Disdetta contratto servizio elettrico nazionale: quando e come farla

di | 27-02-2020 | Energia

Effettuare la disdetta del contratto che ci lega al Servizio Elettrico Nazionale è un’operazione che può ritenersi necessaria quando si sta cambiando casa, si è decisio di trasferire la propria attività professionale o c’è stato un decesso da parte dell’intestatario e si ha quindi bisogno di chiudere le utenze. Per chi pensa che si possa andare incontro a problemi o disagi, è possibile restare tranquilli: è necessario comunque seguire alcuni semplici passaggi per non subire inconvenienti e conoscere la tempistica necessaria in modo tale da fare la richiesta al momento più giusto.

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Sommario

Disdetta contratto Servizio Elettrico Nazionale – Quando è necessario effettuarla

Servizio Elettrico Nazionale è una società del Gruppo Enel che si occupa di gestire il servizio di maggior tutela per l’energia elettrica nelle aree in cui E-distribuzione è concessionaria del servizio di distribuzione. Pur non essendo ancora entrato in vigore in via definitiva, sono già in tanti gli utenti che usufruiscono di tutti i vantaggi tipici del mercato libero e che, come tali, hanno la possibilità di scegliere non solo il fornitore ma anche la tariffa a cui aderire.

Tutti i clienti residenziali, ma anche le amministrazioni che si occupano dell’illuminazione sulle strade, devono fare riferimento a questa realtà per la fornitura e la distribuzione di energia. A volte però può capitare di doversi rivolgere al Servizio Elettrico Nazionale per comunicare la disdetta. Questa può essere richiesta quando si ha la necessità di mettere i sigilli al contatore presente all’interno dell’abitazione, azione che potrebbe avvenire in caso di:

  • decesso della persona a cui era intestato il contratto;
  • vendita dell’immobile;
  • demolizione dell’immobile;
  • abbandono temporaneo dell’abitazione (è il caso, ad esempio, di chi si deve trasferire per motivi di lavoro). È comunque bene farlo solo se il periodo che ci porterà lontano dalla realtà residenziale sia piuttosto lungo e non solo di pochi giorni o settimane.

È bene comunque non confondere questa operazione con il momento in cui si effettua il passaggio a un altro fornitore; in questo caso, infatti, non è prevista alcuna modifica o interruzione dal servizio, ma anzi tutto potrà avvenire senza alcun onere per il cliente. Sarà infatti la nuova compagnia con cui si sottoscriverà il contratto a comunicare l’intenzione di recedere. Non sono quindi previsti disagi di alcun tipo, né la necessità di sostenere alcuna spesa a carico dell’utente.

Diversa è invece la situazione che può verificarsi quando ci si rende conto di avere aderito a un contratto per l’energia e ci si rende conto di non essere soddisfatti. Se questo avviene entro i primi 14 giorni dalla firma la procedura da seguire è piuttosto semplice grazie alla possibilità di far valere il diritto di ripensamento. A far valere questa possibilità sono le persone che hanno sottoscritto l’accordo per via telefonica o online (è il caso delle tariffe web, le più vantaggiose sul piano economico, proposte da tutte le aziende). Non è invece possibile farlo se l’operazione è stata eseguita presso un centro autorizzato prendendo contatto con un il personale incaricato. In quest’ultimo caso la chiusura può avvenire solo compilando e inviando il modulo di recesso entro i 14 giorni.

Cessazione senza passaggio ad altro operatore  – Come fare la richiesta di interruzione dell’utenza

Se si è coscienti di dover richiedere la chiusura dell’utenza elettrica è bene conoscere modalità e tempistiche in modo tale da non ritrovarsi ormai senza la possibilità di utilizzarla quando se ne avrebbe ancora bisogno. È il caso, ad esempio, di chi deve eseguire l’operazione prima di trasferirsi in un’altra abitazione: solo quando si ha in mente con certezza la data si potranno eseguire i calcoli e procedere.

Spetterà infatti all’utente prendere contatto con il servizio clienti del fornitore di cui si è cliente per indicare la propria situazione. Dal momento in cui la richiesta sarà presa in carico, il contatore non sarà più attivo entro un tempo massimo di 5 giorni lavorativi.

La cessazione può avvenire da parte dell’azienda anche a distanza: i contatori che sono ormai presenti nella maggior parte delle case degli italiani sono infatti di tipo elettronico e possono quindi essere manovrati anche a distanza.

Gli operatori del Servizio Elettrico Nazionale avranno ovviamente bisogno di alcuni dati specifici relativi all’utenza per poter procedere. Innanzitutto sarà necessario prendere nota del codice cliente, del codice POD, dell’indirizzo della fornitura e del codice fiscale della persona a cui erano intestate le bollette. Trattandosi di una chiusura definitiva, sarà inoltre indispensabile comunicare l’ultima lettura del contatore per poter effettuare la fatturazione a conclusione del rapporto. Nessun problema anche per i meno esperti, basteranno pochi minuti: ogni apparecchio è infatti di un pulsante bianco che dovrà essere premuto fino al momento in cui si visualizzeranno sul display le scritte A1, A2 e A3. Queste sigle stanno a indicare le fasce di consumo giornaliere e consentono anche di avere un’idea più precisa in merito a quali siano i momenti in cui viene maggiormente utilizzata l’energia

Il codice cliente potrà invece essere recuperato consultando la bolletta o premendo una sola volta il tasto sul contatore (si visualizzerà un insieme di 9 cifre). Quest’ultima opzione è valida però solo per chi è rimasto con il servizio di maggior tutela. Stesso sistema anche per il codice POD, indicato in fattura nella sezione in cui sono presenti i dati di riepilogo del cliente.

Come regolare gli ultimi pagamenti

La comunicazione dell’ultima lettura del contatore implica ovviamente anche la necessità di regolarizzare la situazione sul piano economico. La fatturazione non riguarderà però solo quanto indicato, ma anche il calcolo del conguaglio, ovvero la differenza tra le letture reali rilevate in fase di cessazione della fornitura e quelle fatturate sull’ultima bolletta emessa. Questo porterà così a conteggiare il totale dei kwh consumati nell’ultimo periodo di erogazione del servizio: il conto conclusivo sarà indicato nella bolletta che sarà inviata al cliente.

È bene forse comunque un’ulteriore precisazione. Se le letture si rivelassero inferiori rispetto a quanto fatturato precedentemente, il fornitore provvederà a dare un rimborso. Una situazione di questo tipo potrebbe verificarsi in modo particolare se gli importi dei mesi passati siano stati stabilite attraverso una serie di stime e non sui consumi effettivi.

Disdetta per decesso intestatario – Come procedere

Nel caso in cui l’intestatario non sia più in vita è necessario effettuare comunicazione del decesso per chiudere l’utenza e mettere il sigillo al contatore. Si tratta di una procedura che dovrà essere comunque eseguita in modo scrupoloso per far sì che possa andare a buon fine: a prendersi carico dell’operazione deve infatti essere un erede legittimo o chi ne ha lo stesso diritto (può essere il caso, ad esempio) un avente causa.

All’interno del modulo dovranno quindi essere riportati tutti i dati riportati relativi sia alla persona deceduta sia dell’erede. E’ inoltre necessario indicare che si tratta di una “disdetta a seguito dell’intestatario).

C’è un’unica condizione per cui non deve essere inviata alcuna comunicazione al Servizio Elettrico Nazionale: è il caso di qualcuno chi si trasferisce all’interno dell’abitazione; si dovrà quindi valutare, a seconda della situazione in essere, se sia necessario procedere con una voltura o un subentro (clicca qui per conoscere le principali differenze tra le due situazioni).

Contatti per invio e costi della disdetta

Sono diverse le modalità tra cui scegliere per comunicare la propria intenzione di dare disdetta, Ognuno può scegliere quella che preferisce:

  • posta raccomandata con avviso di ricevimento all’indirizzo: Servizio Elettrico Nazionale Casella Postale 1100 85100 Potenza (PZ);
  • via fax al numero 800 900 150;
  • mediante PEC – Posta Elettronica Certificata all’indirizzo allegati@servizioelettriconazionale.it.

Per quanto riguarda, invece, i costi dell’operazione, il contributo è solitamente stabilito periodicamente dall’ARERA, ma solitamente si tratta di poche decine di euro.

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