Come dimostrare il pagamento di una bolletta

di | 02-09-2020 | Energia

Anche ai più attenti potrebbe capitare (oppure è già successo) di non avere tra le mani la ricevuta che viene consegnata dopo avere provveduto a saldare gli importi previsti per le varie utenze della casa. Ma se ci si trova in questa situazione come si può dimostrare il pagamento di una bolletta? Poterlo fare può rivelarsi provvidenziale soprattutto se il fornitore continua a sostenere di avere un debito con il cliente e si rischia così di andare incontro a un’interruzione della fornitura con tutti i disagi che ne potrebbero derivare. Se invece il distacco dovesse essere già avvenuto, mostrare la comunicazione di avvenuto pagamento può ridurre al minimo il disservizio.

Sommario

Come dimostrare il pagamento di una bolletta: scegli con attenzione il metodo

Dimenticare le scadenze previste per le varie utenze della casa può capitare a tutti, anche a chi è particolarmente attento a questo aspetto, soprattutto se ha una quotidianità particolarmente frenetica. Proprio per questo per evitare che possano verificarsi disguidi sono in tanti a decidere di saldare gli importi tramite l’addebito diretto su conto corrente. Questo sistema è ormai sempre più diffuso e garantisce che il pagamento possa avvenire sempre in modo puntuale e soprattutto con la massima trasparenza: la detrazione avverrà infatti esclusivamente in occasione del giorno indicato in fattura. A questo proposito, potrà interessarti leggere questo approfondimento in cui ti diamo una panoramica di tutti i vantaggi a cui potresti andare incontro se dovessi optare per questa soluzione. Difficilmente in questo modo potranno esserci contenziosi tra l’azienda e il cliente.

Se una scelta di questo tipo non ti convince o comunque si sono verificati problemi e l’azienda avanza dubbi sul pagamento (è una situazione che, ad esempio, potrebbe capitare se qualcuno ha cambiato il proprio conto corrente o ha scelto un’altra banca), sarebbe bene sapere come muoversi per evitare di andare incontro a conseguenze che potrebbero rivelarsi decisamente spiacevoli. Il fornitore potrebbe arrivare ad interrompere il servizio se i tempi dovessero allungarsi e non dovesse avere ricevuto la cifra richiesta.

Chi vuole pagare esclusivamente in contanti dovrebbe quindi cercare di agire in via preventiva, ovvero cercando di cautelarsi qualora dovesse emergere un contenzioso con la compagnia. In questo caso sarebbe consigliabile farsi rilasciare una quietanza, che è l’equivalente di una ricevuta di pagamento. Questa non è altro che una sorta di dichiarazione firmata dal creditore, con cui questi ammette di avere ricevuto i soldi che erano stati pattuiti. Attenzione, però: questo vale però per situazioni quali l’affitto, le spese richieste dal condominio,  l’acconto ad un professionista o la parcella di un medico.

Nel caso di una fattura per la luce, il gas o l’acqua, invece, si dovrebbe conservare la parte di bollettino che la posta rilascia dopo avere portato a termine la procedura. Eventuali controversie possono essere invece evitabili utilizzando un metodo tracciabile. In questa categoria rientrano gli assegni non trasferibili,i  bonifici bancari o postali, le carte di credito o i bancomat. La documentazione bancaria permette di risalire in maniera piuttosto semplice alla data esatta.

Attenzione ai solleciti di pagamento

Nel caso in cui al fornitore risulti un insoluto relativo a una o più bollette sarà l’azienda a prendere contatto in maniera diretta con il cliente per dare comunicazione effettiva dell’importo mancante. Questo potrà essere indicato nella parte finale della bolletta, in un’apposita sezione denominata “Comunicazione con il cliente”, ma non mancheranno anche eventuali solleciti in cui sarà indicata la tempistica entro cui provvedere alla regolarizzazione della propria posizione.

Se ci si dovesse rendere conto che il debito è reale, generato magari da un mancato recapito delle fatture, si dovrà prendere contatto con la compagnia e stabilire, se necessario, anche un pagamento a rate (clicca qui di seguito se vuoi sapere come agire se sei interessato a questa soluzione). Molte società fornitrici, anche quelle che operano nel mercato libero, danno questa possibilità sia per venire incontro alle esigenze dell’utente sia per tutelare i propri interessi ed essere quindi più sicuri di poter ottenere quanto dovuto.

A volte, però, la posizione dell’utente risulta regolare e diventa necessario dare comunicazione di avvenuto pagamento. Farlo in tempi rapidi può diventare provvidenziale proprio se si vuole evitare di andare incontro a un disservizio con tutti i disagi che questo può comportare per chi vive in casa. Chi si trova in questa situazione dovrà quindi inviare un attestato che confermi di avere eseguito il saldo tramite uno dei canali disponibili. Fax o email sono solitamente i più utilizzati, ma altrettanto utile allo scopo può essere l’Area Clienti personale, nata proprio per essere un canale di comunicazione tra l’utente e la società fornitrice.

Conseguenze possibili per chi non paga dopo i solleciti

A volte, però, può capitare che anche di fronte a numerose richieste di pagamento il cliente continui a fare orecchie da mercante a non pagare, senza alcun timore delle possibili conseguenze a cui potrebbe andare incontro.

Il primo passo che sarà compiuto dalla società fornitrice per l’energia elettrica è l’invio di una diffida tramite PEC o SMS. Questa è una prima forma di comunicazione in cui si mette in allarme l’utente della possibilità che possa subire l’interruzione del servizio. Se niente dovesse cambiare, il fornitore potrà rivolgersi al distributore per chiedere la sospensione del servizio. Tutto non avverrà comunque in modo traumatico: si partirà infatti con una diminuzione della potenza disponibile del contatore di un 15%. Trascorsi altri 15 giorni, la fornitura sarà sospesa. Anche in questo caso correre ai ripari sarebbe comunque possibile, ma entro un tempo massimo di dieci giorni. Se anche in questo caso, il debito non dovesse essere saldato il contratto verrà chiuso senza avvisi.

Parzialmente differente è invece la situazione per quanto riguarda il gas. La chiusura del contratto è prevista dopo dieci giorni dalla sospensione della fornitura.

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