Certificati Bianchi: Il MISE apre alle riforme e alla consultazione

Certificati Bianchi: Il MISE apre alle riforme e alla consultazione
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di | 02-09-2015 | Energia

I certificati bianchi tornano sotto la lente d’ingrandimento del MISE. Dopo l’anno di lancio del 2001, la procedura dei certificati bianchi ha regalato buoni risultati. Il regime ha governato per anni l’obbligo del risparmio di energia primaria ai distributori di energia elettrica e gas naturali. Un lavoro che ha portato in quasi 13 anni all’emissione di oltre 31 milioni di TEE (Titoli di efficienza energetica) con un chiaro impegno di oltre il 70% delle società di energia.

In questo momento è stato però deciso di rivedere qualche cambiamento allo strumento, aprendo così a nuove riforme che si adeguino al nuovo modello economico e finanziario che in questi anni ha visto delle modifiche. Il MISE (Ministero Italiano dello Sviluppo Economico) ha quindi pubblicato sul proprio sito un nuovo documento di consultazione che delinea le nuove riforme del sistema dei certificati bianchi. L’obiettivo in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente è quello di creare maggiore efficienza nell’utilizzo delle risorse.

Nell’elenco dei documenti di consultazione sono enunciati anche nuovi elementi volti a monitorare comportamenti speculativi per un conseguente incremento di qualità e affidabilità delle figure coinvolte. Le nuove linee guida chiariscono meglio molte delle possibilità date in carico agli Enti pubblici e a tutte quelle imprese che dispongono di energia, dichiarando l’obbligo a nominare e gestire la domanda direttamente nei confronti del GSE.
Ovviamente, tale aspetto, è soggetto a trattamento particolare nel caso di affidamento dell’incarico a terzi. Questo obbliga il proprietario dell’impianto gestendo domanda e conoscenza tecnica dell’impianto.

I certificati bianchi saranno anche soggetti a una revisione per le modalità di riconoscimento. A definirlo saranno due proposte presenti nelle nuove linee guida. Il loro compito sarà quello di allungare il periodo di “vita utile U” per tutta la durata della vita tecnica, introducendo così un piano di riconoscimento dei certificati di risparmio solo per quelli effettivamente realizzati in un periodo di almeno 5 anni. E’ una riforma che consentirà di applicare un “fattore di premio” all’impianto che sarà in grado di dichiarare effettivi risparmi, conseguiti a fronte dei rendiconti relativi all’arco della vita utile.
E’ possibile trasmettere tali dati entro il 30 settembre 2015, integrando proposte o segnalazioni all’indirizzo mail: certificatibianchi@mise.gov.it

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