Contatore elettrico: 3 cose da sapere

di | 07-05-2020 | Energia
Contatore elettrico: 3 cose da sapere

All’interno di ogni abitazione è presente un contatore elettrico, lo strumento adibito alla misurazione del consumo di energia elettrica, calcolato in kWh. Sulla base di quanto rilevato dall’apparecchio sarà così effettuato il conteggio dell’importo che si ritroverà in bolletta. Consultare il dispositivo periodicamente (anche per chi è dotato di un modello in grado di inviare la lettura in modo automatico) può quindi aiutare a farsi un’idea più precisa delle proprie abitudini di consumo, oltre che a poter capire se ci siano momenti della giornata in cui si concentra maggiormente l’utilizzo (clicca qui di seguito quali sono le fasce orarie che consentono di rispamiare energia e ridurre le spese in fattura).


Sommario

Contatore elettrico – Uno strumento indispensabile per ogni utenza

A determinare l’importo che ci ritroveremo da pagare nella bolletta della luce sono la tariffa e il fornitore a cui si è deciso di affidarsi (clicca qui se vuoi ricevere consigli su come risparmiare). Grazie al regime di mercato libero, che entrerà in vigore in via definitiva a partire dal 1° gennaio 2022, ogni utente ha la possibilità di cambiare in modo totalmente gratuito, ma con la garanzia di poterlo fare senza la necessità di mettere in atto alcun intervento sul contatore o andare incontro a un periodo di disattivazione dal servizio.

Il conteggio dell’energia consumata è però possibile grazie a uno strumento presente nelle case di ognuno di noi, ma la cui importanza tende spesso a essere sottovalutata: il contatore della luce. Riuscire a capirne le funzionalità può quindi essere molto utile non solo per avere un’idea più precisa delle spese che dobbiamo affrontare, ma anche per capire se sia necessario modificare almeno parzialmente il proprio modo di agire per riuscire a ottenere un risparmio (clicca qui per conoscere quali sono gli errori che spesso commettiamo anche in modo inconsapevole e che non ci permettono di ridurre le spese).

Il device, infatti, non riporta solo i dati relativi al consumo, ma anche quali sono i momenti della giornata in cui si concentrano i consumi. Qualora questi dovessero essere maggiori soprattutto durante la sera o il weekend, come può essere il caso di chi resta fuori dalle mura domestiche per motivi di lavoro o di studio, può essere utile puntare su una tariffa bioraria. In alternativa, chi preferisce essere libero da vincoli dovrebbe preferire una tariffa di tipo monorario.

Il proprietario dello strumento (vale anche per il contatore elettrico gas) è il distributore locale, l’ente che garantisce che il servizio possa essere definitivamente disponibile tra le mura domestiche. Questo è univoco e varia a seconda della zona di residenza (clicca qui di seguito per conoscere quali sono i principali distributori di energia elettrica in Italia). Qualora si dovesse optare per un cambio della società con cui si è stipulato il contratto (clicca qui per conoscere quali sono i fattori che possono influire sulla scelta), non è necessario effettuare alcuna sostituzione. È proprio il distributore ad avere il compito di comunicare al venditore uscente ed al venditore entrante la data e la lettura di passaggio. Si dovrà semplicemente rendere noto il codice POD dell’utenza per far sì che la pratica possa essere portata avanti.

Contatore elettrico casa – I tipi di apparecchi disponibili

Ormai da diversi anni è stata messa in atto la procedura di sostituzione dei vecchi contatori meccanici in tutto il territorio italiano con quelli di tipo elettronico. Solo pochissimi sono ancora dotati del vecchio apparecchio, che presenta un disco metallico che si muove quando passa la corrente elettrica; a ogni giro del disco corrisponde una precisa quantità di energia consumata. Questo strumento, per quanto affidabile, non consente il massimo della precisione se si desidera avere una visione d’insieme sui consumi di energia registrati in casa: non è infatti possibile rilevare la quantità rilevata in una determinata fascia oraria.

Sono diverse invece le potenzialità di cui sono dotati i più moderni contatori elettronici. Questi sono collegati in modo diretto ai sistemi di gestione del distributore dell’energia, che comunica i dati relativi ai consumi per la fatturazione. Proprio la telegestione rappresenta l’elemento che ha spinto l’ARERA a spingere verso il processo di modifica di questi apparecchi. Non diventa infatti più necessario che l’utente (o un addetto incaricato) provveda periodicamente a effettuare l’autolettura e a comunicarla al fornitore .

Le operazioni che possono essere svolte anche da remoto sono diverse, quali:

  • Attivazione del contatore;
  • Aumento della potenza del dispositivo, qualora se ne avesse la necessità;
  • Lettura dei consumi.

I contatori di nuova generazione, detti anche 2G, consentono di avere una visione ancora più precisa dell’energia consumata. Oltre ad avere un quadro giornaliero, si riesce infatti anche a distinguere il consumo per fasce orarie e controllare in tempo reale la potenza assorbita dai vari dispositivi elettrici presenti in casa.

Ma i vantaggi per l’utente non sono finiti qui:

  • Le bollette che si riceveranno presenteranno importi calcolati sulla base dei consumi reali e non più su una stima, cosa che avrebbe portato al rischio di conguaglio con cifre decisamente elevate;
  • Il fornitore avrà un’idea più precisa dei momenti in cui si concentrano i consumi e potrà così proporre nuove soluzioni più mirate;
  • Possibilità di accedere ai dati della propria fornitura in ogni momento, anche attraverso l’app della compagnia con cui si è sottoscritto il contratto tramite PC, smartphone e tablet;
  • Cambi forniture e volture saranno eseguiti in modo più veloce.

Come procedere con la lettura del contatore luce

Anche se si è ormai in possesso di un contatore teleletto, può essere comunque utile effettuare periodicamente l’autolettura. La procedura da utilizzare per effettuare l’operazione dipende dal tipo di apparecchio di cui si è in possesso.

Per chi ha ancora uno strumento meccanico si devono tenere presenti le cifre compaiono in modo automatico sul display trasparente, senza premere alcun pulsante. Può capitare in alcuni casi che i numeri siano separati da una virgola: se questo accade si devono tenere presenti i numeri a sinistra, senza decimali, effettuando quindi un arrotondamento.

Niente di difficile nemmeno per chi ha già un contatore elettronico. L’utente dovrà premere il pulsante e leggere i numeri che compariranno. Attenzione, però, a ogni pressione si visualizzeranno informazioni differenti. Questo l’ordine da tenere presente:

  • Numero cliente (a volte codice o identificativo cliente): si riferisce al contratto di fornitura di energia elettrica;
  • Tariffa (varia sulla base della soluzione prescelta): se si visualizza il codice T3 significa che si ha un contratto a tariffa fissa; T2 e T3 significa invece che si ha una tariffa di tipo biorario;
  • Fascia oraria: suddivisa con le sigle F1, F2 o F3, si riferisce al momento in cui si sta effettuando l’operazione;
  • Potenza istantanea assorbita in kW: indica il valore massimo dell’assorbimento in kW. Questo consente di capire controllare quanta energia in termini di potenza consumano i nostri dispositivi elettrici e gli elettrodomestici. Se si vuole avere un’idea più precisa sulla base del consumo di ogni elettrodomestico sarà necessario accenderne uno solo (lo si può fare, ad esempio, con il forno elettrico o con il frigorifero) per capirne di più sulle sue potenzialità. Qualora il dato fosse troppo elevato, potrebbe significare che il device sia ormai datato a abbia una classe energetica particolarmente alta (clicca qui per sapere quanto questo elemento può influire sui consumi);
  • Consumo di energia elettrica attiva riguardante il periodo di fatturazione in corso. È espresso in kWh e indicato con A1, A2, A3, rispettivamente alle fasce orarie (clicca qui se desideri conoscere quali sono le fasce orarie che consentono di risparmiare);
  • Potenza massima assorbita, indicata con le cifre P1, P2 e P3, a seconda della fascia oraria a cui si riferisce;
  • Data e ora del momento della visualizzazione.

Avere un quadro più preciso di come utilizziamo l’energia quotidianamente può permetterci di capire se possa essere venuto il momento di valutare un fornitore differente rispetto a quello con cui si ha un contratto attivo (clicca qui per sapere quali sono gli elementi da considerare per non sbagliare la scelta).

In genere, a meno che non ci siano accordi differenti comunicati al momento della stipula dell’accordo, le bollette della luce vengono inviate con cadenza bimestrale. Proprio per questo è consigliabile effettuare l’autolettura con un preavviso di circa dieci giorni prima della fine del bimestre.

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