Corrispettivo CMOR: cos’è e come non pagarlo

di | 30-04-2019 | Energia
Corrispettivo CMOR: cos’è e come non pagarlo

L’avvento del mercato libero ha introdotto un vantaggio notevole per tutti i consumatori, che hanno ora la possibilità di scegliere l’operatore per l’energia e il gas di casa che meglio corrisponde alle proprie esigenze. In caso di insoddisfazione effettuare il passaggio a un altro gestore diventa semplicissimo, ma soprattutto senza alcun onere per l’utente. Troppo spesso, però, non si presta particolare attenzione alla cifra che ci ritroviamo in bolletta e si paga quasi senza battere d’occhio. È invece davvero importante verificare ogni voce di spesa per controllare se sia presente qualche inesattezza. Tra queste, potremmo trovare il cosiddetto “corrispettivo CMOR“, detto anche coefficiente di morosità.

In molti casi non sono mancate le discussioni in Tribunale da parte di chi riteneva di essere vittima di un’ingiustizia e di non dover saldare questo particolare indennizzo.

Sommario

Corrispettivo CMOR: che cos’è e quando viene applicato in bolletta

Il “Corrispettivo CMOR” è un termine tecnico che può essere sconosciuto alla maggior parte degli utenti, ma conoscerne il significato diventa fondamentale innanzitutto per tutelare i propri interessi e capire quando il suo indennizzo è richiesto all’interno della bolletta dell’energia o del gas. Questa voce di spesa è diretta conseguenza dell’introduzione del mercato libero, ovvero quella che consente a ogni utente senza particolari restrizioni di valutare un cambio di gestore (clicca qui per sapere quanti giorni sono necessari) non appena si capisce che quello a cui si è deciso di affidarsi non risulta poi così conveniente. Il vantaggio è tangibile: ogni consumatore ha la possibilità di valutare una tariffa differente rispetto a quella sottoscritta senza il rischio di dover sottostare ad alcun disservizio nella fase di passaggio, ma soprattutto senza dover sostenere alcun onere sul piano economico.

In questo frangente le due società saranno tenute a comunicare tra loro. Sarà infatti il fornitore prescelto a dover informare il vecchio della decisione intrapresa dal cliente e a dover portare avanti la pratica. Inevitabilmente, però, in questo frangente l’azienda con cui ci si accorda è tenuta a controllare se ci siano eventuali pendenze. Se queste dovessero risultare all’interno della prima bolletta sarà applicato proprio il “Corrispettivo CMOR”, ovvero un indennizzo di spesa che spetta all’impresa con cui si aveva il precedente contratto nel caso in cui si dovessero riscontrare fatture non saldate interamente o in parte. Il debito viene così richiesto dalla nuova azienda a nome della vecchia.

Solo a quel punto ogni tipo di rapporto tra le parti potrà dirsi ufficialmente concluso.

Corrispettivo CMOR e recupero crediti – Dove l’importo viene indicato in bolletta

Le bollette che puntualmente riceviamo per le varie utenze di casa (ma vale ovviamente anche per le aziende) sono caratterizzate dal massimo della trasparenza. Ogni utente ha quindi la possibilità di verificare in modo dettagliato le voci di spesa che vengono addebitate e capire quindi se ci siano eventuali incongruenze.

In linea generale, l’importo che ognuno è chiamato a pagare è suddiviso in tre aspetti: quello relativo ai consumi, quello legato ai costi per il trasporto e la gestione del contatore e altri oneri. Tra questi ultimi possiamo ritrovare anche il “Corrispettivo CMOR”. Nel caso in cui si siano reduci da un passaggio a un nuovo gestore è quindi bene controllare se sia richiesto di dover saldare un importo anche di questo tipo.

Riuscire a individuarlo è comunque piuttosto semplice. Al di là del fornitore con cui si è sottoscritto il contratto, tutti indicano una voce chiamata “Altre voci comprese nella bolletta”. In modo particolare, la dicitura utilizzata è di questo tipo: “In questa bolletta Le viene addebitato per conto di un suo precedente venditore il ‘Corrispettivo CMOR’ a titolo di indennizzo per il mancato pagamento di una o più bollette. Per ulteriori informazioni su tale corrispettivo si deve rivolgere al precedente venditore o chiamare il numero verde 800 166 654. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.autorita.energia.it”.

Non sempre l’importo viene richiesto sin dalla prima bolletta (in alcuni casi può essere necessario un periodo di qualche settimana per i dovuti controlli). Se si sono infatti superati i tre mesi, non sarà infatti la nuova società a richiedere il pagamento attraverso il Corrispettivo CMOR, ma la società con cui si aveva in essere il precedente contratto. Non dovendo più inviare alcuna bolletta saranno così applicate le tradizionali modalità utilizzare per il recupero crediti.

Questo può verificarsi tra i 6 e i 12 mesi da calcolare dalla data del passaggio, ma a condizione che la cifra richiesta sia pari o superiore ai 10 euro.

Corrispettivo CMOR e decreto ingiuntivo – Come verificare l’addebito e contestare

Effettuare un controllo scrupoloso delle voci inserite in bolletta aiuta a capire se quanto ci viene richiesto sia realmente dovuto. Non è infatti così infrequente situare situazioni in cui viene richiesto il Corrispettivo CMOR pur non essendoci pendenze da saldare con il vecchio gestore, ma non sono da escludere anche situazioni in cui la cifra che viene riportata in fattura sia superiore a quanto necessario.

In linea generale è quindi consigliabile avere sempre un occhio di riguardo per la propria situazione ed effettuare le dovute verifiche.

La prima operazione che può essere eseguita dall’utente consiste nel prendere contatti con lo Sportello per il Consumatore.  È possibile chiedere informazioni supplementari al numero verde 800.166.654 per chi chiama da telefono fisso o al numero 199.419.654 per chi chiama da telefono cellulare. E’ possibile avere chiarimenti dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18. Questo non vale comunque sotto forma di contestazione: in caso di incongruenza sarà infatti necessario muoversi di conseguenza solo successivamente.

Una volta compresa la propria situazione, è necessario muoversi secondo una procedura ben precisa per far valere i propri diritti. Se si desidera muoversi in maniera incisiva sono due le strade tra cui scegliere. La prima consiste in una lettera, preferibilmente via raccomandata, al proprio gestore in cui si sottolinea come si ritenga scorretto l’importo richiesto per il corrispettivo CMOR. In alternativa, è possibile inviare un reclamo online dopo essersi registrato al portale Sportello del Consumatore. In entrambi i casi la società di fornitura ha un tempo massimo di 40 giorni per chiarire la propria posizione in merito. Solo a quel punto si potrà capire se la propria richiesta sia stata accettata o se l’esito sia negativo e non si possa fare altro che versare l’importo.

 

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