Consumo energia elettrica della macchina per il caffè: quanto ti costa in bolletta

di | 30-01-2020 | Energia
Consumo energia elettrica della macchina per il caffè: quanto ti costa in bolletta

Rinunciare a un espresso anche tra le mura domestiche per molti è quasi impossibile, ma per chi apprezza particolarmente una delle bevande più amate dagli italiani la soluzione migliore può essere rappresentata dalla macchina per il caffè elettrica: questa è disponibile sul mercato a poche decine di euro ed è inoltre dotata di un timer, uno strumento ideale soprattutto per chi desidera svegliarsi al mattino avvertendone già l’aroma, spesso senza alcun rischio che questo si raffreddi (se il dispositivo è dotato della funzione adatta). Ma i vantaggi non sono finiti qui: la sua incidenza in bolletta è piuttosto ridotta, anche se può essere utile prestare qualche attenzione in più alla fase di standby.


Sommario

Macchina per il caffè elettrica – Pratica, economica e versatile

Il caffè è certamente una delle bevande più amate al mondo, davvero irrinunciabile per molti, non solo la mattina appena svegli perché ci dà la giusta carica quando siamo particolarmente stanchi, ma anche come pausa durante il lavoro o dopo il pranzo. A volte, però, non è così semplice potersi recare al bar per un espresso in piena regola e un’ottima soluzione in questi casi può essere quella di usufruire di una macchina elettrica, perfetta per la propria abitazione, ma anche per gli uffici per potersene servire ogni volta che si desidera.

Acquistarla è davvero semplicissimo, ma soprattutto non particolarmente dispensioso (possono bastare 40-50 euro) con il vantaggio di poter contare su una vasta gamma di modelli adatti a ogni esigenza. In genere sul mercato ne sono disponibili di due tipi: quella con base integrata, apprezzata per le dimensioni compatte che la rendono ideale per chi non ha grandi spazi a disposizione, e con caldaia separata (è però più difficile da pulire); quella con base estraibile, dotata di una caldaia più ampia che consente di fare anche più caffè, ma più voluminosa.

In entrambi i casi c’è un aspetto positivo non da poco che la fa preferire alla moka tradizionale: la presenza del timer, da utilizzare soprattutto per i più “dipendenti”, ovvero chi ad esempio sa già di svegliarsi a una certa ora e desidera avere la garanzia di avere già il proprio caffè pronto al momento desiderata. Un’opzione adatta soprattutto per i single, che non hanno grande tempo a disposizione. È in crescita inoltre il numero dei modelli che comprendono anche la funzione adatta a tenere calda la bevanda, addirittura per 30-40 minuti. Si ha così la possibilità di portare a termine le varie faccende di casa e poi di sedersi con tutta calma per assaporare appieno il caffè.

Non manca spesso anche la funzione di autospegnimento, da utilizzare per avere la garanzia di non consumare energia più di quanto si dovrebbe (i più sbadati non potranno più farne a meno).

Se si vuole usufruire di una maggiore varietà sono disponibili anche soluzioni all’insegna della versatilità, che presentano anche il montalatte, come se si acquistassero tre dispositivi in un un’unica volta, ovvero moka elettrica, cappuccinatore e bollitore. I più pretenziosi potranno così realizzare, a seconda dei bisogni del momento, non solo il caffè, ma anche cappuccini con tanto di schiuma come quelli del bar, oltre a thè e tisane con libera scelta della temperatura.

Uno strumento utile e poco dispendioso

Prima di procedere con l’acquisto può essere utile capire quanto questo possa influire  sulla bolletta. Ma si può stare tranquilli, le notizie in merito sono buone: in genere la maggior parte dei modelli presenti sul mercato hanno un consmo che va dai 400 ai 1000 W di potenza.

Se si terrò la macchina accesa e si arriveranno a fare quattro tazzine di caffè in un’ora, il costo dell’energia totale usata sarà di circa 2 centesimi, pari a circa mezzo centesimo a tazzina, quindi tutt’altro che pesante per le tasche di ognuno.

La stima può essere eseguita osservando la targhetta solitamente posizionata dietro l’apparecchio in cui è indicata la potenza istantanea assorbita a pieno regime. Se questa è pari a 1.000 Watt, questa corrisponde a 1 KWh. Questo significa che se si effettuano due caffè al giorno e non si lascia il dispositivo in funzione per più di cinque minuti il consumo sarà pari a 0,08 KWh. L’incidenza nell’arco di un anno sarebbe quindi decisamente ridotta e pari 30 KWh, pari a 7,50 euro.

Massima attenzione allo standby

Come per gli altri elettrodomestici presenti in casa, è però necessario prestare la massima attenzione allo standby, un’opzione pratica ma che può incidere in maniera sensibile sul costo che ci ritroveremo in bolletta . Riuscire a quantificarlo in modo univoco non è semplice, visto che possono avere un peso determinante diversi fattori, quali ad esempio il modello scelto e la sua potenza, oltre alla disponibilità del serbatoio e alla presenza di un display illuminato (ovviamente più è grande, maggiore sarà il consumo) e di altri accessori che finiscono per consumare, quasi senza accorgersi, energia. Un ruolo ben preciso è svolto anche dalla resistenza, che si accende ogni 60 secondi per mantenere costante la temperatura dell’acqua; anche se non si prepara alcun caffè in quel lasso di tempo avviene comunque un sonsumo di elettricità, seppure ridotto.

Farsi un’idea più precisa è comunque possibile anche per i meno esperti. In linea di massima, in fase di standby il consumo di una macchina del caffè elettrica è quasi pari alla metà rispetto a quando è in funzione. Per effettuare una misurazione il più possibile precisa si può utilizzare uno wattometro, facilmente reperibile in commercio a circa 20-30 euro. Il calcolo, sempre tenendo presenti i dati precedentemente indicati, non è poi così complesso.

Si può ipotizzare una potenza pari a 15W, da moltiplicare per le 24 ore per avere un’idea di quello che accade nell’arco della giornata. Il dato ottenuto può a sua volte essere moltiplicato per i 365 giorni dell’anno e diviso per 1000: usciranno così 130 KWh. L’importo in bolletta può essere valutato prendendo in considerazione il costo dell’elettricità (questo ovviamente varia a seconda dell’offerta prescelta): partendo da una tariffa di 0,25 €/KWh la spesa generata dallo standby sarà pari a circa 33 euro. A questo dovranno poi essere sommati gli standby degli altri elettrodomestici che utilizziamo tra le mura domestiche, quali ad esempio TV, lavatrice, lavastovoglie e computer (spesso ne abbiamo più di uno): il numero che ne risulterà non sarà particolarmente indifferente e può arrivare anche al 10-15% di quanto indicato nella fattura della luce. Questo non può quindi che spingere ad avere qualche accortezza in più nel nostro modo di agire quotidiano se si vorrà riuscire a ottenere un risparmio non così trascurabile.

 

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