Calcolo consumo elettrico: capire meglio quanto si paga

Calcolo consumo elettrico: capire meglio quanto si paga
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di | 29-07-2019 | Energia

Stanco di avere bollette della luce troppo care e vuoi sapere come si arrivi a stabilire questo importo? Il metodo migliore per chiarire ogni dubbio consiste nell’effettuare un calcolo del consumo elettrico, ovvero stabilire un quantitativo esatto del consumo di ogni elettrodomestico e moltiplicarlo poi per il prezzo che si paga attualmente per il kWh (la risposta su quest’ultimo aspetto può arrivare consultando facilmente la fattura). Un uso scrupoloso di questi apparecchi è certamente importante, non solo in merito alla tempistica di utilizzo ma anche in base alle caratteristiche del device: è sempre bene preferire accessori che garantiscono un consumo più basso sulla base della loro classe energetica (clicca qui per sapere meglio di cosa si tratta).

Sommario

Calcolo consumo elettrico – Perché è importante farlo

Perché spendere eccessivamente per le utenze della casa quando ora si ha la possibilità di risparmiare? In aiuto degli utenti ora viene il mercato libero, ormai vicino alla sua entrata in vigore definitiva, prevista a partire dal 1° luglio 2020 (clicca qui se desideri conoscere cosa potrebbe accaderti se non dovessi metterti in regola entro tale data). In caso di insoddisfazione o di bolletta troppo alta rimediare è davvero possibile e soprattutto facile: basta infatti guardarsi attorno e valutare le soluzioni proposte dagli altri operatori cercando quella che può rispondere meglio alle proprie esigenze.

Effettuare il passaggio a un altro gestore ora non comporta più alcun tipo di disservizio, ma soprattutto è un’operazione che può avvenire gratuitamente. E’ infatti la nuova società a cui si è deciso di affidarsi a prendersi carico di tutto e a comunicare in maniera rapida al nuovo operatore la decisione.

Per chi avesse però ancora qualche dubbio può essere utile effettuare il calcolo del consumo elettrico medio abitazione per capire meglio quali siano le fonti che ci fanno spendere di più e capire eventualmente dove si sbaglia per arrivare a modulare meglio il proprio modo di agire quotidiano.

Per effettuare questa operazione è importante sapere quali siano i fattori che fanno variare maggiormente questo dato. Sono essenzialmente due, ovvero il numero di persone che si ritrovano a vivere all’interno della casa, il numero e il tipo di elettrodomestici (oltre, ovviamente, alle ore per cui vengono utilizzati).

Le abitudini dei vari componenti della famiglia ovviamente potrebbero condizionare in misura incisiva l’importo che si andrà a pagare. Chi si trova poco a casa, inevitabilmente, sfrutterà poco i vari dispositivi, mentre le casalinghe o anche le persone che trascorrono diverse ore tra le mura domestiche potrebbero condizionare maggiormente il quadro. Proprio in questo ambito diventa fondamentale il tipo di tariffa che si andrà a sottoscrivere: per chi non presta particolarmente caso alle ore di utilizzo o per le casalinghe può essere utile una soluzione di tipo monorario, quella che prevede un costo univoco in tutto l’arco delle 24 ore per il corrispettivo luce. Per chi lavora o studia e torna in determinati orari, invece, può essere perfetta un’offerta bioraria, che consente di risparmiare durante la sera e il weekend (clicca qui se desideri conoscere quali sono le fasce orarie che consentono di risparmiare energia).

Rinnovare gli apparecchi periodicamente può avere poi un ruolo altrettanto fondamentale. Nonostante la spesa iniziale che si dovrà andare a sostenere, infatti, si avrà la garanzia di avere un device con consumi più bassi, come accade con quelli di nuova generazione. Determinante è verificare la classe energetica in fase di acquisto.

Come calcolare il consumo elettrico dal contatore – Verifica elettrodomestici e abitudini

Veniamo quindi al calcolo ben preciso che ogni utente dovrà effettuare per avere una stima. Per stabilire il consumo di un elettrodomestico, qualunque esso sia, si dovrà moltiplicare la potenza, espressa in W o in kW e solitamente indicata in una targhetta, per le ore in cui è stato acceso.

Questo però non basta. Un ulteriore che potrà condizionare l’importo sarà infatti la modalità di utilizzo del device. Un ventilatore, infatti, potrebbe funzionare nelle fasi più calde a una determinata velocità per poi calare, mentre la lavatrice o la lavastoviglie funzionano a una potenza maggiore solo nella fase iniziale del lavaggio. Ben diverso è ancora il caso del frigorifero: pur restando acceso per tutta la giornata, questo è dotato di un sensore in grado di misurare la temperatura interna e di regolarsi quindi in automatico.

Ogni dubbio in questo senso può essere fugato attraverso l’utilizzo degli apparecchi per misurare l’energia elettrica (clicca qui per saperne di più), disponibili in commercio a un prezzo davvero abbordabile e perfetti per questo scopo.

Occhio a scaldabagno e cucina

Tra gli strumenti presenti in ogni abitazione che finiscono per avere un’influenza decisa sul costo che si andrà a pagare in bolletta c’è il boiler elettrico. Questo, infatti, per funzionare a pieno regime ha bisogno di un’importante quantità di energia, ma è allo stesso tempo indispensabile se vogliamo avere la garanzia di avere acqua calda nel bagno.

Possiamo fare così un esempio pratico per avere un’idea più precisa del suo impatto: nel caso di una famiglia media di tre persone il consumo di uno scaldabagno da 80 litri può raggiungere oltre 1400 kWh all’anno. Un numero tutt’altro che basso, ma che può essere limitato ad esempio attraverso l’utilizzo di un timer in grado di regolarne l’accensione.

Si può così pensare a possibili alternative altrettanto funzionali quali uno scaldabagno a gas o un impianto solare termico.

Non si deve poi dimenticare anche il ruolo cruciale svolto dalla cucina, anche se questo può ovviamente dipendere dal tipo che si è scelto. Se si vuole qualcosa di davvero efficiente e più moderno, ma in grado soprattutto di garantire una minore dispersione di calore si può puntare su quelle a induzione, sempre più diffuse tra i piani cottura in vendita negli ultimi anni.

Un altro elemento che finisce per avere un’incidenza da non sottovalutare è la stufa elettrica (clicca qui per avere un’idea più precisa su quanto consuma). Questa non è sempre utilizzata da chi vive in città, che riesce a raggiungere la temperatura desiderata con termosifoni, riscaldamento a pavimento o camino, mentre diventa quasi indispensabile nelle località di montagna. In linea generale è quindi bene utilizzarle solo per gli ambienti più piccoli e se realmente necessario, ma preferendo quelle con lampade alogene.

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