Decreto Crescita 2019: l’efficienza energetica costerà la metà

Decreto Crescita 2019: l’efficienza energetica costerà la metà
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di | 24-06-2019 | Energia

Con l’approvazione del Decreto Crescita 2019 da parte della Camera, il risparmio energetico sarà ancora più conveniente per le famiglie italiane. Infatti, qualora il Decreto venga approvato definitivamente anche da Senato, coloro che acquisteranno climatizzatori, nuovi infissi, caldaie a condensazione, stufe a pallet e pompe di calore, riceveranno uno sconto del 50%.

A partire da luglio, per alcuni interventi di riqualificazione energetica per i quali è già prevista l’assegnazione dell’Ecobonus, sarà possibile optare per uno sconto immediato, anziché aspettare la detrazione fiscale dell’Ecobonus. Si tratta, in poche parole, di un’opzione  alternativa che permette a chi investe nel risparmio energetico di avere uno sconto istantaneo al momento dell’acquisto.

Sommario

Cosa dice il Decreto Crescita e come funziona lo sconto

La Camera ha approvato con la fiducia il Decreto Legge Crescita, arricchendo il provvedimento di nuove norme. Tra queste è stata aggiunta anche una nuova opzione che rigurda gli incentivi all’efficienza energetica: uno sconto al posto dell’Ecobonus, la detrazione d’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) pari a una parte della spesa sostenuta dal contribuente concessa quando si eseguono interventi volti al miglioramento dell’efficienza energetica della propria casa.

A partire dal 1° luglio 2019, data prevista per l’entrata in vigore della nuova versione del decreto, si potrà dunque effettuare la cessione del credito al venditore (che dovrà essere d’accordo) per ottenere un sconto del 50% sull’acquisto di un particolare prodotto per la riqualificazione energetica delle abitazioni. In parole semplici, i soggetti che effettueranno interventi di efficienza energetica nella propria casa potranno ricevere un contributo anticipato dal fornitore che effettua l’intervento, sotto forma di sconto pari al 50% sul prezzo del bene o del servizio. Tale contributo potrà essere recuperato poi dal fornitore sotto forma di credito d’imposta.

In questo modo il cittadino non dovrà attendere per recuperare il 50% della spesa sostenuta. Ciò implica, naturalmente, la rinuncia alla possibilità di avere la detrazione fiscale per la somma rimanente.

L’unico obbligo per il cittadino resta quello di comunicare all’Agenzia delle Entrate la cessione del credito. Una volta recepita la comunicazione, l’Agenzia provvederà a rendere disponibile per il venditore la somma prevista sotto forma di credito di imposta da utilizzare entro 5 anni.

Ecobunus o sconto? A voi la scelta

Anche se a prima vista, lo sconto immediato sull’acquisto di uno dei prodotti che danno accesso al bonus, che ricordiamo essere:

  • finestre comprensive di infissi
  • caldaie a condensazione , che continuano a essere ammesse purché abbiano un’efficienza almeno pari alla classe di efficienza energetica A come previsto dal regolamento dell’Unione Europea n.811/2013. Le caldaie a condensazione possono, tuttavia, dare accesso anche alle detrazione del 65% se oltre a essere in classe A sono dotate di sistema di termoregolazione smart evoluti;
  • pompa di calore
  • climatizzatori
  • stufe a pellett
  • pannelli fotovoltaici

in realtà si rinuncia alla possibilità di ricevere maggiori sconti, che invece si possono ottenere effettuando interventi di risparmio energetico (che devono essere certificati dall’ENEA) nella propria abitazione e optare per il “vecchio” Ecobonus.

A seconda del tipo d’intervento di riqualificazione energetica e edilizia, infatti, sono previste diverse  soglie di detrazioni che vanno da un minimo del 50% in caso di semplice sostituzione di infissi o di una caldaia a condensazione, fino al 75% per gli interventi di tipo condominiale, per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 con il limite di spesa di 40.000 euro moltiplicato per il numero di unità immobiliare che compongono l’edificio.

Chi può richiedere la detrazione fiscale

Allo stato attuale, le detrazioni fiscali per gli interventi volti al miglioramento dell’efficienza energetica della propria abitazione potranno essere richieste da ogni contribuente in possesso dell’immobile oggetto di intervento.

I soggetti richiedenti possono essere persone fisiche, titolari di partita IVA, imprenditori e società, associazioni tra professionisti ed enti che non svolgono attività commerciale.

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