Lampadine a risparmio energetico: vantaggi e svantaggi

Lampadine a risparmio energetico: vantaggi e svantaggi
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di | 15-07-2019 | Energia

Fare il possibile per ridurre i consumi, e quindi anche le spese, ma avendo allo stesso tempo anche un occhio all’ambiente che ci circonda è ormai diventato quasi un imperativo un po’ in tutti gli ambiti. Basta infatti solo qualche piccola accortezza al nostro comportamento quotidiano per poterne trarre beneficio e ottenere risultati evidenti. Particolarmente utili possono rivelarsi anche le lampadine a risparmio energetico, ormai sempre più diffuse all’interno di abitazioni e aziende.

Sommario

Lampadine a risparmio energetico: una scelta consapevole a beneficio di tutti

Ormai da qualche anno, e più precisamente dal 1° settembre 2012, le aziende del settore non hanno più la possibilità di mettere in vendita le lampadine “tradizionali”, ovvero quelle a incandescenza, in grado di funzionare proprio grazie al meccanismo dell’incandescenza, l’irraggiamento di fotoni reso possibile dal surriscaldamento metallico. Questo strumento, nonostante la sua ampia e lunga diffusione, è stato però soppiantato dalle lampadine a risparmio energetico, caratterizzate da una maggiore efficienza, quindi anche da consumi ridotti che risultano tangibili già in bolletta.

Anche in questo ambito non manca la possibilità di scelta. Questo genere di lampadine sono infatti essenzialmente di tre tipi:

  • CFL (lampadine fluorescenti compatte), la luce che emanano è più delicata e non è invadente, ma la performance garantita e la durata sono ottimali. Non è un caso che tra quelle a risparmio energetico siano le più vendute: si tratta infatti di uno strumento che è in grado di garantire un giusto mix tra le caratteristiche tipiche della fluorescenza e la funzionalità che caratterizzava i modelli a incandescenza. A differenza del passato si ha una riduzione del 75% in termini di consumi, mentre la durata è 6 alle 15 volte maggiore. Si tratta quindi di uno strumento che può rivelarsi la scelta migliore soprattutto per i locali che devono restare illuminati a lungo, non solo in casa ma anche in un’ufficio dove spesso la luce resta accesa per tutta la giornata lavorativa.
  • Alogene, ormai da quasi un anno non sono più in commercio, ma chi ne ha una scorta in casa potrebbe sceglierle di utilizzarle ancora. A livello tecnico presentano alcune similitudini con quelle a incandescenza. Al suo interno troviamo un gas di tipo alogeno (iodio, kripton, zeno), in grado di riscaldare il filamento e raggiungere anche temperature piuttosto elevate. Tra i vantaggi di questa soluzione c’è la possibilità di ridurre, a seconda delle esigenze, l’intensità della luce. La loro durata può variare tra le 3.000 e le 4.000 ore.
  • LED, sono certamente la versione più economica tra quelle che è possibile acquistare. Il risparmio a livello di elettricità che si può raggiungere è pari addirittura al 75%. Tra i vantaggi c’è anche la possibilità di variare il colore della luce e la possibilità di utilizzo anche in ambienti esterni. Queste lampadine hanno infatti peculiarità ben definite che le consentono di essere sfruttare al meglio anche a basse temperature, oltre che in particolari forme di arredo. Il loro degrado è piuttosto lento: con il tempo la loro luminosità rallenta progressivamente e questo rende più semplice capire quando provvedere alla sostituzione.

Il risparmio energetico è sempre positivo?

Fare il possibile, anche con un piccolo sforzo, per ridurre i consumi di energia è un aspetto certamente importante. Perché, del resto, lasciarsi andare a comportamenti poco avveduti che possono far male innanzitutto al nostro portafoglio? (clicca qui se vuoi sapere quali sono le fasce orarie che consentono di risparmiare energia).

Anche la scelta di una lampadina più appropriata, ma allo stesso tempo evitare di mantenere le luci accese quando non strettamente necessario, può essere particolarmente utile allo scopo. Il risparmio tangibile in bolletta e il minore impatto ambientale sono certamente gli aspetti più positivi. Un vantaggio sul piano economico può essere ottenuto però anche dalla minore frequenza con cui sarà necessario provvedere alla sostituzione delle lampadine: la durata di quelle dai consumi minori è decisamente più elevata rispetto al passato.

Occhio però a esaltarsi con troppo entusiasmo senza pensarci troppo. In linea generale, infatti, le lampadine a risparmio energetico emettono una luce meno potente, ma che comunque potrà danneggiare meno gli occhi. Ci sono poi alcuni aspetti che meritano di attenzione e che non devono essere sottovalutati: questi strumenti, infatti, contengono al loro interno mercurio e radiazioni UV (dannose in modo particolare per la nostra pelle e gli occhi se ci si trova a distanza ravvicinata). Non sempre poi lo smaltimento, una volta che l’efficacia energetica è esaurita, è così semplice. Proprio la presenza di mercurio impedisce di lasciare queste lampadine nei rifiuti (niente indifferenziata o vetro), ma diventa necessario riportarle al negozio dove sono state acquistate, che sarà obbligato a prenderle in consegna e a occuparsi in prima persona dell’operazione. Luoghi adatti per l’eliminazione possono essere anche le isole ecologiche presenti praticamente in ogni Comune

A volte la luce emessa può essere tremolante. Questo può rendere quindi questo tipo di lampadine poco adatta se ci si deve addormentare, ma soprattutto se ci si deve dedicare allo studio o al lavoro al computer per diverse ore. Il rischio affaticamento è dietro l’angolo.

Insomma, qualche piccolo svantaggio (ma dove non ne troviamo?) c’è sicuramente , ma i benefici appaiono di gran lunga maggiori.

Come risparmiare con le lampadine in casa

L’utilizzo di un determinato tipo di lampadina, come detto, può costituire già di per sé il primo passo da compiere se si desidera ridurre le spese. Ma non è l’unico.

La prima osservazione da compiere a questo scopo riguarda certamente uno sfruttamento più consapevole e attento della luce in casa. È quindi raccomandabile evitare di mantenere un lampadario acceso se non strettamente necessario o, se possibile, sfruttare una lampada di minore intensità ad esempio per guardare la Tv.

Sul mercato è poi sempre più facile ritrovare i cosiddetti “dimmer” (o variatori), uno strumento che consente di modulare a piacimento la potenza della luce che viene emessa. Questo semplice accorgimento a cui a volte nemmeno si pensa potrebbe avere un’incidenza sulla bolletta anche del 50%.

Ognuno potrebbe poi effettuare una valutazione più attenta della strutturazione della propria abitazione e posizionare l’illuminazione solo in punti strategici. Se, ad esempio, cucina e salotto sono collegati e non separati da un muro divisorio si può pensare all’installazione di un dispositivo che sia in grado di coprire entrambi gli ambienti o, in alternativa, di sfruttarli solo quando ci si è presenti effettivamente in un locale.

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