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Come smaltire un condizionatore: le regole da seguire
di Ilaria Macchi | 03-02-2020 | News Gas e Luce

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100.89 €/MESEIn caso di acquisto di un nuovo apparecchio diventa fondamentale essere a conoscenza di come smaltire un condizionatore per non incorrere in conseguenze poco piacevoli nel caso in cui non si rispetti la normativa in vigore. L’apparecchio è considerato un rifiuto elettronico e, come tale, richiede di dover seguire regole ben precise nel pieno rispetto dell’ambiente, aspetto a cui nessuno può più sottrarsi: se ci si muove nel rispetto della normativa in vigore addirittura il 97,5% dell’elettrodomestico potrà essere opportunamente riciclato.
Sommario
Un dispositivo utile ed efficace
Il condizionatore è uno strumento ormai indispensabile nelle case di ognuno di noi per sopportare al meglio le temperature ormai sempre più elevate previste durante l’estate, ma avendo l’accortezza di evitare sbalzi eccessivi rispetto all’esterno se non ci vorrà andare incontro a problemi di salute piuttosto spiacevoli. Non tutti sanno però che il dispositivo può essere particolarmente utile anche durante il periodo più freddo dell’anno al posto delle stufe a gas o dei modelli tradizionali elettrici. Questo può essere reso possibile grazie alla pompa di calore in dotazione (clicca qui per conoscere i vantaggi di questo genere di dispositivo), in grado di accrescere la sensazione di tepore nell’ambiente in cui viene posizionato. Anzi, se si riescono a percepirne le potenzialità potrà essere addirittura più conveniente rispetto ai più classici sistemi di riscaldamento.
Come per tutti gli elettrodomestici, anche in questo caso è necessario seguire regole ben precise in merito alla manutenzione, che dovrà avvenire in modo periodico per prolungarne il ciclo di vita. A volte, però, la sostituzione può diventa inevitabile soprattutto se si riscontra una minore efficienza rispetto al periodo immediatamente successivo all’acquisto. Nonostante la spesa da sostenere, si potrà però contare su un device più aggiornato e spesso anche in grado di garantire consumi più bassi, aspetto che risulterà ovviamente riscontrabile non appena ci si ritroverà la bolletta energetica tra le mani (clicca qui di seguito per ricevere consigli utili se desideri risparmiare).
Come smaltire un condizionatore – L’operazione ha regole ben precise
Se si è ormai convinti di sostituire il condizionatore con un prodotto più innovativo ed efficiente è bene sapere come muoversi al meglio per lo smaltimento del vecchio. Sono molti i centri autorizzati non solo alla vendita, ma anche al ritiro del prodotto ormai obsoleto. Il ritiro da parte dell’esercente non prevede alcun costo se eseguita dal gestore del punto vendita. È fondamentale tenere a mente che la disinstallazione deve essere necessariamente eseguita per legge da un tecnico frigorista certificato. Questi, per definirsi tale, deve essere in possesso di un patentino per il trattamento dei gas fluorurati presenti nel dispositivo.
Ma da cosa nasce questa necessità? Tutto deriva dalla composizione del device: i prodotti refrigeranti contengono una serie di liquidi che, per la loro costituzione, sono in grado di rendere fredda l’aria come desideriamo in estate. Queste sostante sono inodori, incolori e non tossiche, ma richiedono cautela nel loro utilizzo: se dovessero essere sprigionate nell’aria, il rischio concreto è che possano generare danni gravissimi all’ambiente (aumento sensibile del buco dell’ozono). Proprio la necessità di fare qualcosa di concreto per ridurre l’inquinamento, ha spinto praticamente tutti i Paesi a introdurre una serie di normative ad hoc da seguire quando il prodotto non viene più utilizzato.
Se però l’esercizio commerciale non fornisce il servizio o comunque si preferisce muoversi in autonomia è bene capire cosa preveda la normativa attualmente in vigore per non incorrere in conseguenze decisamente poco positive. La persona a cui ci si rivolge per effettuare l’installazione è solitamente in grado di prendersi carico anche della dismissione del prodotto, che potrà essere messo in sicurezza e portato nei Centri di Raccolta appositi. Queste realtà sono solitamente presenti in quasi tutti i centri abitati e quindi facilmente raggiungibili. La normativa da seguire in questi casi è quella che coinvolge i rifiuti elettronici RAEE (acronimo di Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche).
Se si decide di effettuare l’operazione personalmente è comunque fondamentale ricordarsi di confinare il gas refrigerante contenuto all’interno. La fase di separazione nasce proprio con lo scopo di rimuovere i componenti e materiali pericolosi (come batterie, refrigeranti ozonolesivi o altri componenti), fondamentale per far sì che i materiali possano essere riciclati.
Se non si vuole andare incontro a particolari intoppi (a livello logistico le difficoltà potrebbero non mancare) l’ideale sarebbe affidarsi direttamente all’installatore. L’operazione non prevede nemmeno costi a carico per l’utente: per i prodotti come i climatizzatori split (fino a 12 kW) è già previsto un contributo dell’utilizzatore sul prezzo di acquisto (chiamato ECR, Ecocontributo RAEE o Visibile fee), predisposto proprio per finanziare l’intero procedimento.
Quasi tutto il materiale viene riciclato
Se si effettua tutto in modo corretto il 97,5% dei materiali che compongono il climatizzatore possono essere riciclati, dando così un contributo importante all’ambiente che ci circonda.
L’operazione è ormai talmente strutturata da prevedere vere e proprie “linee di produzione” destinate allo scopo: il prodotto a fine vita consente di nuovamente materie prime che possono essere riutilizzate in nuovi cicli produttivi.
Il 2,5% di materiale rimanente è costituito dal condensatore e da pochi altri materiali di scarto. Anche i fas refrigeranti possono essere nuovamente sfruttati nuovamente: dopo essere stati messi in sicurezza, in molti casi è possibile anche rigenerarli.
Le persone addette allo smaltimento sono inoltre tenute a ulteriori obblighi. Necessaria è l’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali, oltre alla compilazione di un documento ad hoc che può autocertificare che l’oggetto venga da un’abitazione e non sia stato utilizzato per altri scopi. Ormai Hitachi Cooling & Heating è a fianco del Consorzio Remedia, il principale Sistema Collettivo italiano no-profit per la gestione eco-sostenibile dei RAEE, rifiuti da impianti fotovoltaici, pile e accumulatori. I risultati ottenuti sono stati finora più che positivi: si è riusciti infatti a riciclare, riutilizzare o convertire in energia il 100% dei rifiuti dei maggiori stabilimenti produttivi Hitachi in Europa e Giappone. Tutto questo è stato reso possibile grazie anche a collaborazioni ad hoc con aziende locali che si occupano di smaltimento.
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