Come regolare la temperatura del frigo: 3 cose fondamentali da sapere

Come regolare la temperatura del frigo: 3 cose fondamentali da sapere
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di | 19-07-2018 | Energia

Come regolare la temperatura del frigo? È una questione che può interessare tutti i componenti della famiglia, indipendentemente da chi sia incaricato di preparare i pasti. Tutti, infatti,  al di là del sesso e dell’età, trascorrono diverso tempo in cucina, anche semplicemente per vedere quali sono le provviste presenti nella dispensa. Tra gli elettrodomestici indispensabili ma spesso sottovalutati c’è il frigo, utilizzato per conservare alimenti che consumiamo quotidianamente, quali ad esempio salumi, formaggi, yogurt e frutta. Fare in modo che l’apparecchio funzioni in maniera adeguata è fondamentale per non doverci ritrovare a buttare cibi che potevano essere ancora consumati. Un utilizzo consapevole è altrettanto importante per evitare spreco di energia e non ritrovarsi quindi con brutte sorprese in bolletta.

Ecco quindi alcune indicazioni da seguire anche sulla base dell’andamento stagionale, fattore che può influenzare in modo rilevante la gestione del dispositivo.

Sommario

Come regolare la temperatura del frigo: attenzione alla situazione meteo esterna

Il frigorifero è un elemento fondamentale in ogni cucina. La sua funzione è chiara: ha il compito di far sì che si conservino a lungo e in perfetto stato gli alimenti, in modo tale da poterli consumare anche qualche giorno dopo l’acquisto. In commercio ce ne sono di diversi tipi, oltre che di varie dimensioni: la scelta può essere differente a seconda delle esigenze e del numero di persone presenti in casa.

Pensare che questo elettrodomestico funzioni in totale autonomia e senza alcun intervento periodico dal proprietario non è del tutto vero. È consigliabile infatti controllare periodicamente la temperatura impostata per evitare di doversi ritrovare a dover gettare cibo ormai andato a male. L’attenzione maggiore deve essere rivolta soprattutto nelle due stagioni in cui lo sbalzo di temperatura rispetto all’esterno è maggiore, quindi estate e inverno. A condizionare la situazione può essere anche l’utilizzo di dispositivi che ci aiutano a rendere più godibile il periodo trascorso in casa, ovvero ventilatori, condizionatori, stufe e camini. Se si finisce per aprire frequentemente lo sportello del frigorifero quando questi sono attivi, anche lo stato delle provviste può subire danni quasi irreparabili. Controllare quindi solo la data di scadenza indicata sulla confezione dei vari prodotti può quindi non essere sufficiente.

Un’impostazione semplice anche per i meno esperti

I frigoriferi di nuova generazione possono essere manovrati senza troppa difficoltà anche dai meno avvezzi con la tecnologia. In questo genere di dispositivi il termostato, inserito per modificare autonomamente la temperatura, è solitamente posizionato all’esterno e può quindi essere controllato facilmente. Nella maggior parte dei casi i valori numerici sono disponibili in formato digitale, quindi pienamente visibili.

Per essere certi di non commettere errori si possono tenere presenti alcune regole generali. In generare, è meglio non andare mai al di sotto dei 4°C, ma allo stesso tempo non superare  i 7°C. Oltrepassato questo livello, infatti, può accadere facilmente che soprattutto alcuni tipi di alimenti possano andare a male. Diversa è invece la situazione per il congelatore, spesso venduto in combinata con il frigo (è la soluzione ideale per chi non ha ambienti particolarmente spaziosi). Qui si può andare dai -24°C a -18°C.

C’è inoltre un aspetto che non deve essere trascurato: anche la collocazione delle pietanze all’interno di questo particolare elettrodomestico non dovrebbe avvenire in modo casuale. La temperatura, infatti, varia in maniera graduale di 2°C man mano che si passa da un ripiano all’altro. Iin alcuni casi la variazione va dall’alto verso il basso, in altri dal basso verso l’alto; è quindi necessario verificare in quale categoria rientri il proprio apparecchio.

A ogni alimento la sua posizione nel frigorifero

Controllare periodicamente la temperatura del frigorifero non può però bastare per assicurarsi che i cibi contenuti all’interno non vadano male. È consigliabile infatti anche valutare la posizione in cui i vari alimenti vengono conservati all’interno dell’elettrodomestico. Un aspetto che per molti può sembrare superfluo, ma che in realtà non lo è proprio per il principio esposto prima: ogni ripiano all’interno dell’apparecchio può assumere gradi differenti. A seconda di quello che decidiamo di conservare, è bene quindi scegliere con attenzione la disposizione ritenuta più consona.

Nella parte dove solitamente si raggiungono i 5-6° C, la zona meno fredda, si possono mettere prodotti che hanno sì bisogno di essere refrigerati, ma non in misura eccessiva. Ne sono esempio yogurt, panna, formaggi, creme, passate di pomodoro e dolci.

Il punto intermedio (qui solitamente si arriva intorno ai 4° C può invece essere adatto per i vari tipi di salumi o per i cibi che abbiamo già cucinato, ma che vogliamo finire di consumare in un secondo momento. In quest’ultimo caso il frigorifero rappresenta la scelta migliore per far sì che durino più a lungo. Nel caso del pesce, però, è consigliabile non andare oltre i due giorni dal momento della preparazione.

C’è inoltre una zona ancora più fredda, dove si si può arrivare all’incirca intorno ai 2° C. Qui è raccomandabile mettere da parte carne e pesce, ma con un avvertimento: dovranno essere mangiati il prima possibile per non andare incontro a sorprese sgradite. Ormai tutti i frigor, indipendentemente dalle dimensioni, sono dotati anche di un’area, solitamente collocata in basso, con uno o più cassetti, dove la temperatura si aggira intorno agli 8° C. Praticamente tutti scelgono di sistemare in quest’area frutta e verdura fresca, in grado di mantenersi in uno stato simile all’acquisto solitamente fino a un massimo di sette giorni. Da non dimenticare lo sportello, che nella maggiore parte dei casi presenta altri due o tre ripiani: è l’ubicazione migliore per la salsa di pomodoro, bottiglie, panna, creme e scatolette di tonno.

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