Differenza tra costi fissi e variabili della bolletta della luce

Differenza tra costi fissi e variabili della bolletta della luce
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di | 22-10-2018 | Energia

Il prezzo finale delle bollette dell’energia elettrica è determinato da diverse voci che insieme costituiscono gli “importi fatturati” delle bollette, cioè della sezione nella quale leggiamo quanto dobbiamo pagare per aver usufruito del servizio luce in un determinato periodo di tempo.

Approfondendo la lettura di questa sezione ci si accorge che, alcuni costi del servizio in regime di mercato libero sono fissi mentre altri variano continuamente, a seconda dei consumi dei consumatori.

In questa guida vogliamo, per l’appunto, approfondire la differenza tra le quote fisse e le quote variabili della bolletta di ogni sezione, cercando di capire da cosa dipendono.

Sommario

Le sezioni della bolletta con Quota fissa e Quota variabile

Come abbiamo anticipato nell’introduzione di questo approfondimento, la parte della bolletta che prenderemo in considerazione è quella relativa agli “importi fatturati” (li potete trovare sulla prima pagina della fattura) che costituiscono il totale da corrispondere al fornitore per usufruire del servizio.

Gli importi fatturati si suddividono in tre sezioni di costo, quali:

  • La materia prima energia: comprende tutte le voci che si riferiscono all’acquisto dell’energia, al dispacciamento e alla commercializzazione al cliente finale. Insieme, queste attività costituiscono i “servizi di vendita”. Si tratta della principale voce della bolletta, in quanto essi comprendono tutti i servizi e le attività svolte dal fornitore per acquistare e rivendere energia elettrica.
  • Trasposto e Gestione del contatore: sono i costi per i servizi di rete, ossia, i costi da corrispondere all’azienda venditrice per coprire le spese sostenute dalla stessa per il trasporto dell’energia fino al contatore del cliente, la gestione del contatore e la lettura dei consumi.
  • Oneri di sistema: si tratta dei costi che il cliente deve assolvere al fine di sostenere interventi di utilità e interesse generale, e sono introdotti da leggi e decreti ministeriali.
  • Le imposte: si tratta dei costi dell’imposta erariale di consumo, anche detta accisa, che viene applicata alla quantità di energia consumata indipendentemente dal contratto e dal fornitore scelto, in quanto stabilita dall’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente.

Le sezioni relative ai servizio di vendita e ai servizi di rete si suddividono, a loro volta, in diverse “micro sezioni” come nello schema seguente:

In questo approfondimento vogliamo capire la differenza tra quote fisse e quote variabili delle sezioni servizi di vendita e servizi di rete.

Cosa si intende per quote fisse e variabili?

Prima di tutto sarà bene capire cosa si intende per quote fisse e quote variabili:

  • Quota fissa: è un costo sempre uguale per tutte le bollette, cioè, non cambia a seconda dei consumi del cliente e dal fornitore scelto, questo perché viene stabilito direttamente dall’Autorità.
  • Quota variabile: è un costo sottoposto a cambiamenti nel tempo in quanto dipende dai consumi del cliente e dall’offerta del mercato proposta da un particolare fornitore.

Quota fissa e variabile nei servizi di vendita

La quota fissa per i servizi di vendita è un costo applicato al cliente per essere un utente attivo. Questa quota è costituita da due componenti:

  • Commercializzazione Vendita
  • Dispacciamento

Il costo per la commercializzazione è stabilito dall’Autorità sulla base della spesa media affrontata dai venditori del mercato libero per il rifornimento di energia del cliente. Tale voce è sempre presente sulla bolletta, indipendentemente dal consumo registrato.

La componente di dispacciamento è, in realtà, un credito al cliente, che restituisce la differenza tra il prezzo di commercializzazione vendita e i costi sostenuti dai venditori per la gestione commerciale nel mercato di tutela.

La quota variabile dei servizi di vendita è la cosiddetta “quota energia”, ovvero, il costo dell’energia effettivamente consumata nel periodo a cui fa riferimento la fatturazione. La quota è composta da:

  • Prezzo dell’energia: si tratta del costo al kWh per l’acquisto da parte del cliente dell’energia elettrica.
  • Perdite di rete: è il costo che va a coprire le inevitabili perdite di rete durante il trasporto di energia verso l’abitazione del cliente finale. La percentuale che il cliente deve versare per le perdite di rete è stabilita dall’Autorità. Oggi è fissata, per l’utente in bassa tensione, al 10,4% dell’energia prelevata.
  • Prezzo del dispacciamento: è il costo per mantenere in equilibrio costante il sistema elettrico. In altre parole, viene garantita l’equità tra la quantità di elettricità prelevata dalla rete destinata al cliente finale e la quantità immessa dagli impianti produttivi.

La quota fissa e variabile nei servizi di rete

I servizi di rete sono la seconda componente del totale che il consumatore deve assolvere e si trovano appena sotto i servizi di vendita nel dettaglio spese, suddivisi in tre quote:

  • Quota fissa: è un importo fisso annuo, indipendente dai consumi del consumatore, che copre i costi commerciali.
  • Quota potenza: è un importo variabile, in quanto dipende dalla potenza impegnata dal contatore dell’energia elettrica prevista dal contratto.
  • Quota variabile: è il costo relativo alla quantità di energia elettrica trasportata per coprire le necessità dello specifico cliente, quindi varia a seconda del consumo registrato sull’utenza, nel particolare periodo di riferimento della fattura.

Le tariffe per i costi commerciali (quota fissa), per le diverse soglie di potenza dei contatori (quota potenza) e per il trasporto di energia (quota variabile) sono stabilite dall’Autorità in maniera uniforme per tutto il territorio nazionale sulla base di indicatori specifici che tengono conto dell’inflazione, degli investimenti e degli obiettivi di recupero di efficienza. Pertanto, i servizi di rete, non sono oggetto di concorrenza tra aziende.

Ricadono nei servizi di rete anche gli oneri generali di sistema, introdotti da leggi e decreti ministeriali stabiliti al fine di sostenere interventi di utilità e interesse generale e sono:

  • A3: incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate
  • UC7: oneri per messa in sicurezza del nucleare e compensazioni territoriali
  • A2+MCT: promozione dell’efficienza energetica
  • A4: regimi tariffari speciali per la società Ferrovie dello Stato
  • UC4: compensazioni per le imprese elettriche minori
  • A5: sostegno alla ricerca di sistema
  • AS: copertura del bonus elettrico
  • AE: copertura delle agevolazioni per le imprese a forte del consumo di energia elettrica

Si tra di costi stabiliti per legge e pagati indistintamente da tutti i consumatori in quanto necessario alla gestione del sistema elettrico nazionale.

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