° gennaio 2026 la soglia ISEE per l’accesso automatico ai bonus è stata aggiornata da ARERA a tale cifra.
  • famiglie numerose: si parla di nuclei con almeno quattro figli a carico e ISEE fino a 20.000 euro. Anche in questo caso la soglia resta invariata a 20.000 euro.
  • disagio fisico, quindi persone affette da gravi condizioni di salute che utilizzano apparecchiature elettromedicali salvavita (ventilatori, pompe di infusione, ecc.). A differenza degli altri benefici, in questo caso non è richiesto alcun limite ISEE: il bonus per disagio fisico viene riconosciuto indipendentemente dal reddito del nucleo familiare. Tuttavia, l’accesso a questo bonus richiede la presentazione di apposita certificazione ASL e domanda (tramite Comune o CAF).

I destinatari avranno quindi automaticamente in bolletta il contributo di 115€. In sintesi: il nuovo bonus è riservato alle famiglie già vulnerabili secondo i criteri del bonus sociale, cioè con ISEE nei limiti sopra indicati oppure in condizione di disagio fisico con apparecchi salvavita. Tutti gli altri utenti non riceveranno questo bonus specifico.

Come funziona lo sconto in bolletta

Le modalità operative del contributo sono state definite dall’ARERA. Il meccanismo prevede quanto segue:

  • l’erogazione è automatica: come abbiamo visto prima, non serve alcuna richiesta formale. L’ente erogatore (il fornitore di energia o il servizio di maggior tutela) incrocerà le banche dati di INPS e ARERA e accrediterà in bolletta il credito;
  • lo sconto verrà applicato nella prima bolletta emessa successivamente all’attivazione della misura. L’importo verrà evidenziato come voce specifica all’interno della fattura, separata dagli altri oneri. Anche se il cliente cambiasse fornitore dopo la data del 21 febbraio 2026, il bonus verrà comunque erogato dal fornitore originario (o dal gestore maggior tutela per chi non è ancora passati al Mercato Libero) a cui era affidata la fornitura in quella data.
  • il bonus è cumulabile e, quindi, si somma agli altri sconti già in bolletta. In particolare, va aggiungersi alle riduzioni del bonus sociale elettrico ordinario (pari a circa 150–200 euro all’anno per i beneficiari). ARERA ribadisce che questo contributo è cumulabile con tutti gli altri bonus sociali (luce, gas, acqua, Tari) riservati ai nuclei in difficoltà.
  • spalmatura su più bollette: Sebbene il bonus sia un “una tantum” da 115 euro, viene normalmente suddiviso su più fatture. Questo perché agisce sulla componente materia prima energia: se in una fattura mensile/bimestrale la spesa per energia è inferiore a 115 euro, il residuo si trasferisce alle fatture successive fino a esaurimento.

Le prime bollette con il bonus energia elettrica 2026 dovrebbero comparire entro la primavera 2026. L’ARERA ha deliberato il 19 marzo 2026 le norme attuative, per cui l’applicazione pratica si dovrebbe vedere già nei mesi del secondo trimestre 2026.

Il contributo per ISEE fino a 25.000€ (da non confondere con il bonus)

Il decreto Bollette ha introdotto anche una misura aggiuntiva rivolta a nuclei con ISEE medio-bassi non beneficiari del bonus sociale. Per il biennio 2026-2027 i venditori di energia possono (ma non è obbligatorio) riconoscere uno sconto basato sul costo dell’energia ai clienti domestici residenti con ISEE non superiore a 25.000 euro, purché non percepiscano il bonus sociale. Oltre ad essere facoltativo, questo beneficio è variabile: il suo ammontare è pari all’intero valore della componente “Prezzo Energia” (PE) dei consumi effettuati nel primo bimestre dell’anno. In pratica:

  • lo sconto si calcola moltiplicando i kWh consumati tra gennaio e febbraio per il prezzo unitario dell’energia fissato da ARERA;
  • il beneficio scatta solo se i consumi sono contenuti: non devono superare 0,5 MWh (500 kWh) nel primo bimestre e 3 MWh (3.000 kWh) nell’intero anno precedente. Tali limiti garantiscono che il bonus spetti alle famiglie con consumi domestici standard.
  • ciascun fornitore fisserà autonomamente le modalità e gli importi entro i criteri di legge;
  • al momento, non esiste un meccanismo di domanda: gli utenti dovranno verificare direttamente con il proprio fornitore se quest’ultimo aderisce all’iniziativa e in quali termini.

Consigli pratici per ottenere il bonus energia 2026

Insomma, per beneficiare del bonus da 115€ non è prevista una vera e propria domanda, ma è comunque necessario essere in regola con la documentazione ISEE: il sistema incrocerà i dati INPS/ARERA per identificare i beneficiari. In particolare è consigliabile:

  • aggiornare l’ISEE. Se non si dispone già dell’ISEE 2026, conviene presentare subito la DSU (dichiarazione sostitutiva unica) all’INPS o attraverso i CAF/ patronati per ottenere il nuovo ISEE. In assenza di ISEE 2026 aggiornato, il bonus non potrà essere collegato alla fornitura;
  • assicurarsi che il contratto elettrico sia di tipo “uso domestico” e intestato a uno dei componenti del nucleo familiare, requisiti necessari per l’ottenimento del bonus sociale. Va considerata come fornitura principale quella relativa all’abitazione di residenza (non valgono seconde case).

Per maggiori informazioni vi invitiamo a visitare i canali ufficiali (in primis ARERA e INPS) per eventuali modulistiche e istruzioni aggiornate in tempo reale.

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