Come pulire i pannelli fotovoltaici: le istruzioni da seguire

di | 02-07-2020 | Energia, Energia Rinnovabile

Sei interessato a sapere come fare per pulire i pannelli fotovoltaici in modo tale da preservarli al meglio e far sì che la loro efficienza sul piano energetico possa essere massima? Si tratta di un’operazione che è fondamentale eseguire con regolarità se si vuole avere la garanzia che l’impianto possa durare più a lungo. Anche i benefici in bolletta non mancheranno (secondo le stime si può arrivare a una riduzione pari almeno al 30% – per ricevere consigli su come ottenere un risparmio tangibile in bolletta segui questo link). Affinché tutto si svolga senza intoppi e senza correre rischi, è consigliabile affidare la manutenzione periodica dei pannelli fotovoltaici a personale specializzato.


Sommario

Ottimizzare impianto fotovoltaico – Perché è importante effettuare la pulizia

I pannelli fotovoltaici di ultima generazione possono essere integrati facilmente sui tetti di ogni abitazione e consentono di ottenere importanti vantaggi sul piano economico nel corso del tempo. L’esborso inziale può essere non indifferente per qualcuno, ma gli effetti saranno tangibili nella bolletta della luce. Grazie a questo sistema, infatti, diventa possibile utilizzare fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica, dando così anche un importante contributo nei confronti dell’ambiente.

Per far sì che l’impianto possa funzionare in maniera ottimale anche a distanza di tempo dal momento dell’installazione è però importante effettuare una pulizia periodica, consigliabile soprattutto se si vive nei pressi di una zona industriale, in città o nelle vicinanze del mare.

L’operazione dovrebbe essere però eseguita da personale specializzato attraverso l’utilizzo di attrezzature idonee. In genere è raccomandabile effettuare la manutenzione ordinaria, almeno una volta l’anno, ma se le condizioni lo richiedono anche due. Gli addetti che arriveranno sul posto cercheranno di verificare che tutto stia funzionando regolarmente. Oltre alla pulizia vera e propria, si provvederà così ad accertare l’integrità del vetro dei moduli solari, i cavi e le scatole di giunzione e le bullonerie di ancoraggio dei moduli della struttura, oltre a operare un’ispezione nei confronti degli interruttori di protezione. I tecnici dovrebbero solitamente avere con sé anche un’idropulitrice, utile per eliminare eventuali residui rimasti sulla superficie.

Qualora dovessero verificarsi malfunzionamenti, si dovrà mettere in calendario anche una manutenzione straordinaria, che potrebbe avere un costo superiore a seconda del tipo di problema. In questo caso si dovrà osservare se l’inverter non riesca a garantire al meglio la sua funzione. Non è escluso che questo possa dover portare a inserire nuove batterie per l’accumulo, spostare alcuni moduli fotovoltaici o aumentare la potenza in caso di esigenze specifiche.

Come pulire i pannelli professionali – Meglio il fai-da-te o no?

Alla pulizia dei pannelli effettuata da personale specializzato può essere affiancata quella in modalità “fai-da-te“. A occuparsene può quindi essere lo stesso proprietario dell’abitazione. Prima di mettersi all’opera è però innanzitutto necessario munirsi di un’opportuna dotazione di sicurezza in modo tale da non correre rischi non appena si salirà sul tetto.

In questo caso possono essere utili spazzole a rullo e telescopiche, che permettono anche di raggiungere lunghe distanze (ci sono alcuni modelli con asta che può arrivare anche a 6 metri). A questo si deve abbinare un detergente specifico. Il sapone non è invece consigliabile perché potrebbe risultare troppo aggressivo e finire così per danneggiare l’impianto. Indipendentemente dal tipo scelto (quelli che non richiedono risciacquo consentono di eseguire il lavoro in tempi più brevi), è bene eliminare ogni tipo di traccia perché questa, a lungo andare, potrebbe danneggiare l’impianto.

Per chi invece vuole operare in maniera più “tradizionale” possono essere sfruttati i vari kit disponibili sul mercato. Ce ne sono di vario tipo e costo, in modo tale che ognuno possa scegliere quello che ritiene più congeniale per le proprie esigenze. In genere sono compresi asta telescopica; filtro a resine ioniche, adattatore regolabile, tubo flessibile; spazzola a setole fisse e morbide. Se si dovesse fare una media del prezzo da sostenere per l’acquisto questo si aggira intorno ai 400 euro per i sistemi professionali.

La spesa può essere di portata differente se ci si affida a un esperto. Sono in crescita le aziende che offrono pacchetti di pulizia sin dal momento dell’installazione dell’impianto. Questo permette di essere seguiti costantemente nell’arco di tutto l’utilizzo del pannello fotovoltaico e di non dimenticare la scadenza in cui effettuare l’operazione. In alternativa, si può pagare il servizio una tantum: la cifra può andare tra 0,40 e i 2 euro per metro quadrato.

4 consigli per la pulizia dei pannelli fotovoltaici

  • Consiglio 1: evitare il fai-da-te nei casi in cui i pannelli siano difficilmente raggiungibili.
  • Consiglio 2: dotarsi di spazzole a rullo telescopiche e detergenti specifici.
  • Consiglio 3: valutare i kit di pulizia per pannelli fotovoltaici disponibili sul mercato.
  • Consiglio 4: sfruttare le offerte di manutenzione periodica della ditta installatrice.

Ottimizzare impianto fotovoltaico – Quando è consigliabile effettuare la pulizia dei pannelli

La scelta del fornitore e della tariffa per l’energia più adatte rappresentano certamente il primo passo per poter risparmiare su uno dei servizi più importanti all’interno di ogni abitazione. Ma affinché la resa sul piano energetico dei pannelli fotovoltaici risulti inalterata nel corso del tempo diventa determinante pulirli con cadenza periodica. La loro posizione facilita infatti il deposito di smog, polveri sottili e sporco; se dovessero restare sporchi a lungo, la superficie verrebbe oscurata e quindi l’efficienza non potrebbe essere più quella garantita dal produttore.

A volte questo aspetto può finire per essere sottovalutato visto che non si ha la possibilità di vedere in prima persona in modo frequente l’entità della situazione. Secondo le stime, però, la produzione energetica di un pannello non pulito regolarmente può arrivare a calare anche del 20%.

Per far sì che gli effetti possano essere ottimali, può essere determinante anche il periodo in cui agire. In linea di massima, sarebbe consigliabile farlo in primavera (marzo e aprile); questo permetterà così che l’impianto possa svolgere al meglio la propria funzione durante la fase estiva in cui il calore del sole è maggiore.

In caso di dubbi, la situazione generale può essere comunque monitorata in modo piuttosto preciso attraverso l’app collegata all’inverter che alcuni produttori di pannelli solari mettono a disposizione dei loro clienti. Qualora si dovesse registrare un calo effettivo della produzione, si può iniziare a programmare manutenzione e pulizia da parte di personale specializzato.

L’entità della spesa da sostenere è variabile. A incidere è infatti la grandezza dell’impianto: in linea di massima, per quanto riguarda la manutenzione, la richiesta può aggirarsi intorno ai 100-150 euro per ogni kW. Più difficile, invece, fare un preventivo relativo alla pulizia: in questo caso a influire sono soprattutto grandezza dell’impianto ed entità della sporcizia. Se comunque si cerca di farlo con cadenza regolare l’investimento richiesto sarà certamente minore.

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