Cambio gestore energia elettrica non autorizzato: cosa fare subito

Cambio gestore energia elettrica non autorizzato: cosa fare subito
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di | 31-01-2019 | Energia

Non è così infrequente ritrovarsi con a dover gestire un cambio gestore energia elettrica non autorizzato ed è per questo che è bene sapere come comportarsi per risolvere il problema. Molto spesso, infatti, ci si rende conto della situazione solo nel momento in cui si riceve la bolletta dove appare evidente non solo il diverso nome del fornitore, ma anche un importo che potrebbe rivelarsi più alto rispetto al previsto. Correre ai ripari è comunque possibile, ma è importante seguire una procedura ben precisa per non andare incontro ad altre situazioni spiacevoli.

Sommario

Cambio gestore energia elettrica senza consenso – Rimediare è possibile

L’avvento del libero mercato offre la possibilità a ogni utente di scegliere il gestore che ritiene più adatto per le proprie esigenze. Per la fornitura di energia elettrica le opzioni non mancano (clicca qui per avere un quadro d’insieme sulle migliori soluzioni disponibili a febbraio 2019), ma deve esserci la consapevolezza di come la decisione finale non deve basarsi solo sul prezzo. La convenienza è certamente determinante, ma è altrettanto fondamentale valutare quali servizi fondamentali vengano offerti dalla compagnia, oltre ad alcuni possibili sconti.

Prima di procedere con il passo definitivo si deve però valutare un aaltro aspetto di non poco conto: capire se faccia meglio al proprio caso una tariffa monoraria, che prevede un unico costo in tutto l’arco della giornata e ideale per chi non ha picchi di consumi, o una tariffa bioraria, perfetta per risparmiare la sera e nel weekend (qui di seguito puoi trovare le differenze fondamentali).

Nonostante questo processo che lascia libero arbitrio a chi è in cerca di un gestore per la luce, andare incontro a qualche imprevisto non è poi così impossibile. Sono molte infatti le denunce da parte di persone che si sono ritrovate a dover gestire un cambio operatore senza consenso con conseguenze decisamente sgradevoli da risolvere in prima persona.

Il problema, nonostante i controlli sempre più rigidi, potrebbe essere però destinato addirittura ad aumentare. A partire da luglio di quest’anno è infatti prevista l’abolizione del mercato tutelato e, inevitabilmente, quasi senza accorgersene, potrebbero essere diversi gli utenti che si troveranno alle prese con un contratto stipulato non per sua volontà. I disagi potrebbero coinvolgere in modo particolare gli anziani, che potrebbero ritrovarsi invischiati in situazioni create a loro insaputa.

Fornitura energia elettrica senza firma – Come si sviluppa il fenomeno

Ma come può essere possibile che un utente possa ritrovarsi con un contratto Enel Energia mai firmato (il problema coinvolge anche altri operatori del settore) Tutto questo non può essere definito altro che una truffa.

Le strade che vengono perseguite da chi ha cattive intenzioni per raggiungere il proprio scopo sono innanzitutto due:

  • il malcapitato viene contattato telefonicamente da un operatore incaricato che cerca di strappargli un sì senza che questo possa quasi rendersene conto. Attenzione quindi alle risposte che si danno, si può finire per essere registrati senza comunicazione preventiva;
  • in alternativa, ci sono incaricati che si presentano direttamente a casa di chi vogliono colpire cercando di far leva sull’ingenuità della persona che si trovano di fronte.

In realtà, le persone che svolgono questa operazione sono tutt’altro che addetti della compagnia con cui verrà sottoscritto il contratto senza consenso da parte dell’interessato. La loro “dote” sta proprio nel linguaggio utilizzato: si inizia infatti spesso con un discorso che si basa sulle bollette precedenti e sulla volontà di aiutare gli utenti a risparmiare. La possibilità di avere un vantaggio economico attira praticamente tutti anche chi non ha intenzione di cambiare fornitore per l’energia elettrica.

Successivamente si cerca di far leva su una proposta più conveniente, ma allo stesso tempo su come sia necessario muoversi in tempi brevi per approfittarne. Chi non è abituato a informarsi periodicamente sulle ultime tariffe può cadere senza troppa fatica nella trappola.

Cosa può fare il cittadino per difendersi

Essere a conoscenza di un problema che sembra tutt’altro che destinato a spegnersi è certamente importante, ma non è sufficiente per evitare di incappare in situazioni impreviste e poco piacevoli.

Prestare la massima cautela se non si hanno grandi certezze sull’identità della persona che abbiamo di fronte è il primo passo, ma non è l’unico. E’ innanzitutto consigliabile evitare di dare i propri dati personali se si vuole evitare che questi possano essere usati per azioni di cui siamo inconsapevoli.

Il cambio gestore viene attuato innanzitutto con informazioni quali il codice POD (si tratta di un codice alfanumerico composto da 14 o 15 caratteri che viene assegnato al momento dell’allacciamento e che identifica quindi in modo univoco l’utenza). Trovarlo per chi non lo conoscesse è piuttosto semplice: è infatti indicato in ogni bolletta. Attenzione quindi proprio a questo: nella maggior parte dei casi questi malintenzionati invitano ad avere tra le mani la fattura per effettuare un confronto con le spese sostenute fino a questo momento, quindi è bene trovare una scusa per non visionare sul momento le proprie fatture.

Una truffa può però nascondersi anche se si viene avvicinati da una persona che sostiene di essere legato al fornitore attuale. Qualora questo dovesse verificarsi, è bene cercare di prendere tempo e prendere contatto con il numero di assistenza clienti dell’attuale compagnia per verificare se davvero abbiano incaricato persone di verificare la situazione della clientela.

Se la comunicazione avviene via telefono possiamo raccomandare di non dare mai risposte affermative o consensi di alcun tipo nel corso della conversazione.

Come annullare un contratto non richiesto

Se vi siete resi conto di avere stipulato un contratto contro la vostra volontà è comunque possibile fare qualcosa per rimediare. Il cliente può fare affidamento sulla procedura di ripristino, introdotta dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas e pensata proprio per risolvere in via definitiva situazioni di questo tipo. Grazie a questa soluzione si ha infatti la possibilità non solo di annullare l’accordo sottoscritto a insaputa del destinatario, ma anche di aderire nuovamente al vecchio gestore. Il tutto, particolare di non poco conto, senza alcun costo a carico.

Questa soluzione si rivela adatta per chi sottolinea di avere sottoscritto un contratto con un gestore di luce e gas contro la propria volontà. Se l’operazione è avvenuta in un ufficio della società si è invece esclusi.

A ulteriore tutela del cliente c’è un altro aspetto. Il fornitore con cui si è stabilito l’accordo è infatti tenuto a prendere contatto con il nuovo cliente per verificare che tutto sia andato a buon fine. In questo frangente si ha quindi la possibilità di fare presente di essersi trovati al centro di una situazione non voluta. Questo comunque non basta, ma è necessario inviare anche una lettera di reclamo in cui si precisa la propria posizione. L’operazione deve essere effettuata secondo una tempistica ben precisa:

  • entro 40 giorni dalla data indicata sulla lettera ricevuta via posta cartacea;
  • entro 30 giorni dal momento in cui si è ricevuta la telefonata di conferma;
  • entro 30 giorni dalla scadenza della bolletta (questo però vale se non si è ricevuta alcuna comunicazione scritta né una telefonata).

È fondamentale inserire nella missiva chiari riferimenti al giorno in cui si è preso contatto. A quel punto la società ha un arco massimo di 40 giorni per dare una risposta. Se questa non dovesse arrivare o l’esito non dovesse essere positivo c’è comunque un’altra strada da seguire, un ulteriore reclamo allo Sportello del Consumatore, ente creato a tutela dei cittadini da parte dell’Autorità per l’Energia.

Se tutto va a buon fine l’azienda che ha eseguito la procedura in modo non del tutto corretto ha il compito di effettuare la migrazione. Previsto anche un piccolo indennizzo qualora dovessero essere state inviate una o più fatture nel periodo sotto inchiesta.

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